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Angelo rivive in tv: una docu-fiction per le scuole ripercorre la storia del cane di Sangineto

La parola chiave è “empatia”. Quella che mancava ai quattro giovani che hanno ucciso il cane Angelo a Sangineto nel giugno 2016, quella che va insegnata ai nostri ragazzi per evitare che altri Angeli subiscano la stessa sorte. “#Angeli-Storia di ordinaria ingiustizia” è una docu-fiction realizzata per portare nelle scuole la storia di Angelo e di tutti gli animali vittime di violenza brutale da parte dell’uomo. Prodotta a budget zero dagli studenti di regia 20enni dell’Accademia di belle arti europea dei media Acme di Milano all’interno del progetto di comunicazione sociale Allegra, Yes I am, “mette in evidenza come la mancanza di empatia sia alla base di altre piaghe sociali, informa su come e a chi denunciare tali violenze, approfondisce la legislazione sui diritti degli animali e racconta la reazione del web dopo la diffusione del video sulla morte di Angelo”, spiega una nota. Nel filmato si alternano scene che riportano i fatti di Sangineto, senza mai mostrare atti di crudeltà, a testimonianze d’eccezione. Parlano Francesca Console, autrice della pagina Facebook “L’urlo di Angelo”, Edgar Meyer, presidente dell’associazione Gaia Animali&Ambiente, la psicoterapeuta d’infanzia e adolescenza e Direttore scientifico della ludobiblioteca dell’ospedale pediatrico Meyer-Firenze Manuela Trinci e Rossella Nigro, avvocato di Gaia Lex Cosenza, parte civile al processo a Paola (Cs) che ha visto condannati i quattro giovani al massimo della pena. Alla fine dei quindici minuti, una semplice indicazione su come educare i più piccoli: “Insegnare a non schiacciare un ragno o una formica, per permettere loro di distinguere fin da subito il bene dal male”. La parte di fiction, che ricostruisce l’uccisione di Angelo (interpretato da Artù, un beagle), accenna in modo delicato ma profondo al momento della violenza. “La docu-fiction è a disposizione di tutte le associazioni che la vogliono rendere propria, per aiutare a trasmettere ai ragazzi il messaggio che non esistono violenze di serie A e di serie B”, annunciano gli autori, tra cui compaiono figure da sempre in prima linea nella tutela degli animali. Una carta in più “per ottenere un patrocinio dal Ministero dell’Istruzione e rendere più semplice l’accesso di questo argomento all’interno delle scuole”, si augurano i produttori. (nella foto sopra, il cane Angelo affiancato alla locandina della docu-fiction, sotto il video youtube integrale).

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