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Circhi: a Milano niente scimmie, cetacei, lupi, orsi, giraffe, felini

Il Comune di Milano dice no ai circhi con alcune specie animali, come primati, scimmie, cetacei, lupi, orsi, giraffe, grandi felini. Il Consiglio comunale ha approvato l’emendamento proposto dal consigliere del Pd, Carlo Monguzzi, all’interno della discussione sul nuovo Regolamento per il benessere e la tutela degli animali. Non si tratta di un divieto in senso stretto perché servirebbe una legge nazionale ma di fatto Milano “disincentiva sul proprio territorio l’attendamento di circhi, spettacoli e mostre itineranti con al seguito esemplari – come si legge nel testo – meritevoli di particolare protezione come primati, cetacei, lupi, orsi, pinnipedi, rinoceronti, ippopotami, giraffe, grandi felini ed elefanti. Il disincentivo si estende anche alle iniziative aventi carattere meramente espositivo”.

IN MANCANZA DI UNA LEGGE NAZIONALE MILANO SI MUOVE DA SOLA

Una legge nazionale “che vieta gli animali esotici nei circhi non c’è, quindi noi abbiamo cercato di anticipare nel nostro Regolamento due principi – ha spiegato l’assessore allo Sport con delega alla Tutela e difesa degli animali, Roberta Guaineri -: il primo è che, in attesa della legge nazionale, diciamo già che comunque noi li vietiamo, in attesa che venga disciplinata la modalità della legge nazionale. Poi diciamo che fin da adesso disincentiviamo tutte quelle manifestazioni come i circhi, che usano una serie di animali che riteniamo delicati e degni di protezione”.

IL DISINCENTIVO: SERVIRA’ UNO SPAZIO CON DOPPIA RECINZIONE

Il disincentivo messo in campo dal Comune consiste in una norma per cui i circhi “devono avere una doppia recinzione, quindi serve trovare un terreno a Milano che sia idoneo ed è molto difficile – ha continuato l’assessore – i circhi non si possono vietare, perché tutti i regolamenti delle altre città che hanno provato a vietarli sono stati cassati, noi questo lo abbiamo capito, quindi non vogliamo andare contro i principi generali, però vogliamo disincentivare ponendo dei paletti che sono molto alti”. “Credo che sia arrivato il momento perché lo Stato si renda sensibile su questo argomento e capisca che certe specie animali, viste in condizioni ristrette e fuori dal loro ambiente naturale, non divertono nemmeno i cittadini che vanno a guardarle – ha concluso – è anacronistico avere dei circhi di questo genere”. (Ansa)

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