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Lupo impiccato alla fermata del bus, patteggiano i tre imputati

Si è concluso con un patteggiamento il processo che vedeva imputate tre persone per aver impiccato un lupo, trovato il 4 novembre dello scorso anno appeso a una pensilina dell’autobus nel comune di Coriano (Rimini). Al termine dell’udienza preliminare i tre, accusati a vario titolo di uccisione di animali, furto venatorio e macellazione abusiva, hanno patteggiato rispettivamente la pena di un anno e sei mesi, un anno, e nove mesi di reclusione (con sospensione della pena). “Accogliamo l’esito di questa udienza con parziale soddisfazione – ha scritto la Lav sul proprio sito – l’entità delle pene, infatti, risulta minima, specie per reati di questa gravità, che necessitano di un messaggio deciso, contro ogni possibile emulazione. Dopo aver sventato molteplici tentativi di legalizzare l’uccisione dei lupi, evitando l’introduzione degli abbattimenti nel ‘Piano Lupo‘ – ha sottolineato la Lega antivivisezione -, oggi più che mai è necessario non abbassare la guardia su atti come questo, che rientrano a pieno titolo nel concetto di ‘criminalità ambientale'”. L’animale era stato prima avvelenato, poi massacrato a colpi di bastone, infilzato con un forcone e infine impiccato alla fermata del bus. L’associazione si era costituita parte civile al processo.

  • Giuseppina |

    Nessun patteggiamento, hanno forse patteggiato con il lupo? Troppe agevolazioni per questi balordi. E’ ora di essere un po’ più seri!!!!!!!!

  • Armando cavaliere |

    Almeno 8 anno a testa e la pubblicazione, a loro spese,del fatto con i loro nomi su tre quotidiani nazionali per 30 giorni. Allora si.

  • Armando cavaliere |

    Pene risibili. Almeno 8 anni a testa….allora si.

  • Dario |

    Paperino i punti? Eccoli ………
    …………………………………………………………!
    Michele io una scelta l’ho fatta sono tutti colpevoli fino a prova contraria.
    Un esempio? Non mangio insieme ai “carnivori”, non li frequento e non li amo. Punto. Nel mio vivere quotidiano l’amore e il rispetto per gli animali non umani è DIRIMENTE.
    Comunque condivido il tuo lucido ragionamento.

  • Michele |

    Di fatto non faranno un solo giorno di galera. Di fatto non conosciamo la loro identità. Di fatto continueremo a trovarceli seduti di fianco, a parlare con loro e magari dare loro un aiuto se lo chiedono. Io ho il diritto di sapere chi sono queste persone per avere la possibilità di scegliere se condividere la mia vita insieme a loro.

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