L’obbligo di lavare con acqua le urine dei cani nelle aree pubbliche finisce davanti al Tar Abruzzo: l’associazione Tutela Diritti Animali Ets, tramite il presidente Gabriele Bettoschi, ha presentato un ricorso con richiesta di sospensiva urgente per ottenere l’annullamento parziale dell’ordinanza numero 28, firmata il 5 ottobre scorso dalla sindaca di Pratola Peligna, Antonella Di Nino. Il provvedimento prevede sanzioni da 25 a 500 euro. L’associazione, rappresentata dall’avvocato Massimo Rizzato, contesta la ragionevolezza e la proporzionalità della misura, che impone ai proprietari dei cani di munirsi di bottigliette, spruzzatori o contenitori d’acqua per pulire le superfici interessate dalle minzioni degli animali.
“IL RISCHIO E’ SCORAGGIARE LE PASSEGGIATE CON I CANI”
“Chiedere di girare con scorte di acqua per dilavare ogni singola minzione è un onere impossibile da sostenere”, sostiene Bettoschi, richiamando le difficoltà per anziani, proprietari di cani di grossa taglia o di più animali. L’associazione segnala inoltre la carenza di fontanelle pubbliche e sostiene che l’obbligo rischi di scoraggiare le passeggiate con i cani, con ricadute sul rapporto tra persone e animali. Nel ricorso viene contestata anche l’efficacia igienica della misura. A sostegno delle proprie ragioni, l’associazione richiama dichiarazioni dell’infettivologo Matteo Bassetti sull’utilità limitata della sola acqua per rimuovere le urine e gli odori. (Ansa)
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