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In Italia troppi laureati, 20mila i veterinari precari: “Si guadagna meno di 15mila euro l’anno”

Oggi in Italia ci sono 33mila veterinari, contro i 18mila della Francia. Questo perché l’Italia ha 13 facoltà di veterinaria contro le 4 francesi. Un rapporto fra domanda e offerta “sbilanciato, che produce come prima conseguenza un esercito di liberi professionisti per necessità, almeno 20mila, precari, senza nessuna tutela né stabilità, con un reddito professionale medio che è fra i più bassi in Italia, sotto i 15mila euro all’anno”. A denunciarlo è il Sindacato Veterinari liberi professionisti (Sivelp). “Un sistema già esploso – commenta Angelo Troi, segretario nazionale del Sivelp – che da un lato ha portato a condizioni insostenibili per i liberi professionisti, non solo per i più giovani, e dall’altro pesa sulle tasche di tutti i cittadini. Il mercato della medicina veterinaria italiana non riesce ad assorbire tutti i professionisti che annualmente escono dalle università, circa 1.100, e che si trasformano quindi sempre più spesso in precari sottopagati, oppure emigrano in altri Paesi affidandosi alla sorte”. In questi anni, inoltre, “sono nate in molte università italiane corsi di laurea triennali che non consentono l’iscrizione all’albo e a cui non corrisponde una richiesta specifica concreta nel mondo del lavoro. Un accorpamento delle facoltà di veterinaria potrebbe essere un intervento opportuno – conclude – per riordinare un settore che produce alti costi per la collettività e continua a immettere sul mercato disoccupati e precari”. (Ansa)

  • renato fabrocile |

    Buongiorno, la razionalizzazione del sistema universitario è un tabù sia perchè impatta sulla docenza, corporazione costituzionalmente blindata, sia perchè comporterebbe una revisione del comparto PA (riduzione posti). io insisto sulla promozione di un serio dibattito sul valore legale del titolo universitario. Il resto segue.

  • Valentina |

    Buongiorno io avrei una domanda le scuole di specializzazione della facoltà di veterinaria sono retribuiti? Il medico veterinario viene rimborsato come accade per i laureati in medicina oppure deve pagare le tasse di iscrizione ?
    Grazie
    Cordiali saluti

  • Tina |

    Stesso problema per i laureati in Biologia, facoltà sorte come funghi in tutta Italia senza minimamente tener conto delle reali richieste del mondo del lavoro, tantissimi ripiegano su Biologia perche’ non riescono ad entrare nelle facolta’ a numero chiuso, scuola di specializzazione non retribuita, risultato zero lavoro nemmeno sottopagato!

  • Guido Minciotti |

    Un’amica di 24zampe, la veterinaria PhD Elena Nalon di Eurogroup for animals (lobbying animalista a Bruxelles), mi segnala questo articolo di pochi mesi fa (https://www.express.co.uk/news/politics/832784/Brexit-news-Britain-shortage-vets-leaves-EU-Lords-warn) in cui si spiega che con la Brexit ci potrebbe essere un’emergenza veterinari in Uk: più del 90% dei medici veterinari che opera nel Regno Unito proviene, infatti, da un altro paese membro dell’Europa a 27. Buone feste a tutti, saluti gm

  • Guido Minciotti |

    Ringrazio Angelo Troi, segretario nazionale del Sivelp, di seguire i commenti al post, che è uno dei più letti su 24zampe: 4mila lettori solo oggi. Buone feste a tutti, saluti gm

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