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Botswana, venerdì va all’asta il diritto di sparare agli elefanti

AGGIORNAMENTO DI VENERDI’ 7 FEBBRAIO 2020 – VENDUTO IL DIRITTO DI SPARARE A 60 ELEFANTI PER 2,2 MILIONI DI EURO

L’asta di oggi a Gaborone ha venduto sei licenze per cacciare un totale di 60 elefanti, i primi da quando il Botswana ha riaperto la caccia alla grande fauna nel maggio scorso. Il paese ha una popolazione complessiva di elefanti di 130mila esemplari, dagli 80mila che erano alla fine degli anni ’90. “Erano disponibili 7 pacchetti da 10 elefanti ciascuno, solo uno non è stato venduto in quanto nessun offerente ha raggiunto il prezzo di riserva di 2 milioni di pula (circa 166mila euro)”, ha dichiarato Adrian Rass, amministratore delegato di Auctionit Botswana. “I sei pacchetti sono stati venduti per un prezzo totale di 25,7 milioni di pula, circa 2,2 milioni di euro”. Circa 37mila euro per elefante.

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POST DEL 5 FEBBRAIO 2020

Il Botswana organizza un’asta attraverso la quale aggiudicarsi il diritto di sparare agli elefanti. Il paese dell’Africa meridionale con la più grande popolazione di questi animali al mondo, circa 130mila, a maggio scorso ha riaperto la caccia all’elefante ma solo questa settimana offre le prime opportunità ad alcune decine di cacciatori, soprattutto americani, che possono permettersi la spesa. Venerdì 7 febbraio il governo metterà in vendita live e online 7 pacchetti da 10 elefanti ciascuno attraverso Auction It Ltd., la società che gestisce l’asta.

UNA DECISIONE CHE FA DISCUTERE

La decisione del presidente Mokgweetsi Masisi fa discutere. Il suo predecessore Ian Khama aveva raccolto elogi internazionali per le politiche di protezione della fauna selvatica ma gli elefanti sono tanti e gli agricoltori si lamentano dei raccolti distrutti e dei morti e feriti provocati dai pachidermi nei villaggi. La caccia non ne ridurrà in modo significativo la popolazione ma i guadagni derivanti dall’asta andranno a beneficio delle comunità locali, scrive Bloomberg che riporta la notizia. Gli interessati a partecipare dovranno infatti versare un deposito rimborsabile di 200mila pula, poco meno di 17mila euro. Il costo di una battuta – in genere dura 2-3 settimane – è di diverse centinaia di dollari al giorno per i cacciatori professionisti che accompagnano i turisti, oltre alle spese di alloggio e di tassidermia dei trofei.

LE LICENZE PREVISTE NEL 2020 SONO 272

Contrari i conservazionisti, secondo i quali dal punto di vista turistico la decisione potrebbe ritorcersi contro il Botswana, danneggiandone la reputazione. Ma eliminando il divieto di caccia, il paese si è allineato con i vicini: le licenze per il 2020 saranno 272, inferiore al limite annuo (autoimposto a quota 400) e quasi la metà delle 500 dello Zimbabwe, il paese con la seconda popolazione di elefanti più grande del mondo. Sono 90 le uccisioni autorizzate in Namibia.

Ottobre 2019 – Anche in Botswana è strage di elefanti per la siccità: 100 morti in 2 mesi

Settembre 2018 – Strage di elefanti in Botswana, i bracconieri ne uccidono 87

  • Dario |

    Solo l’idea che ci siano persone della mia stessa specie che per divertimento imbracciano l’estensione del proprio io per andare ad uccidere (voi giornalisti scrivereste abbattere) dei nostri seppur lontani splendidi parenti mi fa pensare che, NON SIAMO FIGLI DI DIO…

  • Giuseppina |

    Mai e poi mai dev’essere concessa quest’oscenità. Nessuno ha il diritto di sopprimere animali per divertimento. Questi animali hanno bisogno di aiuto e si rivolgono agli uomini, i quali rispondono con cattiveria e crudeltà. Cosa farebbero se fossero loro disperati in cerca di aiuto e subissero lo stesso trattamento?

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