Indica un intervallo di date:
  • Dal Al

Thailandia, guai a chi tocca il cane del Re: uomo arrestato per averlo deriso e Nyt censurato

Un uomo, arrestato la scorsa settimana in Thailandia, sarà processato per lesa maestà per aver mancato di rispetto al cane del re su internet. E il New York Times, edizione internazionale, che riporta la notizia, esce con lo spazio bianco in pagina per un intervento della censura. Una vicenda che rivela il nervosismo della giunta al potere dal colpo di stato del maggio 2014. La giustizia rimprovera all’operaio dell’industria automobilistica di nome Thanakorn Siripaiboon, 27 anni, “un commento che deride il cane del re” (nella foto Afp del 2010 con il sovrano) pubblicato sul suo profilo Facebook, come dichiarato dall’avvocato Pawinee Chumsri di Thai Layers per Human Rights, ong impegnata nei casi più sensibili.

(FILES) In this file photo taken late on February, 27, 2010, Thai King Bhumibol Adulyadej holds the leash of his dog while sitting in a wheelchair at a hospital in Bangkok. A Thai faces prison after being charged with lese majeste for insulting the king's dog, his lawyer said on December 15, 2015, in an escalation of the already draconian royal defamation law. Thanakorn Siripaiboon, 27, has been charged by police with lese majeste for a "satirical" Facebook post about the king and his dog, lawyer Pawinee Chumsri told AFP.  AFP PHOTO / FILES

Il tribunale militare di Bangkok, incaricato di questa vicenda, si è rifiutato di rilasciare alcun commento a riguardo. In Thailandia, la famiglia reale è protetta da una delle leggi più restrittive del mondo. Ogni persona che offende re Bhumibol Adulyadej, 88 anni, presentato come un semidio, la regina, gli eredi al trono o i reggenti è punibile con la reclusione fino a quindici anni. Il cane del re, Tongdaeng, è investito di un forte potere simbolico: è stato utilizzato in passato dal sovrano per dispensare i suoi consigli alla nazione ed è stato oggetto di un film di animazione, nelle sale da inizio dicembre per gli 88 anni del re. È inoltre protagonista di un libro scritto dal re nel 2002.

 

Anche il New York Times è costretto a fare i conti con il pugno di ferro del governo thailandese: la censura di Bangkok ha colpito il quotidiano internazionale impedendo la pubblicazione di un articolo che riferiva dell’arresto dell’operaio che aveva espresso “commenti sarcastici” sul cane del re. “Il pezzo previsto in questo spazio è stato rimosso dai nostri stampatori in Thailandia – si legge in una nota nello spazio bianco – Il New York Times e il suo staff editoriale non hanno alcuna responsabilità nella rimozione dell’articolo”. La giunta militare ha da sempre difeso strenuamente la monarchia e ha varato leggi molto dure per perseguire i reati di lesa maestà contro il re e i suoi eredi. E anche i suoi pets.