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Cocullo (Aq), il sindaco vieta il cibo ai gatti in strada

AGGIORNAMENTO DEL 25 SETTEMBRE 2018 IN CODA – DISTENSIONE TRA SINDACO E ANIMALISTI?

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POST ORIGINALE DEL 18 SETTEMBRE 2018

Troppi randagi e degrado, il sindaco vieta di cibare i gatti in strada. Accade a Cocullo, centro abruzzese dell’aquilano, dove i resti dei pasti regalati ai micetti una volta digeriti “danno luogo a seri problemi di carattere igienico-sanitario”. E così il sindaco Sandro Chiocchio ha deciso l’ordinanza come soluzione estrema, perché “nonostante antiestetiche e anacronistiche lettiere, il problema non solo resta irrisolto, ma si è addirittura aggravato. E sono in aumento le proteste e lamentele di cittadini, letteralmente nauseati dal cattivo odore diffuso dai bisogni sparsi ovunque dai felini”. “Il sindaco di Cocullo deve annullare immediatamente l’ordinanza, che è illegale – ha detto Animalisti italiani onlus -: le colonie feline sono tutelate dalla legge 281 del 1991. Se non lo fa daremo mandato ai nostri legali di procedere ai sensi di legge contro la sua persona denunciandolo alle autorità competenti per maltrattamento di animali”. Inoltre, per gli animalisti, “imporre il digiuno è illegittimo se non crudele, è quanto viene stabilito da sentenze pronunciate dal Tar Lazio e dal Tar Puglia. I comuni non possono vietare la somministrazione di alimenti a cani e gatti randagi con contenitori sulle aree pubbliche”. Chiocchio si difende e replica alle accuse: “L’ordinanza non è né contro i gatti, né contro i cittadini che danno loro cibo. Le strade oggetto di ordinanza sono quelle in cui non è presente alcuna area verde dove i gatti possano espletare i propri bisogni fisiologici e, essendo continuamente ingozzati di cibo fino allo stare male, producono escrementi che rendono impraticabili le stesse strade, minando la salute pubblica: sfido chiunque a far giocare un bambino su strade così mal ridotte”. Inoltre, per il sindaco, il borgo è molto piccolo e circondato dal verde e i gatti possono “essere nutriti anche a poche decine di metri di distanza dalle strade principali”.

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AGGIORNAMENTO DEL 25 SETTEMBRE 2018 – DISTENSIONE TRA SINDACO E ANIMALISTI?

Segnali di distensione tra il sindaco di Cocullo (L’Aquila), Sandro Chiocchio, e associazioni e movimenti animalisti, dopo le proteste e le polemiche seguite all’ordinanza del 17 settembre scorso, con cui si vieta ai residenti di dare da mangiare ai gatti randagi in centro storico, pena una multa da 25 a 250 euro. In un clima di dialogo, il sindaco ha pensato a un incontro pubblico per discutere del fenomeno del randagismo dei gatti. L’incontro si svolgerà sabato prossimo, 29 settembre alle 15.30, nell’aula consiliare del Comune. L’iniziativa del primo cittadino arriva dopo i contatti con i rappresentanti delle associazioni e movimenti animalisti locali e nazionali. “E’ stata apprezzata la mia piena disponibilità al dialogo – sottolinea Chiocchio -. Da questi contatti è emersa la volontà di affrontare la tematica del randagismo in un confronto sereno, onesto e costruttivo per giungere alla soluzione del problema”. Sin da subito il sindaco aveva precisato che l’ordinanza non è stata emessa contro la presenza dei gatti in paese, ma “per tutelare l’igiene del paese stesso, disseminato di escrementi lungo vie e piazze del centro storico”. All’incontro parteciperanno i rappresentanti dell’Ente nazionale protezione animali (Enpa), Associazione Animalisti Italiani Onlus, Movimento Animalista e Lega Nazionale per la Difesa del Cane. “Spero che questo incontro possa rappresentare un momento di confronto positivo, tale da poter veicolare un messaggio di sensibilizzazione che abbia il suo inizio proprio da Cocullo, simbolo da sempre dell’unione tra l’uomo e il mondo animale, e auspico una sentita partecipazione”, conclude il sindaco. (Ansa)

  • Luana Pigozzo |

    Che il sindaco capisca che deve imparare a sterilizzare gli animali

  • Paola Fabretti |

    Il sindaco deve revocare immediatamente il divieto di sfamare i gatti in strada perché questo non è civiltà

  • Silvia |

    In Abruzzo parlare di sterilizzazione è un tabù, secondi i cittadini sarebbe una cosa contro natura, però buttare centinaia di animali per strada, non curare i propri animali, i sindaci non pensano minimamente a sterilizzare gli animali e combattere il randagismo, e poi la soluzione sarebbe farli fare la fame??? Ah Sindaco smettila che non si può leggere queste cose! Poveri animali

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