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San Rocco di Camogli, premio Fedeltà del cane: le storie/2

Giovedì 16 agosto, come tradizione da ben oltre mezzo secolo, nel borgo ligure di San Rocco di Camogli, in provincia di Genova, si assegna il Premio Fedeltà a un cane che si sia distinto per meriti nei confronti dell’uomo. Tecnicamente, vanno in gara 14 storie di Fedeltà (del cane verso l’uomo) e 5 di Bontà (dell’uomo nei confronti del cane) e il vincitore in realtà è un “primus inter pares” perchè una vera classifica non esiste: ogni riconoscimento è uguale. La 57esima manifestazione “Premio Internazionale Fedeltà del Cane” comincia alle 16 con la presentazione delle storie curata magistralmente da Sonia Gentoso e la consegna dei premi e solo qualche ora prima si viene a sapere chi ha meritato il titolo tra quelli menzionati. Seguono, alle 18, la lettura della preghiera del cane e la benedizione. 24zampe pubblica in tre tranche le storie dei cani in concorso: ecco quelle dalla settima alla dodicesima (qui le prime sei, qui dalla tredicesima alla ventesima).

7. MARGOT

Motivazione: il pitbull di 5 anni ha salvato le sue padroncine gemelle di soli 4 anni, perse nel bosco, proteggendole e scaldandole.

margot

Basterà un attimo per cogliere nello sguardo di Margot tutta la dolcezza e l’intensità del legame con le sue padroncine e insieme la fierezza per aver messo a loro disposizione le sue doti migliori, l’affettività e il forte istinto di protezione. In una notte di angoscia, un intero paese ha avuto conferma di ciò e ne rende testimonianza. Siamo nel borgo montano di Stella a Tarcento (Udine), intorno alle 18,30 del 24 aprile scorso, quando una mamma, Sara, intenta a preparare la cena, si accorge che le sue due gemelline, Adele ed Elisabetta, di soli 4 anni, sono scomparse dall’area recintata del giardino, dove erano solite giocare con i cani Stella e Margot. Terribile l’angoscia per i genitori e l’ipotesi di quello che poteva essere successo va in ogni direzione. Si mette in moto una gigantesca, prontissima macchina delle ricerche: quasi 500 uomini tra forze dell’ordine, volontari del Soccorso Alpino, della protezione civile e tantissimi cittadini friulani. Sarà una corsa contro il tempo, in una zona boschiva molto selvaggia, tra tigli, rovi, grotte e crepacci. Ma dopo 6 ore di ansia e paura, il lieto fine: una vocina nel buio del bosco risponde ai richiami di un gruppo di 3 volontari che aveva ribattuto una zona già perlustrata da altri, dicendo “siamo qui!”. Le torce illuminano i volti delle piccole e di Margot, che corre incontro ai soccorritori leccandoli festosamente, per tornare all’istante al fianco delle padroncine. Urli di gioia comunicano il ritrovamento e la commozione coglie di sorpresa tutti, vedendo le piccole in salute e neanche tanto spaventate. Hanno percorso circa 3 km dalla loro casa, per sentieri poco battuti e pericolosi, fino ad arrivare al bosco, dove vinte dalla stanchezza, si sono addormentate. Con loro l’inseparabile Margot, le ha vegliate, protette e scaldate per 6 interminabili ore. L’Italia intera, che ha temuto per la sorte delle gemelline, si stringe con gioia alla famiglia e applaude con forza l’eroica Margot. “Che dire”, scrive uno dei ragazzi che le hanno ritrovate, “una storia da raccontare ai propri figli, nipoti e pronipoti”.

Alex Micco con Sara, Adele ed Elisabetta, Tarcento (Udine)

8. MARTINO

Motivazione: il meticcio di 5 anni ha salvato il padrone scivolato in un fosso, privo di sensi, correndo in cerca di aiuto.

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Una storia e due cuori che battono all’unisono. Quando uno dei due è in pericolo, l’altro, in questo caso Martino, sa qual è il suo ruolo e lo porta a termine senza riserve. Sarà lo stesso Massimo, 82enne, a raccontare questo “miracolo”. In una giornata un po’ piovosa di fine novembre, Massimo si reca con l’auto al cimitero. Terminata la visita, a pomeriggio inoltrato, decide di fare una passeggiata insieme a Martino e s’incammina verso un ex convento.  Lungo la via scivola finendo in un fosso laterale e lì, dopo aver sentito i guaiti del cane, rimarrà privo di sensi. Quella via cieca, quasi sempre deserta, Martino troverà il coraggio, dopo aver a lungo abbaiato, di ripercorrerla a ritroso, correndo verso casa. Così lo troverà il figlio di un’amica di famiglia, che preoccupata per l’assenza da almeno 3 ore di Massimo, aveva mandato lui, Alessandro, a cercarlo. In prossimità del cimitero, Alessandro avvista da distante il cane correre nella sua direzione a tutta velocità. Scende dall’auto e capisce subito che è successo qualcosa. Martino abbaia e correndo avanti e indietro gli salta addosso, stringendogli la mano tra i denti come a dirgli “seguimi”. Alessandro risalirà in macchina e Martino, sulla strada, gli farà da guida fino a portarlo dal padrone. Lì Alessandro si precipiterà a soccorrere Massimo, riuscendo a fatica a trascinarlo su dal fosso e a sistemarlo in auto. All’arrivo della guardia medica Massimo si era già ripreso. Una pagina di vita che si risolverà per Massimo con 25 giorni di prognosi per la rottura di un polso, ma soprattutto con la consapevolezza di avere accanto a sé un angelo custode.

Massimo Merlini, Arezzo

9. OMIX

Motivazione: un pastore tedesco di 9 anni, dell’Arma dei Carabinieri, che ha rinvenuto armi, pistole automatiche, munizioni di diverso calibro e sostante esplodenti detenute e/o nascoste illegalmente.

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Omix (ruolo 2039), “veterano” in forza ai carabinieri cinofili con la specializzazione nella ricerca di armi ed esplosivi, svolge attività istituzionale dal gennaio 2012 e principalmente nel territorio delle Regioni Liguria, Sicilia, Piemonte, Lombardia. Nelle varie operazioni di servizio, ha contribuito fattivamente al rinvenimento di armi e di sostanze esplodenti detenute illegalmente. Unitamente all’impiego nei consueti servizi di bonifica nelle località con presenza di Vip, ha prestato servizio in occasioni di eventi particolari, o ancora a presidio delle abitazioni di Magistrati antimafia nella città di Palermo. Grazie al carattere docile, al perfetto equilibrio e versatilità, Omix ha ricevuto attestati di stima dai colleghi e apprezzamenti da quanti, soprattutto bambini, hanno assistito alle dimostrazioni cinofile presso istituti scolastici e nelle feste patronali. A Omix, che probabilmente, a causa dell’età, già dal prossimo anno sarà in pensione, va un meritato “premio alla carriera”.

Accompagnano Omix il Maresciallo Maggiore Roberto Gambaudo e il conduttore di Omix, l’Appuntato Marco De Francesco del Nucleo CC Cinofili di Villanova d’Albenga dell’Arma dei Carabinieri, Nucleo Cinofili, Villanova d’Albenga (Sv)

10. OZZY/SCHEGGIA

Motivazione: il cane fantasia di 9 anni Scheggia (ribattezzato Ozzy dalla nuova famiglia) ha vegliato per ore la sua padrona, fedele fino alla fine.

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Una storia particolare con diverse sfaccettature, ma un unico protagonista: l’amore. L’amore che non conosce confini, neanche quello della morte, l’amore che non chiede nulla in cambio. Scheggia, questo il primo nome di un simpatico cagnolone che ha vegliato l’anziana padrona Teodolinda deceduta in casa. Così hanno trovato il fedele compagno cane, stretto al fianco dell’amata padrona, i militi della Croce Verde intervenuti dopo la richiesta di soccorso ai Vigili del Fuoco fatta dalla sorella, che non la sentiva da un’intera giornata. Sfondata la porta per entrare nell’appartamento, i pompieri si ritrovano con un cane agitatissimo intenzionato a difendere a qualunque costo la padrona dagli sconosciuti. Ma non appena i militi hanno iniziato a prestarle soccorso, il cane si è calmato e si è fatto da parte. Rimarrà in cucina per tutto il tempo che sarà necessario, dopodiché verrà riaccompagnato in stanza e a quel punto, secondo la commossa testimonianza degli stessi volontari, si avvicinerà alla padrona con straziante dolcezza e ricoprirà il suo corpo di leccate. Scheggia rimarrà in quella casa ancora un giorno e mezzo, in attesa che si compia per lui un piccolo miracolo. In tanti si sono interessati perché un legame così forte potesse avere un lieto fine. Ed ecco che Francesco, anche lui volontario della Croce Verde e il figlio, 12enne, Nicola, intenzionati, dopo la perdita del loro cane, ad adottarne uno del canile, colpiti dalla storia di Scheggia, si recano nella casa dov’era tenuto in stallo e tra loro è subito amore a prima vista. Scheggia, ribattezzato Ozzy, ha ritrovato il calore di una famiglia.

Nicola e Francesco Caruso, Lurate Caccivio (Como)

11. REBECCA

Motivazione: l’amstaff (american staffordshire terrier) di 2 anni, a solo un mese dalla sua adozione, è scappata dopo essere stata investita da un furgone a 15/20 km da casa. Ma alla fine ha ritrovato da sola la strada per tornare.

rebecca

Arriva da Palermo Rebecca, insieme alle padroncine Giorgia e Vera con Giusy e Andrea. La sua storia sembra avere inizio il giorno in cui una sua foto postata su facebook dalla padrona fa il giro del web: oltre 500 le condivisioni in pochi giorni e molti di più i rilanci del post dalla catena di amici e dai volontari di associazioni animaliste. In realtà Rebecca ha un vissuto di abbandono, di amore negato, comune nella realtà palermitana a tanti cani della sua razza, prima usati per i combattimenti clandestini e poi lasciati al loro destino di cani randagi. Rebecca aveva un anno quando, nel suo vagare intorno all’ospedale Cervello, ha trovato Andrea, medico. I dubbi di Andrea legati al pregiudizio sull’aggressività della razza sono stati vinti dal desiderio di portarsela a casa e Rebecca ha fatto di più. Ha dimostrato di essere un cane dolcissimo, tutto permette alle padroncine che segue sempre e ovunque come una brava babysitter. Dopo solo un mese di convivenza, Rebecca, uscendo dalla macchina, corre in mezzo alla strada e viene investita da un furgone. Il forte rumore dell’impatto fa pensare al peggio, ma lei sembra illesa e, spaventatissima, scompare. La zona dell’incidente è in un quartiere dove Rebecca non era mai stata con i padroni, distante 15/20 km dalla sua casa. In preda alla disperazione Giusy e Andrea setacciano tutti i quartieri vicini, pensando anche all’ipotesi di una verosimile emorragia interna che l’avrebbe portata alla morte. Grande mobilitazione nelle ricerche, il popolo dei social, le associazioni animaliste, i consiglieri di circoscrizione, tante le segnalazioni e i padroni in corsa a cercarla tra i quartieri indicati. L’intero litorale è stato battuto palmo a palmo senza risultati e quando le speranze sembravano assopite, ecco che dopo 3 giorni di peregrinazione alla fine Rebecca ce l’ha fatta a tornare e con le sue sole forze. Una mattina, aperta la porta di casa, Rebecca era lì, come il più bello dei regali.

Andrea Affronti con Giusy, Giorgia e Vera, Palermo

12. RUDY

Motivazione: il meticcio di circa 2 anni ha salvato un uomo svenuto a terra, colto da malore mentre faceva footing.

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Eroismo, amore dato e amore negato. Tutto troviamo nella storia che vede Rudy protagonista e vincitore. Abbandonato a neanche un anno di vita, viene trovato dai volontari; è un esserino di appena 5 kg e con un’importante infezione in corso. Superata la fase di recupero, in attesa di adozione, il cane viene dato in stallo ad una famiglia di pensionati che aveva già due cani. Il canile di Prato fa in internet appello di adozione ed ecco la svolta. Aperta quella pagina, Riccardo, che non aveva mai avuto un cane tutto suo e si sentiva pronto per tale esperienza, s’innamora all’istante di Rudy. L’attesa di conoscere quel cane lo rende impaziente e prestissimo i volontari lo porteranno da lui. Tra i due nasce un’amicizia spontanea, fatta di intese e di giochi. Già la sera dopo la prima visita Riccardo è stato chiamato dal canile che gli comunicava l’evidente cambiamento del cane e la mattina seguente Rudy avrà una casa. Dopo 7 mesi di convivenza, tra giochi e passeggiate, proprio durante una di queste, Rudy ha salvato un uomo. Si è diretto al cancello chiuso dei giardini pubblici, tra l’altro interdetti ai cani e grugnendo ripetutamente ha tirato con forza il guinzaglio, puntando in una precisa direzione. Allora Riccardo scorge tra l’erba non ancora tagliata del giardino, praticamente deserto in quella piovosa domenica mattina, un qualcosa che sembrava un cumulo di vestiti gettati a terra e invece, fatti 10 metri, si accorge che lì distesa c’era una persona. Immediata la richiesta di intervento al 118, provvidenziale il sopraggiungere di un cardiologo che presterà un primo soccorso e l’uomo, colpito da infarto, ricoverato all’ospedale, si salverà. Ecco perché Rudy è protagonista e vincitore: nonostante il suo vissuto di abbandono, è riuscito di nuovo ad aprirsi all’amore ed è andato oltre salvando la vita a un uomo che neanche è il suo padrone.

Riccardo Berti, Prato

(segue)