Riparte a Montecitorio l’esame sullo “sparatutto”, il ddl sulla caccia già approvato dal Senato e così definito dalle associazioni ambientaliste che da mesi guardano con crescente preoccupazione alla proposta di legge. Martedì prossimo 7 luglio inizia l’iter in Commissione Agricoltura della Camera della proposta di modifica della legge 157/92, già approvata al Senato. Si apre così una settimana decisiva, perché la Commissione avvierà le audizioni informali delle principali realtà ambientaliste e scientifiche del Paese: Lipu, Legambiente, Wwf, Enpa, Lac, Oipa, la Società Italiana di Etologia e il Centro Italiano Studi Ornitologici. Un fronte ampio e compatto che da tempo denuncia i rischi di un intervento normativo capace di stravolgere l’impianto della legge quadro sulla fauna selvatica. Sono 57 le associazioni tra cui Lav, Leal, Legambiente, Lipu BirdLife Italia, Wwf, Enpa, Greenpeace, Oipa, Lndc ad aver inviato una lettera formale al presidente della Camera, Lorenzo Fontana, chiedendo che il provvedimento sia esaminato anche dalla commissione Ambiente, oltre che dalla commissione Agricoltura dove è stato incardinato in sede referente.
IL CACCIATORE VIENE PROMOSSO “BIOREGOLATORE”: UN CAPOVOLGIMENTO DELLA LOGICA
Parallelamente, a Bruxelles, la Commissione Europea ha confermato di tenere la questione “molto sul radar”, pur rinviando ogni commento di merito alla conclusione dell’iter legislativo italiano. Il cuore della riforma – spiegano le associazioni – è un ribaltamento culturale prima ancora che normativo: il cacciatore viene promosso a “bioregolatore”, una definizione che capovolge la logica della legge 157/92 e sposta l’asse dalla tutela alla gestione della fauna selvatica. È un cambio di paradigma che indebolisce il ruolo della scienza e rafforza quello di chi la caccia la pratica. Il parere dell’Ispra – l’unico ente pubblico che analizza lo stato di conservazione delle specie e valuta la sostenibilità del prelievo – non sarà più vincolante ma soltanto consultivo. Da presidio tecnico-scientifico diventa un suggerimento. E accanto all’Istituto viene collocato il Comitato tecnico faunistico-venatorio, dove siedono anche le rappresentanze dei cacciatori: chi deve stabilire se una specie può sopportare il prelievo si ritrova a decidere insieme a chi quel prelievo lo esercita. Il disegno di legge introduce una serie di modifiche rilevanti alla normativa venatoria. (Ansa)
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