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Delfini a Golfo Aranci e traghetto Sardinia Ferries

Delfini da salvare a Golfo Aranci, impegnati i traghetti e un’onlus

La compagnia di navigazione Corsica Sardinia Ferries e Worldrise, associazione impegnata per il sesto anno consecutivo nel territorio di Golfo Aranci, insieme per la salvaguardia dei delfini. In corso un progetto per tutelare il consistente gruppo di Tursiops truncatus locale: si tratta di una specie che giornalmente frequenta le acque antistanti la cittadina del nord-est della Sardegna – i delfini sono attratti dai pesci che si riuniscono intorno a un grande impianto di acquacoltura per nutrirsi del mangime che ne fuoriesce – ma che è minacciata dall’impatto antropico. “Per il 2019, insieme all’associazione Me.Ri.S. Mediterraneo Ricerca e Sviluppo – spiega la biologa marina Cristina Fiori – ci siamo posti l’obiettivo di censire gli esemplari che frequentano l’area tramite la tecnica di fotoidentificazione che permette, utilizzando le immagini della pinna dorsale, di riconoscere in modo individuale gli esemplari, un po’ come si fa con le nostre impronte digitali”. Il monitoraggio durerà fino a settembre 2019 e permetterà di conoscere il numero e la composizione del gruppo. Parallelamente, continuerà l’azione di sensibilizzazione rivolta agli operatori turistici locali.

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DALLE NAVI AVVISTATI 900 CETACEI IN MENO DI 2 ANNI, ANCHE UNA MEGATTERA

“Tutto parte dall’educazione ambientale – commenta Cristina Pizzutti, responsabile Comunicazione e Marketing di Corsica Sardinia Ferries – che, già a bordo delle Navi Gialle, invita i passeggeri a conoscere e rispettare gli abitanti del mare, compiendo piccoli gesti in grado di fare una grande differenza”. Sui traghetti è operativo il Sistema Repcet, dispositivo per limitare il rischio di collisioni tra navi e grandi cetacei, per studiare gli spostamenti e salvaguardare i mammiferi marini. In meno di due anni, dalle navi di Corsica Sardinia Ferries sono stati segnalati quasi 900 avvistamenti in tempo reale, tra cui 488 grandi cetacei, principalmente balenottere e capodogli, e addirittura una megattera, identificata grazie alla preparazione dell’equipaggio e confermata dalle fotografie scattate dagli ufficiali. Circa 30 ufficiali hanno ricevuto una formazione specifica e 32 imbarcazioni che navigano regolarmente nel Santuario Pelagos sono dotate del sistema di rilevamento e partecipano attivamente alla rete, così come cinque istituzioni dotate di interfaccia terrestre.