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Ong contro la Toscana che autorizza la caccia in tempo di Covid

In Toscana è scontro tra sostenitori e contrari al “contenimento” della fauna selvatica. Un’ordinanza della Regione che autorizza “abbattimenti selettivi” di ungulati, volpi,  piccioni, minilepre e storni ha fatto sollevare la galassia delle associazioni animaliste: per Enpa, Lav, Lipu, Lac e Wwf Italia si tratta di “un provvedimento a favore della casta dei cacciatori e che viola i decreti del Governo sull’emergenza Covid-19”, in quanto le guardie venatorie possono circolare liberamente nonostante le restrizioni. Plaudono invece gli agricoltori: “Non dimentichiamoci che il problema ungulati e predatori selvatici è una priorità che dura da molti anni in Toscana, e prosegue adesso a prescindere dalla situazione di emergenza Coronavirus. Per cui basta con pretestuose ed ipocrite crociate ambientaliste”, scrive Cia Toscana. Per Coldiretti, “gli animali selvatici, soprattutto i cinghiali, stanno diventando una minaccia per l’agricoltura perché possono danneggiare semine, foraggi, frutta, ortaggi e vigneti” causando danni che si stimano danni oltre i 200 milioni di euro.

LE RAGIONI DEGLI ANIMALISTI

Oltre alle norme sull’epidemia, la decisione toscana per gli animalisti violerebbe “i principi dei Decreti della Presidenza del Consiglio dei Ministri che hanno già escluso ogni attività connessa alla caccia – in cui ricade anche il controllo faunistico, regolamentato dalla legge 157 del 1992 sulla tutela della fauna”. A rischio uccisione persino lo storno, che necessiterebbe comunque di una specifica e ben motivata delibera di “prelievo in deroga” ai sensi della direttiva europea “Uccelli” 2009/147/CE. L’ordinanza emanata dal Presidente Rossi è un “elenco di pretestuose e generiche motivazioni” ma non cita “il ricorso ad alcun sistema di prevenzione, obbligatorio e prioritario per la Legge 157 rispetto agli abbattimenti”, commentano le associazioni. Inoltre, la legge nazionale sopra citata non contempla affatto nel controllo faunistico l’ausilio di “volontari”, siano essi guardie venatorie o meno: queste ultime possono infatti essere coinvolte solo se “dipendenti dalle amministrazioni provinciali” che non hanno potere di delega a “figure private”, secondo le cinque ong. Che concludono: “La Regione Toscana ancora una volta dichiara guerra agli animali – non solo selvatici – al fine di accontentare le lobby venatorie”.

  • francesco |

    La caccia è uno sport in quanto la federcaccia è membro fondatore del CONI. La caccia va pertanto autorizzata in quanto attività sportiva individuale. Impedirla è un pretesto animalista non giustificato, anzi in questo momento è fondamentale il contenimento di alcune specie di selvatici. Altrimenti siano gli animalisti a pagare i danni all’agricoltura

  • Dario |

    Eliminiamo le regioni e “cacciamo”
    I politici regionali…VI PREGO!

  • Dario |

    Vergognosi.
    Come non essere animalisti in quanto animali?
    Ps: mi sento solo a scrivere…non vorrei sembrare “invadente”

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