Il 22 ottobre a New York si vota sul futuro delle carrozze trainate dai cavalli

È stato raggiunto un accordo su una proposta di legge per vietare le carrozze trainate da cavalli a New York. Il provvedimento potrebbe porre fine a un elemento iconico di Central Park e grande attrazione turistica, attivo da oltre 150 anni. Il testo sarà sottoposto a voto il 22 ottobre e, se approvato, il divieto entrerà in vigore il 1° giugno 2028. La normativa impone una “gestione etica” degli animali, vietandone la vendita per la macellazione o il trasferimento presso altre aziende che gestiscono carrozze. Secondo Christina Hansen, portavoce del settore, attualmente a Central Park operano 68 carrozze, che impiegano circa 150 conducenti e oltre 180 cavalli. La proposta di legge conta 29 sostenitori all’interno del Consiglio comunale, un numero sufficiente a garantire l’approvazione da parte dell’organo, composto da 51 membri. Le carrozze a cavalli in città sono da tempo oggetto di critiche da parte degli attivisti per i diritti degli animali, i quali sostengono che costringere gli equini a lavorare in un contesto urbano ne comprometta la salute a lungo termine e rappresenti un pericolo. Sono anni che le amministrazioni cercano di affrontare la situazione, senza successo, ma un incidente quest’estate ha impresso un’accelerazione alla vicenda. Il 17 giugno, il diciottenne Romanch Mahajan è caduto da una carrozza perdendo la vita, mentre si trovava in città con la sua famiglia. A seguito dell’accaduto, il servizio è stato sospeso per sei giorni, durante i quali i conducenti hanno revisionato i protocolli di sicurezza. Sebbene si ritenga che il decesso di Mahajan sia il primo incidente mortale legato alle carrozze nella storia di Central Park, l’elenco di incidenti che hanno coinvolto le carrozze è lungo. Da maggio 2025 almeno sette persone – tra conducenti e turisti – sono rimaste ferite.

PER UN SONDAGGIO IL 68% DEI NEWYORKESI E’ FAVOREVOLE A CHIUDERE IL SERVIZIO

E dopo l’accaduto, un sondaggio ha rilevato che il 68% dei newyorkesi è favorevole alla messa al bando delle carrozze. Gli operatori del settore sostengono che il tasso di incidenti legati ai cavalli sia comunque molto più basso rispetto ad altre attività consentite nel parco, come l’uso di biciclette elettriche o monopattini e denunciano che, senza i ricavi derivanti dal servizio di carrozze, avranno difficoltà a prendersi cura dei propri animali e a coprire i costi necessari per trasferirli una volta entrato in vigore il divieto. L’accordo su questo aspetto è controverso e secondo il sindacato Transport Workers Union International, non offrirebbe “alcun concreto sollievo economico per i lavoratori”, sebbene la politica abbia dato indicazioni in tal senso. La Hansen ha spiegato che il mantenimento del suo cavallo, Sherman, comporta una spesa di circa 10mila dollari l’anno. “Non esiste alcun fondo accantonato per il futuro, per i prossimi vent’anni di vita di Sherman”, ha affermato. Il disegno di legge includerebbe tutele più rigorose per i cavalli: sarebbe infatti vietato ai proprietari di vendere o trasferire i cavalli autorizzati destinandoli alla macellazione o ad altre attività che prevedono l’impiego di carrozze. Infine, secondo quanto Conor McHugh – gestore delle Clinton Park Stables, una delle tre strutture in cui è ospitata la maggior parte degli animali – ha detto in un’intervista, esisterebbe il rischio di speculazioni edilizie sull’area che attualmente ospita le scuderie. Ci sarebbero gruppi immobiliari che usano la questione della sicurezza come pretesto per farle chiudere e successivamente appropriarsi dei terreni.

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