Otto delfini spiaggiati a luglio in Toscana: gli esperti cercano le cause

AGGIORNAMENTO DEL 21 AGOSTO 2019 – MORTO IL 42ESIMO DELFINO DEL 2019 IN TOSCANA
La carcassa di un delfino di tipo tursiope in avanzato stato di decomposizione è stata avvistata stamani a Bocca d’Arno, a Marina di Pisa. Lo ha reso noto l’Arpat. Si tratta del 42/o delfino trovato morto lungo coste della Toscana nel 2019. Oltre la metà dei decessi c’è stato da giugno a ora. Secondo gli esperti la causa è stata individuata nel morbillo dei cetacei dopo le autopsie effettuate sui corpi degli animali che si sono spiaggiati senza vita. Gli studiosi ipotizzano che alla base della diffusione del virus possa esserci la presenza nel Mediterraneo di sostanze dannose che abbassano le difese immunitarie dei cetacei.
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AGGIORNAMENTO DEL 17 AGOSTO 2019 – 41ESIMO DELFINO MORTO IN TOSCANA, ANCORA UN TURSIOPE
Ancora un delfino morto sulle coste toscana. Oggi è stata trovata la carcassa di un esemplare di tursiope a largo del Cinquale (Massa Carrara), nei pressi della foce del fiume Versilia. E’ il 41/o caso di delfino morto nel mare della Toscana nel 2019 e oltre la metà dei decessi è avvenuta dall’inizio di giugno ad oggi. Sette nella zona di Viareggio. I primi risultati delle analisi eseguite da diversi Istituti di ricerca e commissionati dalla Regione Toscana, indicano al momento il Morbillivirus dei cetacei come la causa più probabile dei decessi. Il CeMV colpisce soltanto i cetacei risultando quindi patogeno solo per questi animali. Il riscontro di morbillivirus nei mammiferi marini spiaggiati in Toscana non è una novità perché già nel 2013 e ancora nel 2017 si è assistito ad importanti epidemie di tale virosi che però hanno interessato principalmente la specie stenella striata. (Ansa)
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AGGIORNAMENTO DELL’11 AGOSTO 2019 – ANCORA UN DELFINO MORTO IN TOSCANA, E’ UN TURSIOPE
Non si ferma la moria di delfini in Toscana: un altro delfino spiaggiato, un esemplare adulto trovato morto in avanzato stato di decomposizione sulla spiaggia libera della Lecciona, tra Viareggio e Torre del Lago (Lucca). Dall’inizio dell’anno è il
38esimo. Ad effettuare i primi rilievi, gli uomini della Capitaneria di porto di Viareggio che a seguito della segnalazione telefonica di un bagnante non hanno potuto che constatare una scena già vista quest’estate. Avviate le procedure per  smaltire la carcassa dopo aver informato gli enti che stanno monitorando il fenomeno dei ripetuti spiaggiamenti di delfini. Il delfino rinvenuto morto è un esemplare di tursiupe come la maggior parte dei cetacei che si sono spiaggiati negli ultimi due mesi e mezzo in Toscana (il 26 giugno e il 26 luglio, su un totale di 11, 9 erano tursiupi). Proprio ieri la Regione Toscana ha reso noto i risultati delle analisi su 4 delfini che si sono spiaggiati tra giugno e luglio scorsi, in base ai quali sembra che sia il Morbillivirus la causa dei decessi. In Toscana, è stato ricordato sempre ieri, già nel 2013, e ancora nel 2017 “si è assistito ad importanti epidemie di tale virosi tra i cetacei, che però hanno interessato principalmente la specie Stenella striata” di delfini.
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AGGIORNAMENTO DEL 10 AGOSTO 2019 – LE PRIME ANALISI UFFICIALI DICONO MORBILLIVIRUS
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AGGIORNAMENTO DEL 9 AGOSTO 2019 – UN ALTRO DELFINO MORTO, IL VENTESIMO DALL’INIZIO DI LUGLIO
Prosegue la moria di delfini in Toscana, oggi è stato rinvenuto un altro esemplare morto, un tursiope, a cinque miglia al largo dalla foce del Serchio. Il corpo dell’animale, in stato di decomposizione, è stato notato galleggiare da un diportista. Lo rende noto l’Agenzia regionale per l’ambiente Arpat. E’ il 37/o caso dall’inizio dell’anno e il 20/o dall’inizio di luglio in Toscana. Le analisi condotte dall’unità operativa Toscana nord dell’Istituto zooprofilattico sperimentale Lazio e Toscana su quattro esemplari morti hanno riscontrato una positività al Morbillivirus, virus che colpisce i cetacei. In Toscana già nel 2013 e nel 2016 sono state registrate importanti epidemie di tale virosi tra i cetacei. Lo scorso anno sono stati trovati spiaggiati in Toscana 23 cetacei di cui 20 delfini, mentre nel 2017 furono 48 di cui 41 delfini.
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AGGIORNAMENTO DELL’8 AGOSTO 2019 – UN ALTRO DELFINO MORTO, IL 36ESIMO DALL’INIZIO DELL’ANNO
Non si arresta la moria di delfini in Toscana, dove ieri alla Feniglia è stato ritrovato spiaggiato un esemplare di Stenella. Lo rende noto l’Agenzia Arpat. È il 36esimo caso dall’inizio dell’anno e il 19esimo dall’inizio di luglio nella regione. Lo scorso anno sono stati trovati spiaggiati in Toscana 23 cetacei di cui 20 delfini, mentre nel 2017 furono 48 di cui 41 delfini. Recentemente l’assessore regionale all’ambiente Federica Fratoni ha reso noto che in base alle autopsie condotte su 8 delfini che si sono spiaggiati in Toscana negli ultimi mesi, 7 presentavano lo stomaco completamente vuoto, come se qualche patologia li avesse indeboliti al punto da non riuscire a nutrirsi e, di conseguenza, morire. L’ipotesi della moria, avanzata nei giorni scorsi dalla biologa marina Sabina Airoldi del centro studi sui cetacei Tethys, quella di un’epidemia di Morbillivirus.
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AGGIORNAMENTO DEL 6 AGOSTO 2019 – L’IPOTESI DELLA BIOLOGA MARINA: MORBILLO DEI DELFINI
“L’ipotesi principale per spiegare questa moria di delfini in Toscana è un’epidemia di Morbillivirus. Ma è solo un’ipotesi, occorre attendere i risultati delle analisi necroscopiche, che sono lunghe, perché richiedono delle colture”. Lo spiega all’Ansa la biologa marina Sabina Airoldi, del centro studi sui cetacei Tethys. Il genere del Morbillivirus comprende i virus che generano il morbillo dei cetacei, il cimurro del cane e quello delle foche, la peste bovina e la peste dei piccoli ruminanti. “Ha già colpito diverse specie di cetacei – dice ancora Airoldi – e ha causato anche un’epidemia nei primi anni Novanta. Allora morirono diverse centinaia di stenelle striate in tutto il Mediterraneo, mari italiani compresi”. “Sicuramente – conclude la biologa che lavora nel Santuario dei Cetacei tra la Liguria, la Toscana, la Corsica e la Costa Azzurra – tutti gli inquinanti che l’uomo immette in mare, come i policlorobifenili e i composti aromatici policiclici, abbassano le difese immunitarie dei cetacei e li debilitano, impedendo loro di contrastare in modo adeguato infezioni virali e batteriche”.
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AGGIORNAMENTO DEL 6 AGOSTO 2019 – MORTO UN ALTRO DELFINO A LIVORNO
Continua la moria di delfini in Toscana. Un tursiope è stato trovato morto oggi a Livorno. Lo rende noto l’agenzia regionale dell’ambiente Arpat. È il 35/o caso dall’inizio dell’anno e il 18/o dall’inizio di luglio in Toscana. Nei giorni scorsi l’assessore regionale all’ambiente Federica Fratoni ha reso noto che in base alle autopsie condotte su 8 delfini che si sono spiaggiati in Toscana negli ultimi mesi, 7 presentavano lo stomaco completamente vuoto, come se qualche patologia li avesse indeboliti al punto da non riuscire a nutrirsi e, di conseguenza, morire. Lo scorso anno sono stati trovati spiaggiati in Toscana 23 cetacei di cui 20 delfini, mentre nel 2017 furono 48 di cui 41 delfini.
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AGGIORNAMENTO DEL 2 AGOSTO 2019 – LA DIAGNOSI DELL’ESPERTA: AVVELENATI DAL DDT
Secondo quanto riportato dal Tirreno di Livorno stamattina, un’esperta avrebbe individuato le cause della strage di delfini che sta avvenendo sulle coste toscane: avvelenamento da inquinanti. “I delfini non mangiano il Ddt li avvelena” è  il titolo del quotidiano toscano: la diagnosi dell’esperta fa riferimento agli stomaci vuoti trovati dai medici che hanno eseguito le autopsie sui cetacei.
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AGGIORNAMENTO DEL 1 AGOSTO 2019 – AUTOPSIE SU DELFINI: STOMACI COMPLETAMENTE VUOTI
Tra i delfini che si sono spiaggiati in Toscana negli ultimi mesi 7 presentavano lo stomaco completamente vuoto, come se qualche patologia li avesse indeboliti al punto da non riuscire a nutrirsi e, di conseguenza, infine a morire. E’ quanto spiegato dall’assessore all’ambiente della Toscana Federica Fratoni, facendo riferimento alle autopsie che sono state eseguiti finora, in totale 8. Solo a luglio sono stati 16 i delfini spiaggiati. Non per tutti è stato possibile fare l’autopsia a causa delle avanzate condizioni di decomposizione delle carcasse. Tra i delfini sottoposti ad autopsia c’era anche il cucciolo rinvenuto morto ieri. Entro agosto, ha aggiunto l’assessore, si avranno i risultati delle analisi. “Siamo tutti colpiti e rattristati da quanto sta accadendo nel santuario dei Cetacei – ha detto Fratoni -. I delfini sono animali meravigliosi, intelligenti ed amati e questo rende ancora più dolorosa la scoperta delle loro carcasse spiaggiate. Stiamo andando a fondo per capire quali sono le reali cause della moria a cui stiamo assistendo e se è in nostro potere fare qualcosa per fermarla. Attendiamo con ansia l’esito dell’indagine approfondita commissionata dalla Regione all’Università di Siena e all’Izslt di Pisa”. “A questo punto – conclude l’assessore – si rivelerà essenziale per far luce sulla vicenda l’esito delle analisi in corso sui tessuti e sugli organi prelevati. Attendiamo per metà agosto le risposte delle analisi ecotossicologiche, che chiariranno se queste morti siano o meno legate a fattori inquinanti. A fine mese, invece, arriveranno le risposte per quanto riguarda la presenza di virus e patogeni. Mi auguro davvero che questo stillicidio si fermi al più presto”.
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AGGIORNAMENTO DEL 31 LUGLIO 2019 – DUE TURSIOPI MORTI OGGI IN TOSCANA
Due delfini tursiopi sono stati trovati spiaggiati oggi in Toscana. Lo comunica l’agenzia ambientale Arpat. Uno era in decomposizione a Capoliveri (Livorno), sull’isola d’Elba, l’altro, un piccolo esemplare, anche questo morto, a Viareggio (Lucca) dove è stato avvistato stamani da un velista al largo del porto. Questo delfino era affiancato da due esemplari femmine più grandi, vivi. Il velista ha contattato telefonicamente la guardia costiera che ha inviato sul posto un battello. Ad ogni tentativo dei militari di recuperare la carcassa del tursiope, meno di 140 cm, si percepiva – spiega la guardia costiera – un evidente comportamento agitato, quasi disperato di altri due delfini adulti femmine, rimasti sempre vicino al piccolo tursiope morto. Dopo circa 40 minuti di osservazione sul comportamento degli individui adulti, l’equipaggio della motovedetta è riuscito a recuperare la carcassa del piccolo delfino per portarla in porto per le necessarie analisi necroscopiche, anche alla luce delle recenti numerose morti che hanno interessato la popolazione toscana dei Tursiopi. Il piccolo delfino è stato consegnato a ricercatori dell’università di Siena e le analisi verranno svolte anche in collaborazione con Arpat e Istituto Zooprofilattico di Pisa. (Ansa)
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AGGIORNAMENTO DEL 29 LUGLIO 2019 – DUE TURSIOPI E UNA STENELLA MORTI OGGI
Continua la moria di delfini lungo le coste della Toscana: altri tre esemplari sono stati trovati oggi spiaggiati, rende noto l’Arpat. Compresi quelli dei giorni scorsi sale a 14 il bilancio dei delfini ritrovati morti nell’ultimo mese. Si tratta di due Tursiopi, rinvenuti in stato di decomposizione, uno a Livorno e l’altro a Bibbona (Livorno) mentre il terzo, una stenella, è stato ritrovato all’Isola del Giglio. Lo scorso anno sono stati trovati spiaggiati in Toscana 23 cetacei di cui 20 delfini (sono dati leggermente diversi da quelli comunicati nei giorni scorsi), mentre nel 2017 furono 48 di cui 41 delfini. Dall’inizio dell’anno al 26 luglio si sono registrati 28 cetacei spiaggiati a cui si aggiungono i tre di oggi.
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AGGIORNAMENTO DELLE 15.10 IN CODA – TROVATO UN DELFINO MORTO ALL’ISOLA D’ELBA
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POST ORIGINALE
Ancora un delfino trovato senza vita a galleggiare al largo della costa viareggina. Si tratta di un tursiope, trovato quasi a ridosso della riva, il secondo caso in una settimana a Viareggio (Lucca) dopo l’esemplare rinvenuto morto lunedì nei pressi della diga foranea. Ora in Toscana è allarme tra gli esperti: sono otto i delfini spiaggiati lungo la costa nel solo mese di luglio e 26 i casi di spiaggiamento dall’inizio dell’anno. Per questo gli stessi esperti stanno cercando di capire le cause e sono a lavoro anche i tecnici di Arpat. Tra le ipotesi al vaglio c’è il cosidetto “morbillo dei delfini”, un virus che già in passato ha ucciso decine di esemplari.
REGIONE TOSCANA: STIAMO ASPETTANDO GLI ESITI DELLE ANALISI

“Stiamo monitorando attentamente 24 ore su 24 la situazione tramite l’Osservatorio Toscano per la Biodiversità che sorveglia costantemente ciò che sta avvenendo sul fronte mammiferi. Stiamo aspettando gli esiti delle analisi a cura dell’istituto zooprofilattico di Pisa e ci auguriamo possano fare chiarezza sulle cause di queste morti”, ha detto l’assessore regionale all’ambiente Federica Fratoni, in una nota, commentando gli otto delfini spiaggiati nel mese di luglio in Toscana.

NEL 2019 26 SPIAGGIAMENTI, NEL 2018 ERANO STATI SOLO 21

La media degli spiaggiamenti nella regione (26, appunto) è leggermente più alta rispetto allo stesso periodo del 2018, in cui nei primi sei mesi se ne erano registrati 21 di mammiferi marini. L’assessore Fratoni ha poi ricordato il “lavoro che stiamo portando avanti da tempo con il ministero dell’Ambiente e con la Commissione europea per l’istituzione di un ‘Sito di interesse comunitario’ del tursiope in Toscana, un’area nel nostro mare dell’Arcipelago a nord dell’isola d’Elba in cui questa specie possa essere finalmente tutelata grazie a regole precise”. (foto Arpat)

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AGGIORNAMENTO DELLE 15.10 IN CODA – TROVATO UN DELFINO MORTO ALL’ISOLA D’ELBA

Continua la moria di delfini lungo le coste toscane e il fenomeno ha toccato anche il mare dell’Isola d’Elba (Livorno), dove vivono due tribù  stanziali di tursiopi: una tra Marciana Marina – Sant’Andrea e Capraia e l’altra tra Marina di Campo e Pianosa. E’ stato infatti segnalato un cetaceo morto, adagiato a circa 10 metri di profondità, a sud di Porto Azzurro. A darne notizia, in una nota, Legambiente Arcipelago Toscano. Il delfino, prosegue la nota, è stato fotografato e filmato dal Diving Biodivers di Piergiacomo e Chiara che lo hanno segnalato all’Ufficio marittimo di Porto Azzurro della capitaneria di porto di Portoferraio (Livorno), che, a sua volta lo ha prontamente segnalato anche all’Università di Siena che nei prossimi giorni dovrebbe intervenire per effettuare i necessari prelievi cutanei del delfino per poter cominciare a determinare le cause della morte. Un lavoro di squadra – coordinato in Toscana dall’Osservatorio della biodiversità e con al centro le capitanerie di porto e l’università – che dimostra, conclude la nota, quanto sia cresciuta l’attenzione verso il mare e la sua vita e la rete che permette di intervenire prontamente, ma anche quanto la collaborazione attiva e la citizen science possa contribuire a riuscire a capire le cause di una serie di decessi di cetacei molto preoccupante. (Ansa)