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Come soffre il salmone scozzese: gabbie, parassiti, pesci morti

Gabbie sottomarine dove i salmoni atlantici crescono tra affollamento, pidocchi di mare e un’altissima mortalità, fino al 25%. E’ l’impietosa fotografia dell’industria scozzese del salmone scattata da una rete globale di ong di 30 paesi e guidata dall’organizzazione per il benessere degli animali d’allevamento Compassion in World Farming (Ciwf), che dopo un’indagine sotto copertura ha pubblicato un report intitolato “Gabbie subacquee, parassiti e pesci morti: perché è necessaria una moratoria sull’espansione dell’allevamento dei salmoni in Scozia”. In Italia l’investigazione è stata rilasciata da Animal Equality, Animalisti Italiani, Animal Law, Ciwf Italia, Enpa, Essere Animali, Jane Goodall Institute Italia, Marevivo e Sea Shepherd Italia. Quelli scozzesi sono salmoni che troviamo spesso nei frigoriferi dei nostri supermercati. La Scozia è il terzo produttore mondiale di salmone atlantico d’allevamento e l’Italia è fra i primi 10 importatori di questi pesci. Ma siamo anche il paese che chiede trattamenti migliori per i pesci d’allevamento: l’86% degli italiani sarebbe disponibile a pagare il 28% in più per pesci allevati con maggiore benessere, il 97% vuole che siano sani e non malati, che abbiano un ambiente adeguato per nuotare (96%) e che vivano provando il minimo dolore possibile (93%).

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I PESCI, GLI ANIMALI DIMENTICATI

In Scozia, dove oltre il 96% della produzione di salmone è gestita da cinque aziende (Cooke Aquaculture, Grieg Seafood, Mowi, Scottish Sea Farms e The Scottish Salmon Company), “gli investigatori hanno trovato pesci stipati in spoglie gabbie sottomarine, dove questi migratori naturali non hanno altro da fare che nuotare senza meta in condizioni anguste fino all’età di 2 anni. Il grado di sofferenza di questi animali è tale che la mortalità può raggiungere il 25% prima che il gruppo sia destinato alla macellazione. Anche investigatori esperti sono rimasti scioccati da quello che hanno trovato”, ha detto Sophie Peutrill, responsabile della campagna globale di Ciwf per il benessere dei pesci. “Le immagini rivelano la presenza di salmoni con deformità e malattie, occhi mancanti e grandi pezzi di carne e pelle mangiati dai pidocchi di mare, parassiti che si nutrono della pelle, del sangue e del muco dei pesci. Sono esseri senzienti, non dovrebbero essere sottoposti a queste terribili condizioni. A livello industriale si sta fallendo nel proteggere questi animali, e questo deve cambiare”. La sofferenza silenziosa dei pesci non è ironia ma la raggiunta consapevolezza che ha fatto includere i pesci in una serie di atti legislativi comunitari come titolari di diritto al benessere, come spiega Eurogroup for animals quando parla dei pesci come di “animali dimenticati”.

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DANNI ANCHE PER L’AMBIENTE

“I metodi che l’industria ha sviluppato nel tentativo di liberare i pesci dai pidocchi di mare – compresi i trattamenti chimici tramite dei bagni, i trattamenti con termolicer e idrolicer (l’esposizione del salmone ad acqua estremamente calda o fredda) – sono crudeli e inefficaci. Molti pesci muoiono a causa di questi trattamenti. I rifiuti organici e chimici degli allevamenti di salmone scozzesi stanno cambiando la chimica dei sedimenti e uccidono la vita marina sul fondo del mare. I rifiuti degli allevamenti possono portare a una cattiva qualità dell’acqua e a fioriture algali dannose. Anche i medicinali e le sostanze chimiche, come gli antibiotici e gli insetticidi, vengono rilasciati nell’ambiente, e molti di questi sono noti per essere tossici per i pesci e altri organismi marini, così come per gli uccelli e i mammiferi. Inoltre, l’allevamento di pesci carnivori, come il salmone, è responsabile di gran parte della pesca industriale dei nostri oceani già impoveriti. Milioni di tonnellate di pesce catturato in natura sono ridotte a farina di pesce e olio di pesce per nutrire i pesci negli allevamenti  intensivi”, è spiegato. “Considerati i numerosi problemi ambientali e di benessere all’interno dell’industria scozzese del salmone, i piani di espansione sono completamente irresponsabili”, ha detto il dottor Krzysztof Wojtas, Head of Fish Policy di Compassion in World Farming. L’organizzazione ha scritto una lettera aperta al governo scozzese, chiedendo urgentemente una moratoria sull’espansione dell’industria, al fine di eliminare gradualmente l’allevamento intensivo del salmone. (nelle foto fornite da Ciwf salmoni malati, con carni esposte e gravi danni fisici a causa dei parassiti, fotografati in Scozia)

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