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San Rocco di Camogli, premio Fedeltà del cane: le storie/1

Giovedì 16 agosto, come tradizione da ben oltre mezzo secolo, nel borgo ligure di San Rocco di Camogli, in provincia di Genova, si assegna il Premio Fedeltà a un cane che si sia distinto per meriti nei confronti dell’uomo. Tecnicamente, vanno in gara 14 storie di Fedeltà (del cane verso l’uomo) e 5 di Bontà (dell’uomo nei confronti del cane) e il vincitore in realtà è un “primus inter pares” perchè una vera classifica non esiste: ogni riconoscimento è uguale. La 57esima manifestazione “Premio Internazionale Fedeltà del Cane” comincia alle 16 con la presentazione delle storie curata magistralmente da Sonia Gentoso e la consegna dei premi e solo qualche ora prima si viene a sapere chi merita il titolo tra quelli menzionati. Seguono, alle 18, la lettura della preghiera del cane e la benedizione. 24zampe pubblica in tre tranche le storie dei cani in concorso: ecco le prime sei (qui quelle dalla 7 alla 12, qui dalla 13 alla 20)

1. ANDURIL E TAKODA

Motivazione: si tratta di due pastori svizzeri bianchi, rispettivamente zio e nipote di 7 e 4 anni, che svolgono preziosa attività di pet therapy con pazienti affetti da malattie neuromuscolari al Centro Clinico NeMO di Arenzano.

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“ConFido: quattro zampe in corsia” è il primo progetto scientifico di “Terapia Assistita” con il cane. Nato da un’idea di Mondovicino Outlet Village, che da anni affianca la Fondazione Vialli e Mauro Onlus, impegnata nel sostegno alla ricerca sulla SLA, il progetto si realizza al Centro Clinico NeMO di Arenzano, in sinergia con ASSeA Onlus. La presenza dei cani motiva fortemente la persona affetta da malattia neuromuscolare, facendo sì che l’attenzione si sposti dal limite imposto dalla malattia al divertimento dell’attività sviluppata e il risultato è un miglioramento dello stato psicofisico del paziente con un’importante diminuzione degli stati d’ansia. I cani incoraggiano i malati, sollecitandoli all’interazione, al gioco, all’offerta di compagnia e soprattutto di comprensione e non di giudizio. Anduril e Takoda sono dei professionisti; uniti nella vita, in quanto zio e nipote, e nel lavoro. Sono loro, infatti, ad affiancare, impegnandosi al massimo, gli specialisti del Centro Clinico NeMO di Arenzano durante la fisioterapia e la riabilitazione dei pazienti affetti da malattie neuromuscolari. Sono cani con delle competenze particolari, predisposti per carattere a fare quello per cui vengono addestrati; sono fino in fondo cani che sanno voler bene e lo dimostrano con sguardi, dolcezza, comprensione e il donarsi senza riserve ai malati spronandoli a dare il meglio di sé, sempre nel rispetto dei loro tempi. Energia e complicità fanno sì che ogni rapporto tra Anduril e Takoda e il paziente diventi unico. Per comprendere tutto questo basterà ascoltare la voce di uno di loro che afferma: “in quest’ora esistiamo solo io e lui (il cane) e l’ora vola…Non penso alla malattia”.

Manuela Vignolo, dott.ssa responsabile del progetto “ConFido: quattro zampe in corsia”- Centro Cinico NeMO di Arenzano, Clotilde Trinchero, medico veterinario, etologa, presidente di ASSeA-Onlus e padrona di Takoda e Rossella Davia, padrona di Anduril.

2. CHERIE

Motivazione: è una yorkshire di 7 anni che con il suo abbaiare ha svegliato la padrona salvandola dall’incendio che stava divampando nell’abitazione.

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Una cagnolina minuta, dal nomeche ispira infinita dolcezza, si è rivelata capace di una grande impresa. A lei deve la vita la padrona Clara, che si commuove nel ritornare indietro di un anno a quella notte di paura. Clara era sola in casa, il marito si era fermato in Piemonte, anche la figlia non era rientrata, fortunatamente! Nel cuore della notte, un corto circuito originatosi proprio dalla sua camera, aveva fatto scaturire un incendio che lentamente si stava propagando all’intera abitazione. Clara continuava a dormire mentre le fiamme, nelle altre stanze, stavano distruggendo ogni cosa, mobili, lampadari, elettrodomestici. Cherie inizia ad abbaiare disperatamente e ringhia con insistenza fino a svegliare la padrona. Sebbene stordita, Clara, intorno alle 7 della mattina, riesce con fatica ad alzarsi e ad aprire la porta della stanza. Attraversa il corridoio già invaso dal fumo e dalle fiamme per raggiungere il balcone e gridare aiuto.  Immediato l’intervento di due squadre dei vigili del fuoco che porteranno in salvo Clara, aiutandola a scendere con una scala dal balcone. Nel frattempo Cherie, terrorizzata, si era rifugiata nella stanza della padrona e solo dopo molti tentativi di richiamo era arrivata da lei quasi strisciando. Una gioia nuovamente interrotta dal panico, quando Clara costretta a mettere a terra Cherie, la vede sparire nel fumo. Disperata, per non avere la certezza che anche la cagnolina sarà messa in salvo, Clara si rifiuta di scendere fintanto che un ciuffo di pelo biondo renderà riconoscibile quella che sembrava essere una palla e che in realtà era lei, Cherie, tutta raggomitolata. Clara è stata ricoverata all’Ospedale San Paolo per intossicazione da fumo. Un’esperienza terribile, vissuta e superata insieme da Clara e Cherie, una “coppia” felice e inseparabile.

Clara Daugelli, Albisola Capo (Savona)

3. CIKO

Motivazione: il pastore tedesco di 5 anni ha rinvenuto un buon quantitativo di eroina molto ben occultata.

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Ciko (GF 3891) è un cane ausiliario cinofilo antidroga in servizio presso la Squadra Cinofili del NOPI (Nucleo Operativo Pronto Impiego) di Genova. Viene impiegato in attività giornaliera per il contrasto allo spaccio e all’illecita detenzione di sostanze stupefacenti presso tutta la circoscrizione territoriale di Genova e Provincia. Ciko, nell’ambito di un servizio di controllo economico del territorio, si è particolarmente distinto per il rinvenimento di 2,2 Kg di eroina, abilmente occultati all’interno dello sportello di un’autovettura, consentendo così l’arresto del responsabile. Ciko sarà accompagnato dal conduttore a.d. Finanziere scelto cinofilo Danilo Sepe e dall’istruttore cinofilo Maresciallo Capo Corrado Di Pietro, del Nucleo Operativo Pronto Impiego di Genova.

Guardia di Finanza, Nucleo Operativo Pronto Impiego, Genova

4. DINGO

Motivazione: il pastore belga malinois di 10 anni dà il suo importante contributo nella lotta all’uso del veleno, a difesa degli altri cani, degli animali in genere e a tutela della salute dell’intera popolazione.

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Ogni anno in Italia muoiono avvelenati centinaia di animali selvatici, tra cui animali rari e protetti come l’orso o il lupo e diverse specie di rapaci tra le quali il grifone, il nibbio reale, oltre a migliaia di animali domestici. Ma i numeri da soli, corrispondenti ai casi denunciati e registrati, non rivelano la reale entità del problema, la gravità di una strage silenziosa. Un boccone avvelenato può innescare un’inarrestabile catena di morte. Le sostanze tossiche in esso contenute, mescolate a carne o a vari alimenti appetibili, attirano il cane e altri animali e, una volta ingeriti, non lasciano scampo. Ma anche le carcasse degli animali morti risultano tossiche; così come il veleno contenuto nei bocconi, diffondendosi nell’ambiente, va ad inquinare il terreno, le acque o ancor peggio, potenzialmente, entra in diretto contatto con la popolazione, bambini in particolare. Il progetto ”Life Nature Antidoto” è stato pioniere nella formazione dei primi cani antiveleno in Italia ed ha tuttora il suo felice seguito in “Life Natura Pluto”, progetto che ha permesso la creazione, da parte del Corpo Forestale dello Stato ora Carabinieri Forestali, 6 NCA (Nuclei Cinofili Antiveleno) operanti in 11 regioni italiane. Il primo a muoversi in tale direzione è stato il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.  Ogni nucleo, composto da un conduttore e due cani, svolge ispezioni periodiche nelle aree più a rischio e ispezioni d’urgenza per bonificare il territorio. 13 sono in totale i conduttori e 22 i cani, appartenenti alle razze pastore belga malinois, labrador, pastore tedesco. Una volta trovato un boccone avvelenato, il cane si siede accanto ad esso e lo segnala al conduttore. Olfatto straordinario, spiccata attitudine alla ricerca e al gioco, addestramento continuo e indissolubile legame con il conduttore: questi i fattori che rendono il cane insostituibile nella lotta all’uso del veleno. E ancora una volta insostituibile alleato dell’uomo.

Accompagnano Dingo la sua conduttrice, Brigadiere Capo Alessandra Mango, e l’Appuntato Scelto Luca Festuccia del NCA Abruzzo – Reparto Carabinieri Parco Nazionale Gran Sasso e Monti della Laga

5. HARLEY

Motivazione: il barboncino nano di 3 anni, grazie al suo istinto, ha salvato due pecorelle.

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Harley è un barboncino nano, di ottimo carattere e di grande empatia verso tutti, uomini e non solo. La sua tenerezza ha colpito Sara fin dal giorno in cui l’ha conosciuto. Harley se ne stava in disparte, in un angolo della cucciolata, ma una volta preso tra le braccia, si è addormentato, e in quell’istante Sara ha capito che non era più lei a scegliere il cucciolo, era il cucciolo che aveva già scelto lei. Tenero, ma anche curioso e caparbio, come dimostrerà il fatto accaduto la scorsa estate durante una gita a La Thuile. Lungo il percorso di risalita delle cascate del Ruitor per raggiungere l’omonimo ghiacciaio, Sara e Massimo notano un repentino cambiamento d’umore del cagnolino, che inizia ad agitarsi e ad abbaiare. La sua curiosità è nota ai padroni, ma l’insistenza di Harley nel puntare al di là di un muretto di pietre che costeggiavano il sentiero, tirando il guinzaglio con tutte le sue forze, porta i padroni ad avvicinarsi fino a scorgere due pecorelle sdraiate. L’impressione, data la loro immobilità, è che fossero abituate ai turisti, ma l’agitazione di Harley induce Sara a prestare più attenzione. Ciascuna delle due pecore aveva le zampe anteriori e posteriori bloccate da legacci talmente stretti da impedire il minimo movimento. Che cosa fare di fronte alla sofferenza delle due creature, una delle quali continuava ad alzare la testa come a chiedere aiuto, se non chiamare in soccorso la Guardia Forestale. La guardia, arrivata insieme alla polizia locale, esamina la situazione e decide di non liberare ancora le pecore per appostarsi e scovare eventuali bracconieri. La sera stessa il Forestale comunicherà che era stato il proprietario a legarle dopo averle nascoste. Quest’esperienza ha colpito molto Sara e Massimo, ha dato prova della solidarietà di Harley verso le altre creature e ha rafforzato la convinzione che gli animali parlino tra loro perché così hanno fatto le due pecorelle e Harley, loro salvatore e custode.

Sara Confalonieri  e Massimo Gianotti, Buccinasco (Milano)

6. JACK SPARROW

Motivazione: il labrador di 4 anni, in forza alla Polizia, svolge azione preventiva a tutela della sicurezza pubblica. Affetto da leishmania, la stessa Polizia si è presa cura di lui, garantendone così la guarigione e il completo recupero.

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Jack, labrador color miele, scorpione ascendente leone, arruolato in Polizia nel gennaio 2017, a giugno viene assegnato alla Squadra Cinofili di Genova, dopo l’addestramento che lo ha portato ad essere un ATF (Alcohol, Tobacco, Firearms). Specializzato nella ricerca di sostanze esplodenti e armi da fuoco, Jack, con la sua azione preventiva, protegge la sicurezza di personaggi di rilievo e quella di tutti noi. Dopo soli 4 mesi la sua “carriera” viene interrotta. La positività di Jack al test della leishmania, malattia altamente invalidante, ha messo la Polizia di fronte ad una situazione non facile. Due le soluzioni possibili: riformarlo per poi darlo in affidamento o tentare, dopo le cure, un duro percorso riabilitativo. La Polizia ha scelto la strada più impegnativa. Due mesi di cure, anche parecchio costose, insieme alle attenzioni della maggior parte dei componenti della squadra, e i parametri di Jack sono rientrati nella normalità (la titolazione è scesa da 1:1280 a 1:180). Grazie all’evoluzione positiva del quadro clinico e alle buone condizioni di salute, il cane verrà riammesso al normale servizio operativo. Raramente una struttura pubblica compie una scelta di questo tipo. Gli sforzi della Squadra, del suo Sovrintendente in particolare, che fin dall’inizio si è prodigato, anche superando i vari ostacoli burocratici, affinché tutto questo si realizzasse, sono stati premiati. “Jack lo meritava”, affermano, “saranno stati i suoi occhi, la struttura imponente, il carattere giocoso e burbero, ma qualcosa ci ha convinti che bisognava lottare con Lui e per Lui”. Insieme la Squadra Cinofili e Jack hanno vinto una piccola grande battaglia. E soprattutto la Polizia ha offerto una testimonianza di grande senso etico, ha dimostrato di non abbandonare nessuno, tanto meno i più deboli. Un’unica storia e due premi: fedeltà a Jack Sparrow e bontà alla Polizia.

Accompagnano Jack il Sovrintendente Capo, Alessandro Pilotto, e il conduttore di Jack, l’Agente Scelto Francesco Piliego della Polizia di Stato, Squadra Cinofili, Genova

(segue con le storie dalla settima alla dodicesima)