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Robert Zacharz and his three-year-old 'Erec Junior' rest in the grass with Giulia Gausemann and five-year-old 'Vine' at the training site for sniffing dogs of German Army (Bundeswehr) in Daun, Germany, July 24, 2020. The dogs wear protection goggles against the sun and dust and are trained to sniff the coronavirus disease (COVID-19).   REUTERS/Wolfgang Rattay

Coronavirus, 26 specie animali a rischio per contatto con l’uomo

Non solo gatti e visoni: tra le specie animali che vivono a contatto con l’uomo, sono almeno una ventina quelle potenzialmente suscettibili al virus SarsCoV2. Lo hanno scoperto i ricercatori dell’University College di Londra, simulando al computer il modo in cui la ‘chiave’ del virus (la proteina Spike) interagisce con le ‘serrature’ delle loro cellule (i recettori Ace-2). I risultati, pubblicati sulla rivista Scientific Reports, aiuteranno a identificare le specie più a rischio da tenere sotto controllo, per evitare che diventino una riserva del virus pericolosa per l’uomo. Lo studio ha preso in esame 215 specie animali e ne ha identificate 26 vulnerabili al nuovo coronavirus. A dispetto di pesci, uccelli e rettili, gli animali più a rischio sarebbero i mammiferi, inclusi cani, gatti, leoni, tigri e furetti. In alcuni animali come pecore, scimpanzé, gorilla, oranghi e bonobo, la proteina virale Spike potrebbe legarsi al recettore Ace-2 con la stessa forza con cui lega i recettori delle cellule umane.

SERVIREBBE UN MONITORAGGIO A LARGA SCALA DAGLI ANIMALI DOMESTICI E ALLEVATI

“Gli animali che abbiamo identificato – spiega la bioinformatica Christine Orengo – potrebbero essere a rischio di epidemie che metterebbero a rischio specie minacciate o il sostentamento degli allevatori. Gli animali potrebbero inoltre fungere da riserva del virus, col rischio di reinfettare gli umani così come è stato documentato negli allevamenti di visoni“. “Per proteggere gli animali e noi stessi dal rischio di prendere Covid-19 da un animale infetto – aggiunge la microbiologa Joanne Santini – abbiamo bisogno di un monitoraggio su larga scala degli animali, in particolare degli animali domestici e di allevamento, in modo da scoprire i contagi quando sono ancora gestibili. Quando si ha a che fare con gli animali sarebbe anche importante adottare misure igieniche come quelle che abbiamo imparato quest’anno per ridurre i contagi, e inoltre isolare le persone infette dagli animali oltre che dalle altre persone”. (Ansa, nella foto Reuters sniffer dogs dell’esercito impegnati contro il coronavirus in Germania)

Su 24zampe: Coronavirus, per evitare focolai più controlli su animali allevati