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Regione Marche stanzia 237mila € per l’apicoltura 2019-2022

Sostenere il settore, migliorare la produzione, tutelare i consumatori. Sono gli obiettivi del Programma apistico regionale 2019-2022 approvato dalla Giunta regionale delle Marche. Beneficiari sono i consorzi apistici e gli oltre 1.500 apicoltori marchigiani che gestiscono più di 47 mila alveari. Hanno a disposizione, nel triennio, 237mila euro per promuovere investimenti aziendali e formazione professionale. Il programma rappresenta un’articolazione regionale (sottoprogramma) di quello nazionale, volto a recepire l’orientamento comunitario relativo al comparto del miele. Viene calibrato all’esigenza dell’apicoltura marchigiana “per salvaguardare una produzione di qualità che si fregia anche del marchio QM-Qualità garantita dalle Marche” spiega la vice presidente Anna Casini, assessore all’Agricoltura. Gli mirano al “rilancio della produzione e la commercializzazione del prodotto, ad attenuare le difficoltà dell’apicoltura marchigiana”.

(FILES) In this file photo taken on June 8, 2018 a bee gathers pollen near Godewaersvelde. - The Technical and Scientific Institute of Beekeeping (Institut technique et scientifique de l'apiculture - ITSAP) estimates the value of the pollinating activity of bees for French agriculture at 2 billion euros. At an international level, the UN Agency for Agriculture and Food (FAO) has placed the "conservation and sustainable use of pollinators" among the "top priorities" to curb a "pollination crisis" which would endanger the food resources of the planet. (Photo by PHILIPPE HUGUEN / AFP)

LE API SONO SENTINELLE AMBIENTALI FORMIDABILI, DA TUTELARE

Difficoltà dovute, “come per quella italiana, alle particolari avversità atmosferiche determinate dai cambiamenti climatici in atto e dai mutamenti agronomici dei sistemi di coltivazione in campo. Le api sono sentinelle ambientali formidabili, che vanno tutelate, a partire dagli aspetti sanitari, causa delle perdite di interi alveari”. Il programma dedica risorse, in particolare, alla lotta contro la Varroa (acaro parassita) e alle nuove avversità dell’apicoltura: Aethina tumida (coleottero degli alveari) e Vespa velutina (calabrone asiatico). L’apicoltura nelle Marche è presente su tutto il territorio regionale. Vanta antiche tradizioni, certificate da un modello di arnia nota come “marchigiana”. Due terzi del miele prodotto è di tipo “millefiori” e un terzo “monoflora”. La maggior parte degli apicoltori svolge l’attività come hobbisti. (foto Afp)