Da Cina e Messico stop all’import di pollame e uccelli canori dal Brasile

Il governo messicano e quello cinese hanno sospeso l’importazione di prodotti avicoli provenienti dal Brasile a causa di un focolaio della malattia di Newcastle. La misura è stata adottata dal ministero dell’Agricoltura del Messico in seguito alla conferma dell’infezione in un allevamento commerciale situato nel municipio di Nova Itaberaba, nello Stato di Santa Catarina. Il blocco, attivato dal Servizio nazionale di sanità agroalimentare, impedisce l’ingresso nel Paese di carne, frattaglie, uova fertili e pulcini fino a tre giorni di vita. Il divieto si estende in modo rigoroso anche agli uccelli canori, ornamentali e da compagnia. Le autorità messicane hanno temporaneamente disattivato i permessi zoosanitari in attesa di ricevere ulteriori informazioni ufficiali sui protocolli di contenimento adottati dalle controparti brasiliane. Il provvedimento preventivo resterà in vigore fino al completamento delle indagini sanitarie. Il governo ha sottolineato che queste restrizioni si applicano non solo alle grandi spedizioni commerciali, ma anche ai prodotti e agli animali trasportati privatamente dai turisti in arrivo dal Paese sudamericano.

LA MALATTIA DI NEWCASTLE SPIEGATA DALL’IZSVE

La Malattia di Newcastle, detta anche “pseudopeste aviare”, è una delle più temute malattie che possono colpire i volatili, causata da virus della specie avian paramyxovirus (APMV). Lo spiega sul proprio sito l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVe). Quando sostenuta da ceppi virali altamente patogeni ha conseguenze economiche e sanitarie serissime. All’infezione sono sensibili numerose specie di uccelli, tra domestici e selvatici, con variabilità nelle manifestazioni cliniche secondo la specie e il ceppo virale coinvolto. Dall’anno della sua prima comparsa (1926) la Malattia di Newcastle si è estesa in tutto il mondo e, nel secolo scorso si sono verificate almeno quattro pandemie. Sono anche stati descritti sporadici casi di congiuntivite nell’uomo in seguito a contatto diretto con elevate cariche virali.

IL BLOCCO CINESE RIGUARDA 14 STABILIMENTI

Anche la Cina ha sospeso le importazioni di carne di pollo da 14 stabilimenti del Santa Catarina dopo il rilevamento di un focolaio della malattia in un allevamento commerciale di tacchini. La misura, comunicata martedì dalle autorità cinesi al governo brasiliano, riguarda esclusivamente il territorio dello Stato e limita l’impatto sul settore avicolo nazionale. A riferirlo è Augusto Billi, segretario per il Commercio e le relazioni internazionali del ministero brasiliano dell’Agricoltura, precisando al portale G1 che sono 61 gli stabilimenti brasiliani autorizzati a esportare pollame in Cina, il principale mercato di destinazione per il prodotto del Paese. Quelli di Santa Catarina rappresentano poco più del 20% delle esportazioni brasiliane di carne di pollo. La struttura in cui è stato localizzato il focolaio è stata posta sotto sequestro sanitario e sono state sospese le movimentazioni di volatili. Le autorità hanno inoltre avviato interventi per contenere ed eradicare la malattia e rafforzato i controlli negli allevamenti della zona. Il ministero ha precisato che non esiste un rischio per la popolazione e che il consumo di carne e uova provenienti da stabilimenti sottoposti a controllo ufficiale resta sicuro. Prima della Cina, il Messico aveva sospeso in mattinata le importazioni di prodotti avicoli dall’intero Brasile.

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