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Bees enter their beehives at the Morava farm, in the village of Plasa, near the city of Korca, on May 13, 2020. - With factories and farms silenced by the coronavirus shutdown, Albania's bees have been busier than ever, stirring excitement among farmers expecting an unparallelled honey harvest thanks to a respite from pollution and pesticides. (Photo by Gent SHKULLAKU / AFP)

Api, tra Piemonte, Lombardia e Emilia-Romagna 470mila alveari

Si concentra nelle regioni Piemonte, Lombardia ed Emilia Romagna il maggior numero di alveari presenti nel nostro Paese, quasi mezzo milione. In totale in Italia sono circa 1,5 milioni, il 76% dei quali gestiti da apicoltori commerciali che allevano le api per professione, secondo elaborazioni dell’Osservatorio nazionale miele su dati Ismea. I dati diffusi da CremonaFiere, in occasione dell’evento “Bontà, Salone delle eccellenze enogastronomiche dei territori” (13 – 16 novembre 2020), segnala nello specifico che in Lombardia si contano 87.391 alveari professionali e 62.176 per autoconsumo per un totale di 149.567, ma a primeggiare è il Piemonte, con un totale di 205.587 seguito dall’Emilia Romagna con 120.201 alveari.

</span></figure></a> Un’ape trasporta polline nell’arnia (ph. EPA/CHRISTIAN BRUNA)
Un’ape trasporta polline nell’arnia (ph. EPA/CHRISTIAN BRUNA)

PER IL CLIMA NEL 2019 UNA GRAVE PERDITA SUI MIELI PRIMAVERILI

L’andamento produttivo e di mercato del 2019, secondo l’Osservatorio nazionale miele, è stato caratterizzato da una grave perdita per i mieli primaverili, da un’importante flessione dei prezzi e da una difficile collocazione del prodotto sul mercato. “Il clima, con i suoi cambiamenti, rappresenta – afferma Giancarlo Naldi, presidente dell’Osservatorio nazionale miele – la grande variabile che può aggravare o migliorare la produzione di miele. Se tutta l’agricoltura è ostaggio degli effetti dei cambiamenti climatici, l’apicoltura lo è di più perché nei pochi giorni della fioritura si concentra l’attività delle api e fenomeni legati al vento o alle temperature fanno inesorabilmente la differenza”. (ph. Gent SHKULLAKU/AFP)