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Abruzzo, orso e investito e ucciso in A25: le critiche ambientaliste

Il giorno dopo l’investimento di un giovane esemplare di orso marsicano, ucciso sull’autostrada A25 in Abruzzo, arrivano le prese di posizione delle associazioni ambientaliste. L’incidente è avvenuto l’altra notte tra Avezzano e Celano (L’Aquila), quando un veicolo si è poi allontanato senza fermarsi. La perdita dell’animale, un maschio di 3/4 anni di circa 200 kg, è un grave danno per la conservazione di una specie già in condizioni critiche: sono rimasti meno di 60 esemplari di orso bruno marsicano. Inoltre, secondo il Wwf, dei 129 orsi rinvenuti morti tra il 1970 e il 2021 solo il 20 per cento è deceduto per cause naturali mentre l’80 per cento della mortalità è invece causato, direttamente o indirettamente, dall’uomo. E sono ben 13 gli orsi morti per investimento stradale in questi ultimi decenni. Anche per questo le associazioni chiedono la messa in sicurezza dell’infrastruttura autostradale ai fini della tutela ambientale ed ecologica. Per la senatrice Gabriella Di Girolamo (M5s) la vicenda “mette ancora una volta in evidenza quanto siano urgenti gli interventi che ho chiesto in Senato ai primi di maggio con un’interrogazione sugli attraversamenti, da parte della fauna selvatica, proprio dell’autostrada dove si è verificato quest’ultimo incidente. Auspico che si arrivi con grande urgenza alla rimodulazione del piano economico-finanziario di A24 e A25 – aggiunge – per procedere con gli investimenti a tutela della vita selvatica che rende l’Abruzzo un luogo unico al mondo”.

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SI SPENDE MOLTO PER GLI IMPIANTI DA SCI E POCO PER LA CONSERVAZIONE DELL’ORSO

“Ancora un orso bruno morto in Autostrada mentre troppi amministratori si riempiono la bocca di parole come sostenibilità ed ecologia – dicono dalla Stazione ornitologica abruzzese onlus e dall’associazione Salviamo l’orso -. La Regione finanzia con 7 milioni di euro l’innevamento artificiale per gli impianti da sci nel Parco nazionale della Majella e con 10 milioni di euro gli impianti e le nuove piste a Valle delle Lenzuola sulla Magnola a Ovindoli, a poca distanza dal punto dove è morto l’orso investito. Addirittura il Ministero dell’Ambiente si è schierato in giudizio contro il ricorso al Tar delle associazioni ambientaliste sui costosissimi impianti e piste da sci nel Parco del Sirente”. Tutto mentre “ogni anno si recuperano orsi investiti da automezzi azzerando di fatto il potenziale lento incremento della popolazione del plantigrado: l’orso – osservano – non può più attendere”. Anche per Carla Rocchi, presidente dell’Ente Nazionale Protezione Animali, ormai si tratta di una vera e propria “emergenza per i grandi carnivori che muoiono investiti e, come in questo caso, nessuno si ferma a soccorrerli. Servono al più presto opere di prevenzione”.

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L’IDEA CONTROCORRENTE: METTIAMO DELLE PECORE, L’ORSO NON SI ALLONTANERA’ PIU’

Per il Wwf “la messa in sicurezza delle barriere protettive dovrebbe essere una priorità. È evidente – dice l’associazione – che le barriere non sono adeguate e presentano punti di rottura, dove gli animali selvatici passano, mettendo a serio rischio anche la vita degli automobilisti. Si promettono interventi da tempo, ma l’Autostrada dei Parchi non può ancora ritardare investimenti necessari ad adottare misure di prevenzione. Nel 2021 non è accettabile perdere uno degli ultimi orsi marsicani per la noncuranza di enti e istituzioni. Stiamo portando la popolazione dell’orso più raro d’Europa, simbolo della biodiversità italiana, verso l’estinzione”. L’Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente (Aidaa) ha inviato un esposto alla procura di Avezzano (L’Aquila) in cui si chiede “indagini approfondite sui motivi per cui gli interventi richiesti e sollecitati a Strada dei parchi non siano mai stati messi in essere e di individuare e punire i responsabili di tali negligenze che hanno portato alla morte dell’orso”. Posizione diversa quella dell’associazione Wilderness, secondo cui “la soluzione del problema sta nel mettere in sicurezza l’orso, non le autostrade. Al solito, cosa propongono le autorità? Barriere autostradali dal costo immane! Nessuno che si chieda quanti campi di grano e mais si potrebbero seminare con la stessa cifra, e quanti greggi di pecore da far pascolare sui pascoli abbandonati, per evitare che gli orsi lascino l’area storica del Parco per andarne alla ricerca?”, si chiedono gli ambientalisti. (nelle foto d’archivio sopra un orso attraversa la strada a Voltigno, un investimento di qualche anno  fa e un’immagine tratta da Paesaggi d’Abruzzo)

Su 24zampe: Natale triste al Parco Abruzzo: un’altra orsa investita e uccisa (2019)

Su 24zampe: Giovane orsa marsicana morta investita in Molise: “Grave perdita” (2019)

  • Dario |

    Noi solo noi nient’altro che noi…
    Parafrasando il grande Albertone “io so io voi non siete un…..orso….”
    Specie invasiva, bestiale e distruttiva…

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