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Animali che lavorano per noi (anche il 1° maggio): cani, gatti, api, topi e pipistrelli

Per la festa dei lavoratori di quest’anno una rassegna di 15 diversi mestieri che vengono svolti non da uomini o donne ma da animali. Incarichi più o meno conosciuti, a volte nobili a volte curiosi, che sanno sfruttare le caratteristiche naturali degli “impiegati” in maniera anche creativa, utilizzando il fiuto dei cani non solo per trovare persone sepolte o oggetti nascosti ma persino malattie oppure facendo cacciare i topi da gatti inquadrati come “civil servant”, dipendenti pubblici. Protagonisti non solo cani e gatti ma anche pipistrelli, api, topi, vermi e pesci. Vediamo quali sono, ricordandoci che oggi – in fondo – dovrebbe essere festa anche per loro mentre una discussione sui loro diritti è quasi del tutto assente.

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Cani che fiutano il diabete. Sono arrivati anche in Italia gli “alert dog”, speciali cani addestrati a riconoscere le crisi ipoglicemiche e iperglicemiche delle persone affette da diabete di tipo 1, con risultati eccezionali soprattutto per i bambini. Si tratta di cani “sentinelle” del diabete, in grado riconoscere la concentrazione di glucosio nella saliva, nel sudore e in altri umori del corpo: se sotto o sopra una certa soglia l’animale dà l’allarme, avvisando i genitori del bambino, correndo a prendere il kit per il diabete o addirittura porgendo un succo di frutta al piccolo “paziente”. Ne abbiamo scritto qui

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Cani che ispezionano l’acquedotto. Per la serie “lavori da cani”, Remi e Sable fiutano batteri fecali umani nelle acque pubbliche in Usa per conto di una società specializzata, la Environmental Canine Systems. “La ricerca di colibatteri fecali nell’acquedotto è una faccenda estremamente seria”, spiegano gli esperti. Il fiuto dei cani è molto più risolutivo delle analisi di laboratorio, che richiedono 24 ore per essere eseguite e poi necessitano di essere ripetute per conferma, o i test con le tinture e i fumi, per i quali occorrono giorni. Remi e Sable hanno ricevuto un training per riconoscere nelle condotte degli acquedotti l’odore delle perdite lasciate da fosse settiche difettose o da acque reflue illegali (foto sopra). La contaminazione fecale dell’acqua può portare gravi danni alla salute umana.

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Gatti poco diplomatici con i topi. Al Quai d’Orsay, il regno francese della diplomazia parigina, sono stati assegnati due gatti, Nomi e Noé: il loro compito non è trovare un’intesa ma al contrario usare tutta l’astuzia di cui sono in possesso per contrastare l’invasione di topi al ministero degli Affari esteri, che si affaccia sulla Senna, rive gauche. I felini sono stati battezzati con il nome di uno dei primi sovrani bretoni, Nominoé. L’incarico è impegnativo: Parigi sembra essere invasa dai topi e molte sedi istituzionali sono nelle stesse condizioni, con trappole posizionate ovunque anche all’Eliseo. (nella foto “Paris Cats at Night”, 1954, di Robert Doisneau)

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Gatti “civil servant” a Downing Street. Il gatto schierato contro i topi non è solo un classico delle memorie dei nonni ma una solida realtà per esempio in Inghilterra. A Londra diversi gatti prestano servizio come “civil servant” a Downing Street per tenere lontani ratti e altri intrusi. Di uno, Larry (foto sopra), abbiamo scritto qui su 24zampe.

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Cani che fiutano le tarme. Il Museum of Fine Arts di Boston ha assunto di recente un dipendente molto particolare per difendere i suoi capolavori da tarme e altri parassiti: un cane da caccia. Riley, un cucciolo di weimaraner (o bracco di Weimar), è stato ingaggiato con il ruolo unico al mondo di “conservatore a quattro zampe” e addestrato specificamente nella lotta agli insetti che potrebbero danneggiare le collezioni. (nella foto sopra, Riley, anche nella foto d’apertura).

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Pipistrelli che mangiano tarli. Pochi sanno che alcune biblioteche utilizzano pipistrelli per combattere i tarli che potrebbero danneggiare i libri. Accade a Mafra e a Coimbra, in Portogallo, vicino a Lisbona. I curatori delle locali biblioteche lasciano che i pipistrelli “salvino” i volumi dagli insetti che si nutrono di carta, i temuti “pesciolini d’argento”, aiutando a conservare nel tempo il sapere contenuto tra le pagine. Nessuno sa esattamente da quanto i pipistrelli svolgano questa mansione, forse già dal 1711, quando la biblioteca nazionale di Mafra è stata edificata.

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Cani soccorritori in mare. Terranova, labrador, golden retriver e leonberger capaci di salvare dall’annegamento le persone e trainare un battello con a bordo fino 30 naufraghi e resistere a nuoto su distanze comprese tra i 300 metri e i 4 chilometri. Sono i cani-eroi che indossano la pettorina Sics del soccorso in acqua e che ogni anno salvano decine di vite sulle coste italiane, soprattutto durante il periodo estivo. Sono addestrati dalla Scuola italiana cani salvataggio, la più grande organizzazione nazionale dedicata alla preparazione dei cani e dei loro conduttori.

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Api sentinelle ambientali. Sono le api a monitorare la qualità dell’ambiente attorno alla Reggia di Carditello, sito borbonico che si trova nel comune di San Tammaro (Caserta), in un’area degradata a ridosso della Terra dei fuochi dove sorgono numerose discariche pubbliche ormai chiuse. Gli insetti del progetto CARA Terra nel loro quotidiano bottinare in un ampio raggio di azione (almeno 3 km intorno alla Reggia) perlustrano l’aria, l’acqua e la vegetazione rivelando la presenza di inquinanti come cadmio e piombo. Di loro ci si può fidare, dicono gli esperti: sono incorruttibili e assolutamente attendibili.

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Cani che fiutano denaro. Solo poche settimane fa sono scesi in campo a Prato, durante l’operazione antiriciclaggio “Financial Economic Control” della Guardia di finanza: diverse unità cinofile di “cash-dogs” sono intervenute per scovare tracce di banconote occultate in veicoli, doppifondi, bagagli o trasportate illecitamente nei modi più ingegnosi. Per insegnare ai cani a trovare le banconote li si addestra a riconoscere l’odore degli inchiostri utilizzati nella stampa della carta-moneta, sfruttando il loro fiuto eccezionale.

Cani che fiutano hard disk. Sono conosciuti anche come “porn-dogs” perchè sono impiegati spesso in indagini contro i pedofili. Sempre più spesso, però, nel mirino del loro naso entrano anche i terroristi. Questi cani delle unità di “electronic detection” sono addestrati a fiutare i componenti chimici (come le colle) caratteristici delle unità di archiviazione: dalle penne usb agli hard disk, oppure schede SD, tablet, iPad e Sim card. Di uno di loro, Url, abbiamo scritto qui su 24zampe.

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Topi cerca-mine. Spesso famigerati, esistono invece roditori “arruolati” per svolgere ruoli delicati e importantissimi e salvare vite umane. Sono i ratti giganti africani utilizzati per individuare le mine antiuomo. In Afghanistan, Cambogia, Angola, Mozambico, Vietnam e Laos gli “HeroRATs”, topi-eroi di una società belga, hanno scovato, grazie a un fiuto davvero raffinato, la Tnt contenuta in decine di migliaia di mine e altri vari ordigni inesplosi, bonificando più di 60 milioni di mq di territorio. Mai nessuno di loro è morto sul lavoro: sono troppo leggeri per attivare i sensori. Qui su 24zampe.

Api che cercano esplosivi. Non solo i cani usano il fiuto. Le api, opportunamente addestrate, sono in grado di rilevare la presenza di sostanze esplosive. In Italia qualche anno fa il progetto “Apiboom” è stato finanziato dal Ministero delle politiche agricole e condotto dall’Unità di ricerca di apicoltura e bachicoltura presso il Crea di Bologna, anche se attualmente non se ne ha notizia. Le api, inoltre, hanno un costo molto inferiore a quello dei cani: uno sciame di 20mila insetti costa circa 80 euro. Qui su 24zampe.

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Cani da caccia ai topi. A volte capita che tra i lavori che possono toccare a un cane ci sia anche quello del… gatto. Accade a New York, ad esempio, dove i topi sono stimati intorno ai cento milioni di esemplari e a contrastarli contribuisce anche un’associazione di proprietari di cani-cacciatori che si chiama R.A.T.S., Ryders Alley Trencher-fed Society. Si tratta di cani, meticci ma soprattutto terriers, con una naturale attitudine alla caccia dei roditori infestanti. Prima di essere impiegati, vengono addestrati in particolari strutture con brevi tunnel interrati e dai percorsi tortuosi per testarne le capacità. Qui su 24zampe.

Vermi mangia-plastica. Una ricercatrice italiana che lavora al Cnr spagnolo ha scoperto una larva, la galleria mellonella (detta tarma della cera), che sembra essere ghiotta di plastica. Questo verme, che trova le sostanze inquinanti un boccone prelibato e grazie agli enzimi che possiede riesce a “digerirne” il doppio di altri organismi con capacità simili, ci aiuterà a smaltire i milioni di tonnellate di polietilene che abbiamo sparso per il pianeta. Un “lavoro” indigesto per cui c’è poco da festeggiare, ma forse c’è chi sta anche peggio…

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Pesci da pedicure. L’impiego più ingrato della lista è quello a cui sono chiamati i garra rufa obtusas, piccoli pesci d’acqua dolce diffusi in Medio Oriente: la fish-pedicure. Nei paesi asiatici, questi pesciolini, che raggiungono al massimo i 14 centimetri e vengono chiamati “doctor fish”, sono utilizzati nelle cure podologiche e per trattare malati di psoriasi e altri disturbi dermatologici. In Italia, in alcuni centri estetici, li utilizzano per il peeling ai piedi, sostenendo che rimuoverebbero le impurità della pelle.