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Petizione per ricerca senza animali consegnata alla presidente del Senato

Una delegazione formata da quattro ricercatrici e da due esponenti della Lav (Lega anti vivisezione) ha consegnato stamani alla Presidente del Senato, Elisabetta Alberti Casellati (foto sopra), le 53mila firme raccolte dalla Lav per chiedere a Parlamento e Governo di destinare ai metodi di sperimentazione senza uso di animali almeno il 50% dei fondi per la ricerca in ambito biomedico e sanitario. “Chiediamo che il Senato si attivi e faccia diventare Legge la nostra istanza – afferma la Lav -. Le firme nelle prossime settimane saranno consegnate anche ai Ministri della Salute, della Ricerca scientifica e al Presidente della Camera”.

FINANZIATE BORSE DI STUDIO IN FAVORE DELLA RICERCA SVOLTA SENZA GLI ANIMALI

Con risorse proprie, “Lav ha contribuito a finanziare borse di studio a favore di ricerca senza animali e le 53mila persone che hanno firmato in pochi mesi la nostra petizione, oltre a permetterci di favorire lo sviluppo di importanti conoscenze e applicazioni nel campo dei test che non impiegano animali, hanno offerto un’opportunità di lavoro a giovani ricercatrici di Università pubbliche, impegnate nel mettere a punto protocolli sperimentali, che hanno avuto anche riconoscimenti scientifici internazionali”.

LAV: “IL GOVERNO FACCIA COME ALL’ESTERO: OBBLIGHI A INVESTIRE IN METODI ALTERNATIVI”

“In tema di ricerca senza animali, riteniamo che il Governo possa e debba fare come quelli di altri paesi, come la Germania ad esempio – sottolinea la Lav, che era presente all’incontro anche con il presidente Gianluca Felicetti -. Proprio grazie a vincoli legislativi, ad esempio nell’ambito cosmetico, le industrie hanno investito in metodi alternativi (senza uso di animali), e ora abbiamo grandi disponibilità di tecniche in vitro, molto più sicure per i consumatori, efficaci ed etiche”. Invece qui da noi per solo tre anni sono stati stanziati 500mila euro (in Germania 50 milioni €) e “dal 2017 in Italia non ci sono più nemmeno questi pochi fondi, lasciando arrancare le piccole e grandi realtà della ricerca pubblica”. (nelle foto l’incontro di oggi in Senato a Roma)

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