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Siccità in Australia, campagna di abbattimento per 10mila cammelli

AGGIORNAMENTO DELL’8 GENNAIO 2020 IN CODA – LA SOMALIA: NON UCCIDETELI, PORTATELI DA NOI

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POST DEL 7 GENNAIO 2020

La campagna australiana di caccia al cammello comincia domani. Da mercoledì 8 gennaio e per cinque giorni i funzionari uccideranno migliaia di cammelli selvaggi, fino a 10mila, considerati pericolosi in condizioni siccitose come quelle che vive l’Australia in questo periodo. L’hanno deciso i vertici dell’Anangu Pitjantjatjara Yankunytjatjara (Apy), territorio nordoccidentale del continente “downunder”. Gli abbattimenti saranno eseguiti da tiratori scelti a bordo di elicotteri. Una decisione che impressiona anche oltre il normale dopo che l’università di Sydney ha calcolato che gli incendi nel Nuovo Galles del Sud hanno ucciso, da settembre, circa mezzo miliardo di animali (una cifra stimata al rialzo proprio oggi dal Wwf, che arriva a contare un miliardo di esemplari morti). E non basta sapere che in Australia vive la più grande popolazione di cammelli selvaggi del mondo, stimata in oltre un milione di esemplari.
I CAMMELLI DISPERATI ENTRANO NELLE CASE PER BERE DAI CONDIZIONATORI

Ma la siccità, pare, rende i cammelli disperati nella ricerca di acqua, spingendoli per esempio ad abbattere recinzioni per entrare nelle case a bere dai condizionatori, causando il caos nelle comunità locali. Le carcasse dei cammelli saranno poi bruciate o seppellite quando accessibili, mentre in aree remote saranno abbandonate. Un’altra motivazione addotta dalle autorità per giustificare la cruenta misura è che i cammelli emetterebbero gas serra, circa una tonnellata di anidride carbonica all’anno. Secondo i dati riportati dalla stampa locale, la popolazione di cammelli selvatici raddoppia ogni nove anni se non gestita. Il National Feral Camel Management Plan ha stimato che dieci anni fa circa un milione di cammelli vivevano in tre stati del territorio settentrionale. Un milione di cammelli è l’equivalente di 400mila auto in più sulle strade, ha calcolato un esperto. Intanto, sempre oggi è emerso che le autorità di Canberra hanno identificato e denunciato più di 180 persone sospettate di aver deliberatamente appiccato incendi nei boschi.

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AGGIORNAMENTO DELL’8 GENNAIO 2020 – LA SOMALIA: NON UCCIDETELI, PORTATELI DA NOI

I somali esortano gli australiani a smettere di abbattere i cammelli per mandarli nel Corno d’Africa, dove potranno prendersi cura di loro. Secondo quanto riportato da media locali, infatti, nell’Australia meridionale si stanno uccidendo cammelli – che sono dromedari, in realtà – con il timore che caldo estremo e siccità costringano gli animali a invadere gli insediamenti umani in cerca di acqua. Dovrebbero esserne uccisi 10mila a partire da oggi. I somali hanno un profondo amore per i cammelli, unità di misura di ricchezza e status personale, non legati al denaro. Alcuni credono che dopo la colonizzazione inglese di quella che ora è l’autoproclamata repubblica del Somaliland nel XIX secolo, branchi di cammelli furono portati in Australia, all’epoca pure colonia britannica. Altri sostengono che i cammelli furono inizialmente portati in Australia da coloni britannici provenienti da India, Afghanistan e Medio Oriente. Il presidente della Somaliland Camel Herders Association, Mustafe Cali Deeq, ha affermato che gli animali erano “molto preziosi” per i somali e “secondi” solo agli esseri umani. Ha detto che l’Australia dovrebbe risparmiare la vita dei cammelli mandandoli da dove “originariamente” provenivano. Altri hanno invece affermato su Twitter che gli animali potrebbero essere sistemati nella regione Mena, tra Medio Oriente e Africa.

 

  • luca |

    Puo’ essere questo il modo di salvaguardare le fonti idriche e combattere l’effetto serra ??.. In un futuro con grossi problemi di sovrappopolazione e scarsità d’acqua , quale sarà l’essere vivente da abbattere , ” il sacrificabile ” … l’uomo ?

  • Blaise |

    Costerebbe meno abbeverarli anziché abbatterli

  • Cinzia |

    Una sola parola. Vergogna!!

  • Paolo |

    Certe decisioni sono talvolta accompagnate da motivazioni bizzarre…
    “la popolazione di cammelli selvatici raddoppia ogni nove anni se non gestita”. Oltre a questo leggo che “in Australia vive la più grande popolazione di cammelli selvaggi del mondo, stimata in oltre un milione di esemplari”.
    Calcolatrice alla mano 10mila cammelli verrebbero rimpiazzati in meno di un mese. Quindi di cosa stiamo parlando?

  • Dario |

    Ci si preoccupa delle flatulenze di 10.000 cammelli e non di 7 miliardi di “bipedi intelligenti” …così è…se volete

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