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Giornata delle specie selvatiche: il 2019 è l’anno della fauna marina

Vitali per l’uomo e minacciati proprio da lui. Gli oceani, con la flora e la fauna marina che custodiscono, producono metà dell’ossigeno che respiriamo, forniscono nutrimento per oltre tre miliardi di persone, assorbono il 30% di anidride carbonica nell’atmosfera e il 90% del calore generato dai cambiamenti climatici. A livello globale, il valore di mercato stimato delle risorse e delle industrie marine e costiere è di 3mila miliardi di dollari annui, ovvero circa il 5% del Pil globale. Ma l’uomo li inquina, soprattutto con la plastica, e li sovrasfrutta, in particolare con la pesca eccessiva. “La vita sott’acqua: per le persone e il pianeta” è, per la prima volta, il tema della Giornata mondiale delle specie selvatiche che si celebra oggi, domenica 3 marzo.

CITES: BALENE, DELFINI, TARTARUGHE E CAVALLUCCI MARINI SONO PROTETTI

Un argomento in linea con l’obiettivo 14 – “Life under water” – dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, il programma d’azione sottoscritto nel settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell’Onu. Il Segretariato Cites, tra i promotori, rileva che “tutte le balene e i delfini, le tartarughe marine, i cavallucci marini, molte specie di coralli e sempre più specie di squali sono stati messi sotto protezione dalla Cites” ricordando che la Convenzione regola l’equilibrio fra uso sostenibile e commercio internazionale per la pesca, impegnandosi a garantire che “il commercio di specie marine elencate nella Convenzione sia legale, sostenibile e tracciabile”.

LA GESTIONE DI OCEANI E MARI E’ ALLA BASE DI UN FUTURO SOSTENIBILE

Un’attenta gestione di oceani e mari è alla base di un futuro sostenibile. La fauna marina che vi abita rappresenta la più grande riserva di proteine al mondo e le industrie ittiche marine danno impiego, direttamente o indirettamente, a più di 200 milioni di persone. I sussidi per la pesca stanno però contribuendo al rapido esaurimento di numerose specie di pesce portando le industrie a produrre 50 miliardi di dollari americani annui in meno rispetto al loro potenziale.