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Allarme animalista, due navi con 2.500 bovini bloccate in mare

AGGIORNAMENTI IN CODA

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POST DEL 19 FEBBRAIO 2021

Due navi, partite in dicembre da porti spagnoli, la Elbeik e la Karim Allah, che trasportano rispettivamente 1.776 e 895 bovini, sono monitorate da Animal Welfare Foundation, Animal Equality ed Enpa che denunciano condizioni di viaggio “terribili” per gli animali vivi a bordo. I porti libici nei quali sarebbero dovuti sbarcare li hanno rifiutati perchè affetti da “lingua blu”, una malattia zoonotica. In particolare le associazioni, attraverso il legale Manuela Giacomini, specializzata in diritto degli animali, hanno deciso di procedere contro una delle due navi, la Karim Allah, che attualmente si trova in rada al largo di Cagliari. Hanno segnalato la situazione al ministero della Salute, alla Procura della Repubblica di Cagliari e Capitaneria di Porto di Cagliari, chiedendo un intervento urgente della Guardia Costiera e di un veterinario competente. “Chiediamo che le autorità italiane intervengano quanto prima a mettere fine a una situazione allarmante”, attaccano le associazioni.

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PER GLI ANIMALISTI MOLTI BOVINI SAREBBERO MORTI E LE CARCASSE FINITE IN MARE

Secondo gli animalisti, molti bovini sarebbero morti e i loro resti sarebbero stati gettati in mare. “La nave, infatti – spiega una nota -, avrebbe dichiarato alle autorità sarde di trasportare solo mangimi, quando solo pochi giorni fa aveva dichiarato alle autorità portuali di Augusta, in Sicilia, di trasportare animali vivi. I casi sono due: o la nave sta mentendo e quindi trasporta in condizioni agghiaccianti da oltre due mesi migliaia di bovini rilasciando dichiarazioni false, oppure ha scaricato in mare i corpi degli animali morti durante il viaggio. In entrambi i casi si tratta di violazioni gravissime”, dichiarano le associazioni. Ma secondo altre fonti, la Capitaneria ha contattato l’imbarcazione dalla quale è stato riferito che gli animali sono in buone condizioni. La Elbeik, invece, si troverebbe vicino a Cipro dopo essere stata respinta dalla Libia: riferisce di essere “parzialmente carica”. “Entrambi i viaggi sono approvati dall’Unione europea con certificato per il trasporto di animali vivi nell’Ue, in particolare dalla Croazia e dalla Romania. La vicenda dimostra ancora una volta l’inadeguatezza dei viaggi di animali vivi anche sul territorio europeo e il dramma a cui sono costantemente e inutilmente sottoposti gli animali”, concludono le associazioni.

Su 24zampe: Naufragio in Romania, 14mila pecore annegano nel Mar Nero (2019)

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AGGIORNAMENTO DEL 23 FEBBRAIO 2021 – EVI: LA UE VIETI I TRASPORTI IN MARE

La Commissione europea deve prendere “immediati provvedimenti” sul caso denunciato dall’associazione ecologista spagnola Faada, di un cargo che trasporta “da 2 mesi oltre 2000 bovini” nel Mediterraneo, ha denunciato l’europarlamentare Eleonora Evi (ora nei Verdi europei, dopo aver lasciato il M5S nel dicembre 2020). “In qualità di vice-presidente dell’Intergruppo sul benessere animale, non posso che manifestare una profonda indignazione per la situazione” degli animali “bloccati in mare dopo la partenza dalla Spagna lo scorso dicembre – si legge in una nota di Evi -. Ho firmato la lettera indirizzata alla Commissaria alla salute e alla sicurezza alimentare Stella Kyriakides, affinché vengano presi immediati provvedimenti”. “Chiediamo – conclude l’eurodeputata – che i bovini raggiungano la loro destinazione finale prima possibile e che questo grave episodio ponga in essere controlli più severi e una subitanea revisione del regolamento sul trasporto degli animali”.

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AGGIORNAMENTO DEL 25 FEBBRAIO 2021 – PETIZIONE ALL’EUROPARLAMENTO DI AWF

Due ex-navi cargo partite dalla Spagna a dicembre con a bordo più di 2.600 bovini continuano a vagare sul Mediterraneo perchè non hanno potuto attraccare nei porti di destinazione in Turchia e in Libia per sospetta malattia del bestiame. Una delle due è stata avvistata nei giorni scorsi al largo di Augusta, in Sicilia, e poi a Cagliari, in Sardegna. È quanto ha denunciato, nell’incontro online con la commissione Petizioni del Parlamento europeo, dall’avvocato Manuela Giacomini per conto della Animal Welfare Foundation. Su richiesta urgente di Giacomini, il governo italiano ha tentato un’ispezione ma la nave è ripartita prima che potesse essere eseguita. La petizione presentata da Awf all’apposita commissione del Pe chiede ora all’Ue di avviare procedure di infrazione contro Francia, Croazia, Romania, Spagna e Slovenia per violazione delle norme sul trasporto degli animali e di redigere linee guida precise sui controlli che devono essere eseguiti dai funzionari pubblici. “In questi ultimi due mesi abbiamo assistito all’ennesima violazione sistematica” del regolamento europeo, “con conseguenze veramente molto gravi per gli animali trasportati”, ha detto Giacomini. Nel corso del suo intervento davanti alla commissione del Pe, Andrea Gavinelli, per conto della Commissione Ue, ha detto che la commissaria Ue Stella Kyriakides ha già scritto al ministro della Salute spagnolo e a quello cipriota per “incoraggiare un intervento il più rapido possibile” e “inviare un rapporto” a Bruxelles. “Qualsiasi elemento in più ci servirà a migliorare l’applicazione della legislazione, anche in caso di esportazione di animali vivi verso Paesi terzi”, ha aggiunto Gavinelli. Anche Eleonora Evi, eurodeputata dei Verdi, è intervenuta definendo l’episodio uno dei “casi più emblematici” che “rappresentano la norma anziché l’eccezione”. La petizione di Awf, che resta aperta, fa parte di una serie di reclami da parte di vari gruppi animalisti presentati al Parlamento europeo, affinché venga istituita una commissione di inchiesta e sia meglio regolamentato il trasporto di animali vivi in modo da tutelare loro benessere.

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AGGIORNAMENTO DEL 27 FEBBRAIO 2021 – SPAGNA: LE 850 VACCHE  IN MARE DA 2 MESI SONO DA SOPPRIMERE

Più di 850 mucche che hanno trascorso circa due mesi a bordo di una nave in condizioni “infernali” dovranno essere soppresse. Lo ha riferito il ministero dell’Agricoltura spagnolo dopo l’ispezione dei veterinari a bordo della nave Karim Allah, battente bandiera libanese, secondo quanto riportano i media spagnoli. La nave ha trascorso gli ultimi due mesi navigando attraverso il Mediterraneo, ma Turchia e Libia si sono rifiutate di ammetterla nei loro porti per paura che il bestiame avesse contratto la malattia della lingua blu. L’imbarcazione è approdata infine a Cartagena e i veterinari hanno stabilito che le condizioni in cui si trovano le mucche gli impediscono di iniziare un nuovo viaggio per l’esportazione.

  • Clelia |

    Bisogna intervenire immediatamente e che si dia da fare anche il nostro Governo contro a questo massacro! Draghi …..intervenga !!!! Dia una mano anche a Enrico ….Non finiremo mai di dire grazie

  • Dolores Poloni |

    che “il pesce puzza dalla testa” conferma che l’UE non ha a cuore il benessere animale ne tutela lo sfruttamento in atto in ogni campo e ambito. I paesi membri cosa dicono/fanno per fermare il massacro? Alla luce dei fatti, direi poco o nulla. Con la transizione verde, e non vado fuori tema, gli uccelli stanziali e soprattutto migratori questa primavera non troveranno più “dove posare il capo”. Con buona pace dei bonus ristrutturazione. Magari nelle direttive, hanno previsto di salvaguardare i siti e mi sono persa l’informazione. Un’appello ai mezzi di comunicazione per togliere dalle loro pagine gli articoli che influenzano negativamente i lettori verso alcune specie del Creato.

  • Dolores Poloni |

    che “il pesce puzza dalla testa” conferma che l’UE non ha a cuore il benessere animale ne tutela lo sfruttamento in atto in ogni campo e ambito. I paesi membri cosa dicono/fanno per fermare il massacro? Alla luce dei fatti, direi poco o nulla. Con la transizione verde, e non vado fuori tema, gli uccelli stanziali e soprattutto migratori questa primavera non troveranno più “dove posare il capo”. Con buona pace dei bonus ristrutturazione. Magari nelle direttive, hanno previsto di salvaguarda i siti e mi sono persa l’informazione. Un’appello ai mezzi di comunicazione per togliere dalle loro pagine gli articoli che influenzano negativamente i lettori verso alcune specie del Creato.

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