Indica un intervallo di date:
  • Dal Al
gabbie_ue

In soli 8 mesi un milione di firme contro le gabbie in allevamento

Raggiunto con alcuni mesi d’anticipo il traguardo di raccogliere in un anno un milione di firme contro le gabbie utilizzate negli allevamenti intensivi. Lo comunicano le oltre 170 organizzazioni di protezione animale, ambientale e dei consumatori di tutta Europa che hanno lanciato a settembre 2018 l’Iniziativa dei Cittadini Europei (Ice) #EndTheCageAge, con lo scopo di porre fine all’uso delle gabbie per gli animali negli allevamenti nella UE. C’erano dodici di tempo per ottenerle ma la grande mobilitazione messa in atto dagli attivisti di tutta Europa ha raggiunto il traguardo in appena otto. Al termine della raccolta la Commissione Europea dovrà dire se intende pronunciarsi sull’argomento, “potenzialmente portando – spiegano gli organizzatori dell’Ice – un enorme cambiamento nel sistema della produzione di cibo, il più monumentale impatto sul sistema dell’allevamento mai avvenuto finora.  ““La giornata di oggi segna il traguardo storico di un milione di firme”, dichiarano le 20 associazioni italiane: “E’ una pietra miliare per la protezione degli animali negli allevamenti. Siamo profondamente orgogliosi di questo traguardo, una vittoria di tutta la coalizione”. Le associazioni italiane che hanno aderito sono Animal Law, Animal aid, Animal Equality, Ciwf Italia Onlus, Lega Nazionale Difesa del Cane, Legambiente, Amici della Terra, Il Fatto Alimentare, Terra Nuova, Slow Food, Confconsumatori, Lega per l’abolizione della caccia, Jane Goodall Institute, Terra! Onlus, Animalisti Italiani, Enpa, Lav, Partito animalista, Leidaa, Oipa, Lumen.

  • Carmen Palombino |

    Non mi sembra di aver mancato di rispetto a nessuno, sono i “carnivori” a mancare di rispetto alle altre specie mandandoli al macello. Il mio obiettivo è quello di portare avanti la lotta vegana. Maria Pia, se hai piacere segui i miei post su FB. Buona serata.

  • Caldara |

    Non vogliamo mangiare sofferenza

  • Alice |

    Il disegnatore, fumettista, Patrick MCDonnel afferma: ” Saving the world one kitty at a time”. Guardate ad esempio per le pellicce e le atrocità e sofferenze che comportano …è da anni che vengono rese note. Ci sono voluti decenni ma oggi si può dire che a mio parere che l’obbiettivo sia quasi raggiunto. Basti pensare che anche tutti (o quasi) i marchi di alta moda, (Prada recentemente, così come riportato su 24 zampe) sono diventati Fur Free.

  • Carlo |

    @Carmen. Lei spiega concetti (forse) giusti ma a mio parere, nel modo più sbagliato possibile. Così non porta niente di buono alla causa che giustamente lei ha a cuore. Da un punto di vista pratico e concreto, mi spiace dirglielo, non ha salvato nessun animale (a meno che, non sia andata fisicamente a salvarlo negli allevamenti), si è messa in pace con la sua coscienza e ha fatto benissimo.

  • Corrado |

    Io sono veg ma non “inquisitore” e credo che l’aggressività serva a nulla. Ci sono percorsi personali che vanno compresi e rispettati, ci sono scelte a metà strada, ci sono persone che non tollerano le proteine vegetali (da un punto di vista di salute). Non tutti sono cresciuti vegetariani….e non tutti ovviamente lo diventeranno. Bisogna farsena una ragione e vivere sereni con il prossimo. Apprezzare le buone intenzioni, i buoni propositi di taluni ,non certo “aggredirli” , anche perchè ripeto l’atteggiamento non porta certamente a nulla di buono.
    Almeno per le mie esperienze di vita…

  Post Precedente
Post Successivo