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Orsi in Trentino: nel rapporto Ispra le criticità della gestione

Il rapporto di Ispra sugli orsi in Trentino, redatto con il supporto dei tecnici del Muse e diffuso in questi giorni, nel confermare che nei prossimi anni il numero di plantigradi presenti sul territorio è destinato ad aumentare e che si potrebbero presentare nuovamente esemplari problematici – in media uno all’anno – evidenzia anche alcune problematiche legate alla recente gestione di alcuni di essi. Tra queste il rispetto del benessere animale in cattività, i tentativi di fuga, la trasparenza nella rendicontazione, gli orsi “problematici” e la delicata questione della loro eventuale rimozione. Un capitolo che ha messo in allarme gli animalisti di Enpa.

L’ELENCO DELLE CRITICITA’ SECONDO LA RELAZIONE DELL’ISPRA

La prima criticità riguarda la cattura e custodia nel recinto del Casteller degli esemplari, M49 in testa, che si sono resi protagonisti di episodi critici. “Tale pratica – si legge nella relazione – oltre ad implicare costi molto alti di mantenimento degli orsi e delle strutture stesse, comporta una considerevole abituazione all’uomo, la quale può esacerbare comportamenti a rischio ed esclude ogni possibilità di rilascio in natura. Inoltre – scrivono i tecnici – la permanenza in cattività rappresenta un problema importante di benessere animale. Come indicato nella relazione Cites-Ispra, infatti, ad oggi gli animali ospitati in cattività presso la struttura del Casteller non si trovano in condizioni idonee per garantirne il benessere, questo a causa della limitata disponibilità di spazi e della forzata convivenza dei vari animali presenti in spazi limitati, che non rispetta le esigenze etologiche della specie e che potrebbe portare ad interazioni aggressive tra gli orsi”. Inoltre, per Ispra, “non sono da escludersi tentativi di fuga da parte degli animali, come già successo con M49 (foto sotto), che comportano un ingente dispendio di risorse e difficoltà di recupero degli animali. Considerato che nei prossimi cinque anni si prevede l’insorgere di nuovi individui che richiederanno la rimozione, si ritiene la captivazione non sostenibile per la gestione degli orsi problematici”.

</span></figure></a> (Trento, il momento del rilascio dell’orso M49 nel recinto del Casteller)
(Trento, il momento del rilascio dell’orso M49 nel recinto del Casteller)

SI CHIEDE AL TRENTINO DI RENDICONTARE PUBBLICAMENTE GLI EPISODI CRITICI

I tecnici dell’Ispra evidenziano altre criticità riguardo il report degli episodi potenzialmente problematici: “Appare infine essenziale e necessaria – scrivono i tecnici – una migliore e più trasparente rendicontazione da parte della Provincia Autonoma di Trento di tutti gli episodi potenzialmente critici, con dettagli riguardanti le circostanze, le parti coinvolte e altre informazioni utili a ricostruire l’evento in modo il più possibile chiaro ed oggettivo. Tale rendicontazione deve essere tempestivamente resa pubblica al fine non solo di garantire valutazioni tecniche accurate da parte di enti esterni, ma anche di evitare la circolazione di notizie false o inaccurate riguardo tali episodi, che contribuirebbero all’esacerbarsi di conflitti sociali”. Ispra non nega, comunque, che il problema legato ad alcuni comportamenti da parte di certi esemplari esista, ma “può essere in qualche modo previsto ed evitato in primo luogo tramite azioni di gestione proattive, come la rimozione delle fonti di cibo di origine antropica e, in secondo luogo, tramite azioni reattive su eventuali individui problematici come la dissuasione e, in extremis, la rimozione”. Citando poi il caso di M57, l’orso resosi protagonista di un’aggressione ad un carabiniere ad Andalo la scorsa estate, si precisa che “orsi di questo tipo, per cui risulta evidente che le azioni di dissuasione non hanno effetto e che arrivano ad inseguire ripetutamente le persone, sono individui altamente pericolosi e per i quali è necessaria la rimozione per evitare il verificarsi di gravi incidenti”.

</span></figure></a> (L’orsa adulta accompagnata da tre cuccioli catturata a luglio 2020, radiocollarata e, come prevede il protocollo, subito rilasciata)
(L’orsa adulta accompagnata da tre cuccioli catturata a luglio 2020, radiocollarata e, come prevede il protocollo, subito rilasciata)

ENPA: SITUAZIONE COMPLESSA NELLA QUALE LA POLITICA ACCENTUA L’OSTILITA’

L’Ente nazionale protezione animali (Enpa) esaminerà con attenzione il rapporto redatto dall’Ispra sulla situazione dell’orso bruno nelle Alpi centrali e in Trentino, in cui si parla di esemplari problematici per i quali viene indicata come soluzione la “rimozione mediante abbattimento”. “Siamo profondamente consapevoli della delicatezza della questione, una situazione complessa che non può essere sottovalutata sotto nessun aspetto. Ma la complessità è legata sicuramente anche ad un altro fattore, quello politico, nella forma di una accentuata ostilità che negli ultimi anni è stata nutrita e ha pesantemente condizionato la presenza di questo grande carnivoro nella provincia di Trento”, scrive l’Enpa. “La definizione di ‘orso problematico’ non può essere attribuita a nessuno degli orsi che hanno alimentato le cronache dell’ultimo anno. La Provincia di Trento presenta una serie di anomalie che ci fanno leggere come del tutto impropria qualsiasi l’ipotesi di abbattimento o come si dice di rimozione degli animali”, conclude l’associazione.

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OIPA LANCIA UN COMITATO INTERNAZIONALE PER L’ORSO IN TRENTINO

L’associazione animalista Oipa è pronta a dar vita a un comitato internazionale, aperto a tutti i soggetti ambientalisti e a tutti i cittadini per lavorare sulla liberazione degli orsi al Casteller. “Si sta valutando di avviare un coinvolgimento dell’Europa affinché istituzioni sovranazionali spingano la Provincia a cercare altre soluzioni per questi animali detenuti”, ha detto la portavoce Ornella Dorigatti, che stamane, insieme ad altri attivisti, ha manifestato come ogni venerdì davanti al palazzo della Provincia. Tanta la delusione per la recente sentenza del Consiglio di Stato, che ha respinto i ricorsi sull’ordinanza di cattura di M49. Oipa se la prende anche con il Comune di Trento, “che ospita la struttura del Casteller ma non prende posizione e resta indifferente”. Intanto i consiglieri provinciali Lucia Coppola (Verdi) e Filippo Degasperi (Onda Civica) stanno predisponendo un’interlocuzione diretta con il Ministro dell’Ambiente, “che – ricorda Coppola – si è sempre detto contrario a questa carcerazione ingiusta”. Preoccupa però l’ipotesi di un rimpasto di governo che preveda la sostituzione del ministro Costa: “Questa è un’eventualità che speriamo venga scongiurata e che di certo cristallizzerebbe o peggiorerebbe la situazione”, conferma Coppola.

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AGGIORNAMENTO – OIPA: DICHIARAZIONE DI GUERRA ALLA FAUNA

“Siamo all’ennesima dichiarazione di guerra alla fauna di un’Amministrazione che non interviene per una serena convivenza”. Lo afferma l’Organizzazione internazionale protezione animali (Oipa) in riferimento ad affermazioni dell’assessora della Provincia autonoma di Trento, Giulia Zanotelli, sul possibile abbattimento di orsi. “Non appare – prosegue la nota – una politica lungimirante quella di Fugatti e Zanotelli: non lavorano a un piano per la convivenza pacifica tra uomo e animale, come previsto dal Piano d’Azione interregionale per la conservazione dell’Orso bruno sulle Alpi centro-orientali (Pacobace), e non considerano che l’opinione pubblica vuole gli orsi protetti e non abbattuti o in gabbia. Una condotta che sta causando anche danni al settore turistico del Trentino e alla stessa reputazione dell’Amministrazione della Provincia di Trento”. L’Oipa annuncia che “continuerà a difendere gli orsi del Trentino nelle opportune sedi legali e a lottare affinché nessuno modifichi la normativa a tutela della fauna selvatica, un bene prezioso da salvaguardare e da rispettare”. (Ansa)

Su 24zampe ci siamo occupati spesso degli orsi trentini: qui una rassegna dei post.

Su 24zampe: Anche Brigitte Bardot sta con gli orsi e scrive al Trentino: liberate M57, DJ3 e M49