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“Orsi liberi”: corteo a Trento per gli animali rinchiusi al Casteller

Un centinaio di persone hanno manifestato ieri a Trento per chiedere la liberazione degli orsi M49, Jj3 e M57, rinchiusi nel centro faunistico in località Casteller. L’iniziativa è stata organizzata dal centro sociale Bruno e dall’Assemblea Antispecista, con la partecipazione degli attivisti dell’Oipa del Trentino. La manifestazione di protesta è iniziata in piazza Fiera, dove i portavoce delle associazioni organizzatrici sono intervenuti per chiedere un nuovo modello di gestione della fauna selvatica in Trentino, per poi attraversare il centro storico del capoluogo in direzione del palazzo della Provincia di Trento, in piazza Dante.

“PROBLEMATICI” NON SONO GLI ORSI MA GLI AMMINISTRATORI E LE LORO IDEE

“Problematici non sono gli orsi ma gli amministratori che li hanno rinchiusi – sostengono gli organizzatori -. Problematica è l’arroganza della giunta leghista e, più in generale, l’idea diffusa che il mondo, l’ambiente e gli animali siano a totale disposizione dell’essere umano”. I manifestanti, arrivati con striscioni e cartelli, all’urlo “orsi liberi subito”, si sono rivolti direttamente al presidente della Provincia Maurizio Fugatti, chiedendo, assieme all’immediato rilascio dei plantigradi, di bloccare gli interventi previsti di ampliamento del centro del Casteller e di definire un piano di convivenza con i grandi carnivori. Gli attivisti hanno restituito alla Provincia un pezzo della recinzione che tiene prigionieri gli orsi del Casteller, tagliata durante la manifestazione dello scorso ottobre.

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  • Lucia Borroni |

    Eravamo un po’ più di cento, ma sono d’accordo, sempre pochi. Eppure, del Casteller se ne parla. Non è poco. Siamo come il grano di senape da cui nasce una grande pianta. Mai scoraggiarsi, perseverare con serenità e determinazione. Gli orsi hanno bisogno di umani empatici.

  • Dario |

    Sempre pochi.
    Il male è l’assenza di empatia ed è incredibile la guerra che abbiamo scatenato contro la biodiversità. Tutto ciò spero si ritorcerà contro questo animale insipiente che fa parte del mondo ma si ritiene a torto indispensabile.

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