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Il decalogo di Legambiente contro abbandono e randagismo

canilee

Per combattere efficacemente i fenomeni dell’abbandono e del randagismo, Legambiente, in occasione del V Rapporto nazionale “Animali in città” presentato ieri a Roma, ne abbiamo scritto qui, ha elaborato un decalogo di proposte da realizzare di concerto con Anci, Regioni e Governo. “Contro il randagismo e la sofferenza dei nostri amici a quattro zampe si può fare meglio e di più” afferma la presidente nazionale di Legambiente Rossella Muroni, che aggiunge: “I controlli sono pochi, l’informazione è ancora scarsa e le politiche e i servizi per gli animali sono troppo disomogenei, se non quando territorialmente addirittura ignorati. Del randagismo si continua a parlare troppo poco e quasi solo in occasione di tristi fatti di cronaca. La questione, invece, ha urgente bisogno di un cambio di passo, in primis da parte delle Istituzioni”. Secondo Muroni “è evidente che le politiche del settore in Italia, dove solo alcune realtà hanno saputo costruire esperienze positive, devono uscire dalla fase pionieristica e trasformare le buone pratiche in patrimonio diffuso e pratica viva in tutto il Paese. Solo unendo gli sforzi di tutti i soggetti pubblici e privati e armonizzando le politiche nazionali e locali si potrà risolvere una questione economica rilevante e costruire una realtà che rispetti il benessere animale e valorizzi l’importanza relazionale e affettiva con gli animali“. Ecco il decalogo.

1. Tavolo nazionale permanente Anci – Regioni – Governo che si riunisca almeno due volte all’anno e rendiconti annualmente le azioni decise, i risultati attesi e i risultati raggiunti.

2. Accordo Regioni – Governo per passare, entro 12 mesi, dalle attuali 21 Banche dati dell’anagrafe animali d’affezione regionali ad un’unica Banca dati dell’anagrafe animali d’affezione nazionale, con dati sullo status riproduttivo dell’animale (sterilizzato o no), con autorizzazione all’accesso di inserimento e modifica dati attraverso tutti i veterinari pubblici e privati iscritti all’ordine consultabile online da tutti i cittadini.

3. Accordo Anci – Regioni – Governo per passare, entro 12 mesi, dall’attuale sistema di controlli (1 controllo/anno ogni 6.000 cittadini) del rispetto della normativa vigente a un efficace sistema di controllo (1 controllo/anno almeno ogni 600 cittadini) realizzato d’intesa tra polizia locale, servizi veterinari pubblici e vigilanza volontaria.

4. Accordo Anci – Regioni per un sistema nazionale omogeneo, efficace ed economicamente realizzabile di sterilizzazione di tutti i cani e gatti non padronali.

5. Piano nazionale Anci per attivare incentivi e facilitazioni comunali a chi adotta cani e gatti presenti nelle strutture comunali o convenzionate.

6. Piano nazionale Anci per attivare incentivi e facilitazioni comunali a chi registra e gestisce colonie feline presenti nel territorio comunale.

7. Accordo Anci – Regioni – Governo per attivare incentivi a organizzazioni animal care no profit riconosciute che adottino cani e gatti presenti da almeno due mesi nelle strutture pubbliche o convenzionate.

8. Accordo Anci – Regioni – Governo con Federazione Nazionale degli Ordini Veterinari Italiani per attivare incentivi alla sterilizzazione di cani e gatti privati.

9. Accordo Anci – Regioni – Governo per attivare disincentivi, anche fiscali, a chi detiene cani e gatti non sterilizzati.

10. Accordo Anci – Regioni – Governo per proporre adeguamenti alla normativa nazionale su animali d’affezione che definiscano fonti di finanziamento, procedure omogenee di adozione di cani e gatti non padronali, istituzione albo nazionale organizzazioni animal care no profit e periodo massimo entro cui cura e gestione di cani e gatti non padronali sono sostenuti dalle pubbliche amministrazioni.