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Mappato il Dna del grande squalo bianco, uno dei predatori più longevi

E’ pronta la mappa del Dna del grande squalo bianco, uno dei più abili e temibili predatori della Terra: è ricca di geni che riducono il rischio di cancro e permettono all’animale di rimarginare in fretta le ferite. È quanto emerge dallo studio pubblicato sulla rivista dell’Accademia Nazionale delle Scienze americana (Pnas) da un gruppo dell’Università Sudorientale Nova, in Florida, della Cornell University statunitense e dell’Acquario della baia di Monterey, in California.

SERVIRA’ ANCHE PER DIFENDERLI MEGLIO DALL’ESTINZIONE

Secondo lo studio, la mappa è la chiave per comprendere i segreti della biologia degli squali bianchi e per trovare mezzi più efficaci per difenderli dalla minaccia di estinzione. I ricercatori hanno notato che il Dna dello squalo bianco è piuttosto stabile, grazie a geni che garantiscono un efficiente sistema di riparazione dei danni accumulati dal Dna. Gli autori hanno, inoltre, confrontato la mappa dello squalo con quella di altri vertebrati, compreso l’uomo. Le analisi indicano che il Dna del predatore è più grande di quello umano di una volta e mezza.

LO SQUALO BIANCO, GRAZIE AL DNA, RIDUCE IL RISCHIO-CANCRO

“Il Dna dello squalo bianco contiene un numero sorprendentemente elevato di geni che regolano i meccanismi di autoriparazione, evitando l’accumulo di errori”, ha spiegato uno dei coordinatori dello studio, Mahmood Shivji, dell’Università Sudorientale Nova. “Questo aspetto – ha concluso – riduce il rischio di cancro, e potrebbe spiegare perché lo squalo bianco è uno dei predatori più longevi, essendo presente sulla Terra da circa 500 milioni di anni”. (Ansa)