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Più benessere animale per orate, branzini e trote allevati

AGGIORNAMENTO DEL 31 OTTOBRE 2018 IN CODA – PAM PANORAMA

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AGGIORNAMENTO DEL 22 OTTBRE 2018 IN CODA – LIDL

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AGGIORNAMENTO IN CODA – ESSELUNGA E IL BENESSERE ANIMALE

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AGGIORNAMENTO IN CODA – COOP RISPONDE ALL’APPELLO DI ESSERE ANIMALI

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POST ORIGINALE

Il tema del benessere animale riferito ai pesci e al loro allevamento è relativamente nuovo. Solo di recente, infatti, e al passo con la diffusione dell’acquacoltura, questi animali hanno guadagnato un pieno status di “esseri senzienti” in grado di comunicare tra loro, ricordare esperienze, provare dolore, vivere una vita sociale complessa. Non altrettanta strada ha percorso il sistema di protezioni previsto dalla legislazione comunitaria. Ce ne siamo occupati su 24zampe in un post – piuttosto letto – intitolato “Gli animali dimenticati“. Oggi una nuova indagine di Essere Animali, realizzata nel 2017-18 negli allevamenti intensivi in centro e nord Italia e diffusa con un video in esclusiva su The Guardian, riguarda aziende che producono le specie più richieste, orate, trote e branzini, che poi finiscono sui banchi delle pescherie nei supermercati della Grande Distribuzione Organizzata. “Come testimoniato anche da un team di esperti che abbiamo contattato, l’acquacoltura italiana ha diverse problematiche di benessere animale, confermate anche dalla Commissione Europea e dall’Organizzazione Mondiale per la Sanità Animale. Il video mostra pesci allevati in gabbie sovraffollate e lasciati agonizzare anche per un’ora, manipolati e legati come se fossero oggetti”, spiega l’organizzazione. Le immagini documentano anche “come viene stimolata la riproduzione dei pesci, in particolare per le trote che, una volta sedate, vengono letteralmente spremute per far fuoriuscire le uova” e altre pratiche – come l’etichettatura da vivi – che il Guardian definisce “horrific”, orribili. Contemporaneamente alla diffusione del video (visibile sotto), Essere Animali con la campagna “Anche i pesci” chiede ai supermercati Coop, Conad, Esselunga, Lidl e Pam Panorama di adottare policy che vincolino maggiormente i fornitori. (nella foto sopra la legatura delle branchie “richiesta da alcuni commercianti come garanzia della freschezza del pesce”)

– L’articolo del Guardian

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AGGIORNAMENTO – COOP RISPONDE ALL’APPELLO DI ESSERE ANIMALI

Ricevo e pubblico. Saluti, gm

Coop risponde all’appello lanciato da Essere Animali sulla campagna “Anche i pesci”. Coop ovviamente prende le distanze da quanto è rappresentato nel video pubblicato dal “Sole24Ore” e coglie anche l’occasione per ribadire il suo impegno concreto sul tema benessere animale. La campagna “Alleviamo la salute” avviata da Coop un anno e mezzo fa ha infatti recentemente coinvolto anche le specie ittiche. La campagna è volta a migliorare le condizioni di vita degli animali allevati e a diminuire fino a azzerare l’uso di antibiotici negli allevamenti. Il pesce fresco a marchio Coop non fa differenza. In questa fase sono coinvolti nella campagna che è molto impegnativa e va avanti per step progressivi 11 fornitori, 11 stabilimenti di lavorazione, 135 impianti di acquacoltura e 20 mangimifici. Si tratta di un primo plotone di fornitori che hanno aderito alla campagna e si sono adattati agli ulteriori requisiti richiesti da Coop. Stiamo parlando di impianti di grandi dimensioni prevalentemente in Italia e a minore densità dove i pesci hanno più spazio per nuotare e sviluppare la muscolatura. In particolare i pesci d’acqua salata vivono in spazi delimitati in mare aperto ad esclusione dei rombi allevati in vasche a terra. Tra gli altri requisiti richiesti (e controllati) da Coop l’impegno a verificare la qualità delle acque, l’alimentazione no ogm, senza coloranti artificiali, senza ingredienti da animali terrestri e il divieto di utilizzo di anabolizzanti, ormoni naturali e di sintesi, i trattamenti veterinari ridotti al minimo indispensabile e il non uso di antibiotici negli ultimi sei mesi di vita. Gli allevamenti Coop sono peraltro  tutti certificati ASC, Global Gap o Friend of the SEA, i più importanti standard riconosciuti a livello internazionale per il rispetto delle condizioni in allevamento.

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AGGIORNAMENTO – ESSELUNGA E IL BENESSERE ANIMALE

Richiesto da 24zampe un commento a Esselunga, in risposta è arrivato un link alla pagina del sito che tratta del benessere animale che non sembra essere aggiornato alla petizione di Essere Animali ma dimostra comunque una certa attenzione all’argomento. In sintesi, Esselunga già dalla fine degli anni ’90 rispetta il benessere animale e alcuni valori di sostenibilità per i prodotti ittici, per pesci d’acqua dolce – trote iridee e salmerini di fonte – e di mare: branzini (spigole), orate, rombi chiodati, storioni bianchi, tonni pinna gialla (la pesca al tonno rosso è sospesa da dieci anni), gamberetti boreali surgelati, sgombri, salmoni e acciughe. Scrive di essere molto rigorosa nei controlli sulle specie, affidati a laboratori universitari per i test del dna, e di seguire programmi di tutela internazionali e indipendenti.

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AGGIORNAMENTO DEL 22 OTTOBRE 2018 – RISPONDE LIDL

Ricevo da Lidl e pubblico: “Il tema sollevato dall’associazione Essere Animali è molto rilevante per la nostra azienda, infatti, già nel 2017, abbiamo provveduto a pubblicare un documento di posizione per l’acquisto sostenibile di pesce, crostacei e relativi sottoprodotti. Con questo documento Lidl Italia si è impegnata a promuovere una pesca più sostenibile al fine di salvaguardare le specie ittiche e gli ecosistemi marini. La nostra politica di acquisto include non solo il pescato selvatico ma anche i prodotti da acquacoltura e viene garantita attraverso una stretta collaborazione con i fornitori e la certificazione dei prodotti ittici. Il nostro obiettivo è quello di offrire entro la fine del 2020 un assortimento di articoli in gran parte certificato. Nello specifico, per quanto riguarda i prodotti da acquacoltura, ci avvaliamo delle certificazioni ASC e Friend of The Sea. La nostra politica di acquisto punta a garantire standard adeguati per il benessere degli animali allevati in acquacoltura e ad escludere dalla vendita qualsiasi specie ittica geneticamente modificata, promuovendo allo stesso tempo un uso responsabile di medicinali e sostanze chimiche e una corretta gestione dei rifiuti nell’acquacoltura nonché il rispetto delle esigenze delle specie ittiche allevate”. Chi desidera maggiori informazioni può scaricare il documento completo sul sito https://www.lidl.it/it/Pesce.htm

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AGGIORNAMENTO DEL 31 OTTOBRE 2018 – RISPONDE PAM PANORAMA

Ricevo da Pam Panorama (Direzione Acquisti Freschi) e pubblico: “Noi di Pam Panorama prestiamo sempre la massima attenzione al benessere animale e applichiamo protocolli a tutte le nostre filiere. In particolare, il reparto pescheria è uno dei nostri fiori all’occhiello e siamo particolarmente impegnati nel garantire ai nostri clienti un prodotto di qualità, fresco, buono ma soprattutto controllato. Privilegiamo prodotti pescati, secondo le normative nazionali, nel Mar Adriatico e distribuiti nei nostri punti vendita entro 24 ore dalla pesca; quando invece ci affidiamo a fornitori di pesci da allevamento, ci assicuriamo che il loro lavoro rispetti tutti i criteri richiesti dalla normativa italiana in termini di qualità e di benessere animale, dalla nascita all’abbattimento. Un esempio di coerenza in tal senso sono i nostri fornitori di orate, branzini e trote (questi ultimi certificati ASC e Global Gap) che lavorano da decenni nel settore e che sono accomunati da un’attività imprenditoriale basata su forti principi etici: dalla sostenibilità ambientale, a quella energetica fino, appunto, al benessere animale”.

  • Guido Minciotti |

    Non ho mai sentito parlare del pesce surgelato a marchio ma cercherò di informarmi. Grazie di leggere 24zampe saluti gm

  • teresa |

    ma si parla del pesce venduto in questi supermercati sui banchi o anche del pesce col loro marchio venduto surgelato?
    grazie

  • Dario |

    Per evitare simili e indicibili sofferenze basta diventare vegetariani o vegani. Ci si guadagna in leggerezza e bontà . Grazie guido

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