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Bestiario associativo. Anmvi firma Carta Milano, Enpa su carne, Lav su vegan, Animalisti Italiani e corrida

Pubblichiamo i comunicati delle associazioni sui principali temi animali di questi giorni. Scrivere a 24zampe@ilsole24ore.com

ANMVI: ECCO PERCHE’ FIRMIAMO LA CARTA DI MILANO

Per i Medici Veterinari, i più vicini all’origine del cibo, firmare vuol dire confermare un impegno professionale. Anche quando l’Esposizione Universale avrà chiuso i battenti le grandi questioni alimentari del Pianeta resteranno aperte. Ma si sarà rafforzato il principio che solo da filiere alimentari sane e sicure  (food safety)  potrà derivare una maggiore disponibilità di alimenti per tutti (food security). La Carta di Milano, eredità morale di questa importante EXPO italiana, afferma il diritto al cibo “sano” e il valore del “benessere animale”. Per i Medici Veterinari firmarla significa confermare e rinnovare un impegno professionale, scientifico e deontologico, che si esplica  lungo tutte le fasi della filiera, a cominciare dall’allevamento dove ha inizio la produzione alimentare primaria fino al prodotto in tavola. Ma la Carta di Milano è anche un auspicio affinché si affermi una cultura alimentare più rispettosa del cibo (“il cibo è patrimonio culturale”) e di tutti coloro che ne fanno strumento di salute, di sviluppo economico, di occupazione e di benessere individuale e sociale. In questa direzione un grande sforzo e un grande contributo potrà arrivare dall’informazione, veritiera, equa e non piegata a secondi fini. Anche questo è un valore espresso della Carta di Milano.

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ENPA/1: RICONVERTIRE ALLEVAMENTI CARNE IN COLTIVAZIONI BIO
Un piano di riconversione degli allevamenti in coltivazioni «bio» e di riforestazione del territorio. Questa la richiesta avanzata dall’Ente Nazionale Protezione Animali all’indomani del rivoluzionario con cui l’Organizzazione Mondiale della Sanita’ ha riconosciuto definitivamente l’esistenza di una chiara e inconfutabile correlazione tra consumo di carne e patologie tumorali. Ciononostante, e’ in atto da parte di alcuni rappresentanti di categoria una vera «apologia della bistecca». Infatti- sottolinea l’Ente Nazionale Protezione Animali– tali portatori d’interesse si arroccano su posizioni perdenti con un tentativo di delegittimazione dell’Oms mentre e’ tanto ampio il consenso degli esperti su un tema che coinvolge la salute di tutti. «Apprendo che secondo tali associazioni di categoria, l’allarme lanciato dall’Oms sarebbe addirittura il frutto di una campagna denigratoria contro la carne. Ritengo tuttavia che questi portatori d’interesse dovrebbero fare anzitutto una profonda e seria riflessione su tutte le vite, umane e animali, che sono andate perse per alimentare uno stile di vita insalubre e dannoso per il pianeta, in quanto una delle cause scatenanti dei gas serra- dichiara la consigliera nazionale di Enpa, Annamaria Procacci- L’Oms ci sta dicendo esattamente questo: che il modello alimentare ed economico che abbiamo rincorso per piu’ di mezzo secolo e’ un modello fallimentare e che e’ giunto finalmente il momento di cambiare passo. A differenza di quanto sostengono taluni, la rivoluzione degli stili di vita non e’ una minaccia ma un’opportunita’ per noi, per gli animali e per il pianeta: dalla riconversione degli allevamenti in coltivazioni `bio´ abbiamo solo da guadagnarne, anche dal punto di vista economico». Cosi’ in un comunicato l’Enpa. (Dire)
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ENPA/2: STOP A CARNE NELLE MENSE, PARTENDO DA SCOLASTICHE
Un piano nazionale per le mense, a cominciare da quelle scolastiche, che preveda l’informazione per le famiglie e la progressiva sostituzione della carne. Lo chiede l’Ente Nazionale Protezione Animali, con la consigliera Annamaria Procacci, all’indomani dell’allarme lanciato dall’Organizzazione Mondiale in merito alla correlazione tra consumo di carne e patologie tumorali. L’Enpa sottolinea anche la necessita’ che le istituzioni pubbliche lancino una campagna di informazione e di sensibilizzazione sui danni prodotti dall’alimentazione carnea. «Occorre abbandonare una volta per tutte stili di vita che, oltre a causare la morte di miliardi di esseri senzienti, mettono a serio rischio la nostra salute e danneggiano il pianeta con l’emissione di enormi quantita’ di gas serra e altri inquinanti- dichiara Procacci- Anche l’Oms dice chiaramente che e’ in gioco il nostro stesso futuro; noi dobbiamo proteggerlo, a partire dai piu’ piccoli, maggiormente esposti alle conseguenze di un’alimentazione sbagliata. E’ proprio da loro che deve partire il cambiamento». Cosi’ in un comunicato l’Enpa.
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LAV: A MILANO SPETTACOLO «LA CARNE È DEBOLE» PER SCELTA VEGANA
Expo Milano 2015 sta per concludersi senza aver affrontato in modo risolutivo il tema dell’emergenza alimentare ne’ quello di una reale sostenibilita’ in termini di ambiente, animali, salute. Un’occasione mancata a cui la Lav replica con una serie di iniziative a Milano, nelle giornate conclusive dell’esposizione universale e fino al 1 novembre, World Vegan Day, per rappresentare un punto di vista critico ed alternativo e sollecitare impegni individuali e istituzionali in tema di alimentazione, salute del Pianeta ed equo accesso al cibo. Il prossimo appuntamento, il monologo «La Carne e’ Debole», spettacolo di e con Giuseppe Lanino, sara’ ospitato dal Teatro «PimOff» – Via Selvanesco 75, Milano – alle ore 20.30, giovedi’ 29 e venerdi’ 30 ottobre (replica straordinaria, prenotazioni online su www.pimoff.it/giuseppe-lanino/). Uno spettacolo, un monologo, un’approfondita critica al sistema zootecnico industriale occidentale, un esperimento originale, che lascia emergere un tema raramente affrontato a teatro, invitando il pubblico a porsi alcune inusuali, quanto fondamentali, domande: «che relazione esiste fra l’industria bellica della seconda guerra mondiale e il pollo a 3 euro che mangiamo quando abbiamo molta fame e pochi soldi? Cosa unisce il filetto al pepe verde appena ordinato al ristorante al suicidio di decine di contadini in India? E ancora, perche’ mai dovrei associare le salsicce della grigliata domenicale con lo scioglimento dei ghiacci?». «Tutto e’ collegato, tutto e’ connesso. E siamo tutti responsabili- dice Giuspeppe Lanino, che e’ anche uno dei testimonial della campagna Lav e cambiamenu.it, in favore della scelta vegana- attraverso questo spettacolo ho voluto proporre al pubblico un viaggio che, se da un lato potrebbe essere impegnativo da affrontare per chi non si pone le giuste domande, dall’altro potra’ rappresentare l’occasione per una catartica presa di coscienza di tutto cio’ che i `potenti´ vogliono tenerci nascosto. Un viaggio, forse, verso abitudini alimentari, e di vita, piu’ moderate, verso un futuro fatto di responsabilita’ e sostenibilita’». Partendo da una breve introduzione storica che spiega da dove e perche’ si sia arrivati a questa forma estrema di sfruttamento, Lanino analizza le conseguenze drammatiche di una politica tesa alla massima resa con minima spesa: sfruttamento animale e umano, sfruttamento delle risorse idriche, inquinamento, problemi alimentari, problemi climatici..
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ANIMALISTI ITALIANI: IN PIAZZA CONTRO I FINANZIAMENTI ALLA CORRIDA

Pecunia non olet, dicevano i latini. Ma se i finanziamenti pubblici alla Corrida (129,600,000 di euro l’anno!) non odorano, di certo hanno il colore del sangue. Lo spettacolo inscenato ieri mattina in Piazza Del Popolo da Animalisti Italiani Onlus, ha squarciato -se ce ne fosse ancora bisogno – il velo di Maya, mostrando ai presenti quanto accade ai tori prima di entrare nell’arena e durante la tauromachia stessa. Limatura delle corna, vasellina nelle mucose e percosse per innervosire e stordire il toro che, una voltra entrato nell’arena, è facile preda del torero e della sete di sangue di chi nel 2015 continua ad essere convinto che cultura faccia rima con tortura. In occasione delle votazioni per approvare il Bilancio UE 2015, a Strasburgo lo scorso anno la maggioranza dei parlamentari si è dichiarato a favore dell’abolizione dei finanziamenti pubblici alla Corrida (326 Si contro i 307 NO), tuttavia la questione si concluse con un nulla di fatto per il mancato raggiungimento del quorum. Quest’anno potrebbe, anzi DEVE essere, la volta buona. Mercoledì 28 ottobre il Parlamento Europeo si riunisce per approvare il Bilancio UE 2016, che all’interno della vasta porzione di finanziamenti prevista per il settore Agricoltura vanta una cospicua fetta destinata agli allevamenti. In Spagna questi soldi vengono dirottati agli allevamenti dei tori da combattimento. “A Napoli davanti al Conolato Spagnolo – annuncia il Presidente di Animalisti Italiani Onlus, Walter Caporale – abbiamo manifestato tutta la nostra indignazione nei confronti della Spagna, che mantiene in vita una tradizione berbera utilizzando i soldi di tutti i cittadini della Comunità Europea”. La richiesta è palese: se proprio la Spagna non riesce a fare a meno di questo spettacolo orrendo etichettato sotto il nome di tradizione, che almeno non lo finanzi con i soldi pubblici”, dice Mauro Mitrotti, responsabile della Campagna ‘Stop Corrida’.