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New York, allo zoo del Bronx una tigre positiva al coronavirus

AGGIORNAMENTO DEL 23 APRILE 2020 – ANCHE UN LEONE POSITIVO

Dopo la tigre notificata il 7 aprile, l’Organismo internazionale per la salute animale Oie aggiorna – scrivono i i veterinari Anmvi sul proprio sito – sulla situazione epidemiologica del giardino zoologico del distretto del Bronx (New York City). Uno dei tre leoni precedentemente segnalati è stato confermato positivo per SARS-CoV-2 il 15 aprile scorso. Anche in questo caso, è possibile che l’infezione sia stata trasmessa da un operatore asintomatico, pertanto l’Oie parla di “suspected human transmission”. Tutti i grandi felini dello zoo, 8 tra tigri e leoni, avevano tosse secca e difficoltà respiratorie, uno solo anche inappetenza. Sono sono stati messi tutti in quarantena, senza ulteriori trattamenti.

AGGIORNAMENTO DELLE 19.20 IN CODA – LA TIGRE NADIA STA BENE

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Una tigre dello zoo del Bronx, a New York, è risultata positiva al test del coronavirus. Lo riporta una nota della fondazione Wildlife Conservation Society, che gestisce la struttura, diffusa dai media Usa. L’animale ha sviluppato una tosse secca ma si prevede che guarisca, ha dichiarato Wds. La tigre malese si chiama Nadia, ha 4 anni ed è il primo animale a risultare positivo negli Usa. “Abbiamo testato il grande felino con molta cautela e qualsiasi conoscenza acquisita su Covid-19 contribuirà alla comprensione di questo nuovo coronavirus”, ha poi affermato Wcs. Sotto osservazione anche tre altre tigri (tra cui la sorella Azul, con Nadia nella foto sopra) e tre leoni con gli stessi sintomi. Si sospetta siano state infettate da un dipendente del giardino zoologico.

IL CONTAGIO POSSIBILE GRAZIE A UN ENZIMA CHE ABBIAMO IN COMUNE COI FELINI

Come sia stato possibile il contagio, lo spiega il naturalista Nicola Bressi su Twitter: “Felini, Mustelinae (furetti, visoni) e Primati (uomini, scimmie) possiedono il medesimo enzima (Angiotensin converting enzyme 2; ACE2) che funge da “proteina transmembranale cellulare” (= porta di entrata attraverso le cellule) usata dal #coronavirus #SARS_COV_2”. Nei giorni scorsi è emerso che gli animali domestici (gatti e furetti soprattutto) sono “suscettibili” al coronavirus e che quindi è consigliabile ai malati Covid-19 di evitare contatti con loro, per evitare di contagiarli. Non ci sono invece evidenze scientifiche, è sempre bene ricordarlo, che gli animali domestici possano diffondere il contagio. (Aggiornato alle 10 con la spiegazione di Bressi)

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AGGIORNAMENTO DELLE 19.20 – LA TIGRE NADIA STA BENE

Sta bene e sembra avviata verso una piena guarigione Nadia, la tigre malese di 4 anni che vive in uno degli zoo di New York e trovata positiva al test del coronavirus, il primo animale a risultare contagiato negli Usa. A dare la notizia è stata la fondazione Wildlife Conservation Society, e i risultati del tampone sono stati confermati dal Servizio veterinario nazionale. “Si tratta di un test del tutto differente da quello che viene condotto sulle persone, non c’è alcuna competizione”, si è affrettato a spiegare il capo veterinario del Bronx Zoo dopo che sui social media si era già scatenata la polemica sulla carenza di test per tanti americani con i sintomi del Covid-19. Nadia sta ora ricevendo tutte le cure e le attenzioni del caso. Anche le altre tre tigri (la sorella Azul e due esemplari di tigre siberiana) e tre leoni africani che hanno mostrato sintomi simili a quelli di Nadia, a partire da una tosse secca e da una crescente inappetenza, sono sotto osservazione ma non sono stati testati. L’anestesia generale comporta molti rischi.