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Uomini dell'unità cinofila della Polizia di Stato durante le ricerche del piccolo Gioele. Caronia Messina, 19 agosto 2020.
ANSA/CARMELO IMBESI

Gioele e Viviana: i legali rilanciano l’ipotesi di aggressione di cani

AGGIORNAMENTO DEL 1 NOVEMBRE 2020 – GIOELE E VIVIANA, NESSUNA AGGRESSIONE DI ANIMALI

“Madre e figlio non sono stati aggrediti né da un’altra persona né da animali feroci”, dice il procuratore di Patti Angelo Cavallo, basandosi sulle perizie svolte nell’ambito dell’indagine per la morte di Viviana Parisi e del figlioletto Gioele Mondello, scomparsi tre mesi fa, il 3 agosto, e poi trovati morti nelle campagne di Caronia. Mentre le analisi sui corpi e sui luoghi sono quasi concluse, secondo il capo della procura “la morte è compatibile con il volo dal traliccio”, un suicidio, insomma, compatibile con la fragilità psichica della donna. Ma uno dei legali del marito di Viviana, Pietro Venuti, non si sbilancia e si limita a prendere atto di quanto dichiarato oggi da Cavallo al Corriere della Sera: “Attendiamo fiduciosi il deposito delle consulenze, solo dopo faremo le nostre valutazioni. Abbiamo chiesto una serie di accertamenti, alcuni sono stati fatti dalla procura, di altri non abbiamo avuto risposte. Naturalmente dopo il deposito di tutte le consulenze avremo un quadro più chiaro e potremo esprimere il nostro punto di vista su tutta la vicenda”. Se la causa della morte di Viviana sembra più chiara agli inquirenti, la ricostruzione di quanto avvenuto a Gioele rimane un mistero: “Possiamo solo procedere scartando delle ipotesi – spiega il procuratore – come quelle riconducibili a terze persone e a cani feroci”. La perizia consegnata alla procura messinese contiene anche l’autopsia e lo studio della cinetica, da cui emerge la compatibilità con la caduta dall’alto, mentre vengono escluse altre piste. C’è la possibilità che il bambino, dopo l’incidente in autostrada, avesse perso i sensi e la madre, disperata, abbia compiuto un gesto estremo. Ma nulla fa pensare al fatto che Gioele fosse morto nel tamponamento avvenuto poco prima in autostrada, quando la Opel Corsa di Viniavafinì contro un furgone degli operai che lavoravano alla manutenzione in una galleria della Messina-Palermo. Sia nell’abitacolo della vettura che sui vestiti del bimbo non sono state trovate tracce di sangue. Escludendo un trauma dovuto all’incidente, si avanza l’ipotesi che Gioele possa essere stato soffocato, “ma non lo sapremo mai con certezza”, sottolinea Cavallo. Il marito della donna, Daniele Mondello, qualche giorno fa ha ribadito che sua moglie “non avrebbe mai fatto del male al figlio” ed ha escluso anche l’ipotesi del suicidio, che resta la pista privilegiata dalla procura. Daniele Mondello punta sullo scenario che gli inquirenti escludono, e cioè che il bambino sia stato aggredito da cani e la moglie sia stata uccisa perché testimone dell’accaduto. I suoi legali, che qualche settimana fa hanno chiesto alla Procura ulteriori controlli, non credono al suicidio, soprattutto alla luce dei risultati delle analisi condotte con il metodo della fumigazione, che ha escluso la presenza di impronte riconducibili a Viviana sul traliccio dal quale la donna si sarebbe lanciata per togliersi la vita. Inoltre, la presenza di foglie e rami trovati sopra il corpo della vittima farebbe piuttosto pensare, secondo i legali, che qualcuno possa aver tentato di camuffare il cadavere con la vegetazione. (Ansa)

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AGGIORNAMENTO DEL 16 OTTOBRE 2020 – ISPEZIONI INFRUTTUOSE MA NON CI ARRENDIAMO

“Si sono svolte ieri le ispezioni con la tecnica della fumigazione da cianocrilato da parte della polizia scientifica in alcuni casolari nelle campagne di Caronia per verificare se erano presenti impronte o tracce biologiche che potessero attestare la presenza di Viviana o Gioele in questi luoghi, e se magari quindi potessero essere stati assaliti da cani presenti in quei luoghi. Non sono tuttavia emerse risultanze o impronte. Questo esame, forse sarebbe stato necessario eseguirlo prima, il tempo trascorso è stato rilevante”. A dirlo Pietro Venuti, legale di Daniele Mondello, padre di Gioele e marito di Viviana Parisi, scomparsi il 3 agosto e poi trovati morti nelle campagne di Caronia. Gli esami si sono svolti dopo un’istanza presentata dai legali della famiglia Mondello che ritengono plausibile l’potesi che Giole sia morto aggredito da alcuni cani feroci presenti nel territorio e Viviana sia stata uccisa perchè aggredita da alcune persone poichè aveva visto come è morto il figlio. “Non ci arrendiamo – prosegue Venuti – questo mistero di Caronia deve essere chiarito, vogliamo la verità. Abbiamo chiesto altri esami e altre risultanze e aspettiamo di conoscere la dinamica dell’incidente, in questa storia ci sono troppe incongruenze e vogliamo emerga la verità”. (Ansa)

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POST DEL 29 SETTEMBRE 2020

“Chiediamo nuovi esami in alcuni luoghi delle campagne di Caronia dove erano presenti dei cani, proprio nelle vicinanze dove è stato trovato il cadavere di Viviana Parisi, e chiediamo che si cerchino tracce con l’esame della fumigazione con cianoacrilato. Chiediamo, inoltre, che si possano consultare le immagini dei satelliti militari al fine di identificare animali e persone presenti sul luogo nei giorni della presunta morte della donna e anche in quelli precedenti”. Lo affermano i legali di Daniele Mondello, marito della dj morta, Pietro Venuti e Claudio Mondello con un’istanza alla procura di Patti in cui chiedono che vengano eseguiti questi nuovi esami su alcuni elementi che farebbero propendere per l’aggressione di cani presenti nelle campagne di Caronia nei confronti di Viviana Parisi e del figlio Gioele Mondello scomparsi lo scorso 3 Agosto e poi trovati morti.

I RESTI OSSEI DI GIOELE INCOMPATIBILI CON L’AGGRESSIONE DI SUINI

Nell’istanza i due avvocati sostengono che “dopo gli ultimi esami siamo convinti della possibilità dell’aggressione dei cani, sia per la presenza di un morso trovato sul corpo della donna che potrebbe essere compatibile con quelli di cani, sia perchè i resti ossei del piccolo Gioele appaiano incompatibili con l’aggressione di suini, quindi potrebbero essere stati altri animali ad aggredirlo. Inoltre abbiamo notato in una zona la presenza di cani feroci che potevano facilmente uscire da un recinto e abbiamo scoperto che in precedenza i cani erano tre e ora ne erano presenti solo due”. Infine i legali fanno notare che “il corpo della donna senza scarpe e senza un calzino potrebbe essere compatibile con l’aggressione di un cane che l’avrebbe costretta a salire sul traliccio”. (Ansa, nella foto in alto uomini dell’unità cinofila della Polizia di Stato durante le ricerche del piccolo Gioele a Caronia, Messina, ph.
ANSA/CARMELO IMBESI)

Su 24zampe del 23 agosto: Caronia, si indaga anche sull’aggressione di animali: cani o suini