Indica un intervallo di date:
  • Dal Al
Pope Francis caresses a tiger during his audience to the "World of Travelling Shows" at Paul VI Hall at the Vatican, Thursday, June 16, 2016. (ANSA/AP Photo/Fabio Frustaci) [CopyrightNotice: Copyright 2016 The Associated Press. All rights reserved. This material may not be published, broadcast, rewritten or redistribu]

Giubileo dei circensi, Papa Francesco accarezza la tigre e confida: “Che paura…”. La reazione di Enpa

“Avete fatto paura al Papa, facendogli accarezzare quel cucciolo”. Francesco lo ha confidato al termine del discorso rivolto ai partecipanti al Giubileo dei circensi nell’Aula Nervi. Poco prima che il Pontefice parlasse, tra le diverse esibizioni che gli sono state proposte alcuni domatori hanno accompagnato un cucciolo di tigre di dimensioni già piuttosto imponenti, invitando il Papa ad accarezzarlo. E Bergoglio, dopo un attimo di esitazione, si è alzato per accarezzare l’animale mentre – per tenerlo tranquillo – veniva somministrato un biberon di latte. Ma biberon, corto guinzaglio del tigrotto e la cattività alla quale è costretto, toccano i nervi più sensibili dell’animalismo. “All’indomani dell’enciclica Laudato Si’ – fa sapere la presidente dell’Enpa, Carla Rocchi – speravamo che essa fosse la premessa per un pieno riconoscimento, anche da parte della dottrina cattolica, della pari dignità di tutti gli abitanti del creato, umani e non umani, e del loro diritto a vivere in pace e armonia”, che prosegue: “Per questo, Santità, siamo rimasti delusi dal coinvolgimento dei circensi nelle iniziative per il Giubileo della Misericordia. Riteniamo infatti che non vi sia nulla di misericordioso nel ridurre un altro vivente in cattività; nell’addestrarlo a compiere attività contrarie alla propria specie; nell’obbligarlo ad esibirsi per una presunta forma di divertimento, che risulta, tra l’altro, sempre più in declino”. Ma la critica non è finita: “Se la misericordia è compassione per l’infelicità di un altro vivente; se la misericordia è ciò che spinge ad agire per alleviare tale condizione di sofferenza, come ci ha insegnato il Santo di cui Ella ha deciso di portare il nome – conclude Rocchi – non ci dovrebbe essere riconoscimento alcuno per chi tale sofferenza alimenta: gli animali sono stati creati per vivere liberi, e non sotto un tendone”. Polemiche c’erano state già a gennaio scorso, quando Francesco ha invitato 2mila senzatetto allo spettacolo del circo Ronny Roller, gli animalisti non l’avevano presa bene. Sempre l’Enpa aveva chiesto al Pontefice di rispettare la convivenza tra tutti gli esseri, ritenendo che “esibizioni del tutto estranee alle esigenze e caratteristiche etologiche degli animali per divertire noi umani, rappresentassero una inaccettabile forma di dominio sui viventi”. (nella foto Ap, il Papa accarezza il tigrotto)