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Trentino, giovane orso (forse M47) aggredisce un carabiniere: catturato

Un giovane orso nella serata di ieri ha ferito un carabiniere ad Andalo, in Trentino. Attorno alle 22.30. L’orso, un esemplare di 121 chili e circa due anni e mezzo di età, con ogni probabilità M57 e non M49 (ovvero l’orso che è scappato dal recinto e si è liberato del collare), ha aggredito il militare, che stava facendo una breve escursione, buttandolo a terra e provocandogli diverse ferite. Il carabiniere in compagnia di un’altra persona stava effettuando una breve passeggiata in attesa di prendere servizio per il turno notturno. L’aggressione – secondo le testimonianze raccolte dai due – è stata improvvisa, senza provocazione: è avvenuta nei pressi del lago-biotopo che d’inverno è anche utilizzato come pista di fondo. Il governatore Maurizio Fugatti ne ha quindi disposto la cattura, che è stata effettuata nel corso della notte. Verso le 4 del mattino, il plantigrado è stato narcotizzato, mentre era ancora intento a rovistare nei cassonetti della spazzatura, e trasportato al recinto di Casteller. (Ansa)

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AGGIORNAMENTI DELLE 19.30

LE CONDIZIONI DEL CARABINIERE

Il giovane carabiniere aggredito ieri sera ha riportato diverse ferite agli arti, all’addome e alla testa, fortunatamente non molto gravi, e la paura è stata tanta. Il plantigrado ha aggredito il militare buttandolo a terra, graffiandolo e mordendolo ripetutamente, mentre la ragazza che era con lui, riuscita a mettersi in salvo, ha subito allertato il 112. Diverse le persone accorse in aiuto del giovane, le cui urla alcuni testimoni hanno definito “agghiaccianti”: i passanti hanno a loro volta cercato di scacciare l’animale, mentre il militare, correttamente, è rimasto rannicchiato e immobile, coprendosi il volto, finché l’orso non ha battuto in ritirata. Il carabiniere è stato poi soccorso dai sanitari e trasportato all’ospedale Santa Chiara di Trento, mentre sul luogo dell’aggressione è giunto anche il sindaco di Andalo Alberto Perli, che ha subito informato il presidente della Provincia Maurizio Fugatti, il quale ha poi disposto l’immediata cattura dell’animale, eseguita dal personale del Corpo forestale della Provincia con l’aiuto di vigili del fuoco e carabinieri. “L’aggressione è avvenuta in modo deliberato”, conferma il sindaco Perli.

UN ESEMPLARE CONFIDENTE

“Nella notte ho sentito diverse volte il presidente Fugatti e abbiamo convenuto che la situazione non era tollerabile: già nella giornata di ieri questo esemplare aveva avvicinato altre persone, ma la sera le cose sono precipitate. Per dare un’idea dello spirito di questo animale, anche quando siamo accorsi sul posto subito dopo il fatto, nonostante il viavai di persone e le luci, lui era rimasto comunque nei paraggi e ben visibile”. L’orso aveva già manifestato un’indole estremamente confidente nei confronti dell’uomo, destando preoccupazione: nei mesi scorsi l’animale aveva infatti seguito molto da vicino degli escursionisti nei boschi della zona, con una serie di incursioni nei centri abitati. Nei prossimi giorni verranno effettuate le analisi genetiche a partire dai vestiti che indossava la persona aggredita, al fine di stabilire con certezza l’identità del plantigrado, ma intanto il presidente Fugatti ribadisce come sul territorio si stia manifestando sempre di più un problema nella convivenza tra uomo e animale: “Tutto si è risolto positivamente, dopodiché il tema della problematica del numero elevato di esemplari presenti ad oggi in Trentino rimane”.

LA REAZIONE DEGLI ANIMALISTI

Una diversa chiave di lettura arriva da Massimo Vitturi di Lav, che scrive su Twitter che M47 “da mesi si era fatto vedere in zona mentre rovistava nei cassonetti. Della sua confidenza sono quindi responsabili la Provincia di Trento e il Comune, che nel cuore della zona abitata dagli orsi non hanno installato cassonetti antiorso”. Per Oipa invece la cattura e la messa in cattività dell’animale da parte delle autorità provinciali sarebbero “un’ammissione implicita del fallimento del progetto Life Ursus e soprattutto dell’incapacità della Provincia autonoma di Trento di gestire la reintroduzione forzata dei plantigradi nel suo territorio”.

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AGGIORNAMENTO DEL 25 AGOSTO 2020 – IL CARABINIERE: MINUTI DI TERRORE

“Sono stati minuti di terrore, se non fossero arrivati i ragazzi ad aiutarmi non sarei vivo”. Lo racconta Diego Balasso, il carabiniere di 24 anni originario di Recoaro Terme (Vicenza) ma di stanza in Trentino che è stato aggredito da un orso sabato sera ad Andalo. “Sto bene – spiega al Corriere del Veneto mentre viene dimesso dall’ospedale Santa Chiara di Trento – ho ferite alla schiena, all’avambraccio sinistro, alle spalle e alla gamba sinistra dal ginocchio in giù, dove mi ha preso per trascinarmi”. Balasso stava passeggiando lungo il sentiero che costeggia il lago di Andalo quando ha sentito prima un rumore in acqua e poi la rottura di un ramo. “Ho visto una sagoma nera che risaliva il dirupo – aggiunge – . Quando ho capito che l’orso mi stava guardando ho urlato alla mia amica di non muoversi e sono rimasto immobile”. Il militare ricostruisce le fasi dell’aggressione. “Si è messo in piedi e si è piazzato davanti a me, iniziando ad annusarmi – dice -. Io sono rimasto immobile. Dopo si è abbassato e mi ha dato due strattoni con i denti sotto il ginocchio. Io ho fatto un passo indietro e a quel punto mi è saltato addosso alla gamba e mi ha buttato a terra”. Balasso sottolinea che a salvarlo è stato l’aver mantenuto la calma. “Sono stati attimi di terrore – conclude – ma essendo un carabiniere ed essendo a contatto con i forestali conosco a memoria tutte le procedure da seguire in queste situazioni. Un animale così non può stare in circolazione. Sull’abbattimento non sono in grado di rispondere, ma un esemplare così è un pericolo per l’uomo”.

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AGGIORNAMENTO DEL 28 AGOSTO 2020 – COSTA TELEFONA AL CARABINIERE FERITO

“Ho telefonato a Diego Balasso, il giovane carabiniere che qualche giorno fa è stato attaccato da un orso ad Andalo. Ho lasciato che si riprendesse dalle ferite e che fosse pronto a tornare a casa. È chiaramente ancora un po’ provato ma sereno, e sopratutto pronto a riprendere servizio appena i medici glielo consentiranno”. Così il ministro dell’Ambiente Sergio Costa dopo aver sentito al telefono il carabiniere 24enne ferito da M57. Per il ministro “occorre riscrivere le regole” della convivenza con questi animali, ma, dice, “non cederò mai all’opzione degli abbattimenti”, annunciando di aver dato mandato a Ispra “di verificare effettivamente, numeri alla mano, se il carico di grandi carnivori in alcune zone del Trentino sia eccessivo oppure no”.

COSTA: “VANNO RISCRITTE LE REGOLE DELLA CONVIVENZA CON GLI ORSI”

“Seppur telefonicamente – dice il ministro Costa – ho potuto conoscere un ragazzo forte, che ama gli animali, che è contro gli abbattimenti e anzi auspica una pacifica convivenza. Siamo concordi su un punto: occorre riscrivere le regole di tale convivenza, esattamente come accade in altre parti del mondo, ad esempio nei grandi parchi statunitensi. Diego ha lanciato un appello, che faccio mio: che le istituzioni collaborino e trovino insieme la soluzione migliore. Il suo spirito sereno e le sue parole mi hanno mostrato un ragazzo forte e con una grande abnegazione verso i cittadini. Ringrazio anche il Comando generale dei Carabinieri per l’incessante lavoro in difesa dello Stato e per la vicinanza a questo ragazzo”.

COSTA-FUGATTI, POSIZIONI DISTANTI: IL MINISTRO CONTRARIO AD ABBATTIMENTI

“Sono in continuo contatto con il presidente Fugatti – aggiunge il ministro – sugli abbattimenti le nostre posizioni sono agli antipodi e non cederò mai a questa opzione. Lo Stato non può cedere. Non posso però non raccogliere le sue richieste di aiuto e per questo ho dato mandato a Ispra di verificare effettivamente, numeri alla mano, se il carico di grandi carnivori in alcune zone del Trentino sia eccessivo oppure no”. E conclude: “Auspico fortemente, e percorrerò con determinazione questa strada, che i presidenti di Regione che dispongono di condizioni ambientali compatibili possano aiutare il Trentino, ospitando alcuni esemplari. Il ministero dell’Ambiente sarà totalmente al fianco di chi vorrà mostrarsi solidale, con ogni mezzo disponibile”. (Ansa)