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“Niente caccia al cinghiale nelle aree protette” dicono Enpa, Lac, Lav, Lipu e Wwf

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“E’ una proposta di deregulation con effetti devastanti dare la possibilità di cacciare i cinghiali anche nelle oasi di protezione e nelle foreste demaniali, come prevede un emendamento al Collegato Agricoltura che va a modificare il testo del Collegato Ambientale entrato in vigore da pochi giorni”. A lanciare l’allarme in un comunicato sono le associazioni Enpa, Lac, Lav, Lipu e Wwf, che hanno scritto una lettera urgente ai componenti della Commissione Agricoltura, chiedendo di ripensarci. “Se approvato – scrivono le associazioni – l’emendamento a prima firma Susanna Cenni (Pd) presentato alla Commissione Agricoltura della Camera causerebbe un disturbo biologico devastante anche per le specie che non sono oggetto dell’intervento, permettendo l’attività venatoria in periodi biologici delicatissimi come ad esempio le fasi di riproduzione degli uccelli selvatici, peraltro fortemente protette dalla direttiva comunitaria”. Le associazioni sottolineano anche “i problemi che l’attività venatoria nelle oasi di protezione arrecherebbe alle persone, alla loro fruizione naturalistica e alla loro stessa incolumità; questo anche perché le oasi istituite ai sensi della legge 157/92 sono oggi luoghi ampiamente frequentati da visitatori, turisti, escursionisti, scolaresche, bambini, e in genere da un gran numero di persone che cercano tranquillità e contatto con la natura e che invece potrebbero ritrovarsi in piena battuta di caccia”. (Ansa)
  • Carlo Consiglio |

    La caccia spezza il delicato meccanismo che regola le popolazioni dei cinghiali basato sulla sincronizzazione dell’estro, perciò paradossalmente la caccia causa un aumento dei danni dei cinghiali.

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