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A Tehran un nuovo approccio con i cani randagi: dardi anestetici e canile accogliente

Qualcosa sta cambiando per i cani in Iran. Di recente un veterinario, Hamid Ghahremanzadeh (sopra), responsabile del canile Aradkouh Stray Dogs, è stato incaricato dalla municipalità di Tehran di adottare un nuovo approccio nel trattare i cani randagi che vengono trovati in giro per la capitale. E’ il segno significativo di un nuovo corso: le autorità islamiche a lungo hanno visto i cani come “impuri” e impedito a chiunque di portarli a spasso come pets, arrivando a sequestrarli e a sopprimerli. Le uniche eccezioni per i cani da guardia, da caccia, da lavoro e da pastore. Nonostante ciò, i cani toys o di piccola-media taglia sono sempre più diffusi nelle case private, soprattutto a Tehran e in quella fetta di società benestante che frequenta le capitali occidentali e che, in patria, vive quasi con le stesse nostre abitudini anche se prevalentemente all’interno delle proprie mura o di luoghi privati. Ma anche i randagi stanno meglio di prima. Gli addetti al controllo ora li catturano con dardi anestetici, li raccolgono con veicoli attrezzati per consegnarli poi al canile del dottor Ghahremanzadeh, decorato con colori vivaci e abbastanza accogliente. Un bel passo in avanti in un paese dove il rapporto domestico con questi animali è ancora considerato come espressione di una volgare cultura occidentale. (foto Ap/Vahid Salemi)

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Un cane anestetizzato e caricato sul furgone

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I colori allegri del canile Aradkouh Stray Dogs

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Altre immagini degli accalappiacani di Tehran

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