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TOPSHOT - The eye of a cock is pictured on February 25, 2019 in Frankfurt am Main, western Germany. (Photo by Frank Rumpenhorst / dpa / AFP) / Germany OUT

Occhio alla salmonella: la resistenza agli antibiotici fa paura in Ue

In Europa gli antibiotici usati per trattare infezioni di origine animale come campilobatteriosi e salmonellosi stanno diventando meno efficaci, con la multiresistenza a tre o più antimicrobici che è elevata nella salmonella nell’uomo (28,3%) e negli animali. E’ il quadro che emerge dal rapporto annuale stilato da Efsa e Ecdc sulla resistenza agli antibiotici nelle malattie che possono essere trasmesse tra animali ed esseri umani. In Italia la situazione è stabile. La resistenza nei suini è elevata per farmaci comunemente usati contro la Salmonella, ma non sono stati riportati dati sul Campylobacter. Campilobatteriosi e salmonellosi sono rispettivamente le due malattie di origine alimentare più comuni nell’Ue, con 246.158 e 91.662 casi nel 2017.

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A LIVELLO EUROPEO L’ALLERTA NEGLI ALLEVAMENTI RESTA ALTA

Sono però alti i livelli di resistenza registrati all’e.coli nei suini (69,2% contro il 34,3% in Europa) e nei vitelli (86,8% contro il 41,5% nei 10 paesi principali produttori), con bassa prevalenza nelle carni (suine 7% contro 4,7% Ue, e bovine 8,1% contro 3,9%). Nonostante dati che segnalano un miglioramento della situazione negli allevamenti, al livello europeo l’allerta resta alta. “Abbiamo visto che quando gli Stati membri hanno attuato politiche rigorose, la resistenza antimicrobica è diminuita negli animali – afferma Marta Hugas dell’Efsa -, le relazioni annuali delle agenzie europee e nazionali includono esempi degni di nota e questo dovrebbe servire da ispirazione per altri Paesi”.

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UNA SOLUZIONE POSSIBILE: ALLEVARE IN MANIERA ALTERNATIVA

Una soluzione possibile è allevare in maniera meno intensiva: come fa notare Elena Nalon di Eurogroup for Animals su Twitter, “allevare galline in gabbia aumenta il rischio di contaminazione da Salmonella rispetto a sistemi alternativi (a terra, all’aperto e biologico). Idem per allevamenti con alte densità di animali, secondo l’ultimo rapporto Efsa“. La situazione “fa suonare un campanello d’allarme – dichiara il commissario Ue alla salute Vytenis Andriukaitis – e prima che diventi una sirena assordante, dobbiamo rafforzare la cooperazione tra paese e settori della sanità pubblica, della salute animale e dell’ambiente”. (nella foto in alto di Frank Rumpenhorst/Dpa/Afp un gallo in Germania)