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Indagine Pets at Work: 3 lavoratori italiani su 4 porterebbero il proprio cane in ufficio

In Europa, solo un lavoratore dipendente su dieci attualmente lavora in un ufficio “pet-friendly” ma sette lavoratori su dieci (68%) che possiedono un cane porterebbero volentieri il proprio amico peloso al lavoro con sè, se questo fosse possibile. E’ uno dei risultati della ricerca Pets at Work Survey 2017, condotta in tutta l’Ue da Purina. Dalle interviste su più di 3.200 lavoratori emerge che poter portare il proprio cane in ufficio interessa più che avere uno sconto sulla retta del nido (13%), un’auto aziendale (28%) o il pasto gratuito (33%), classificandosi subito dietro a orari e organizzazione flessibili, pensione aziendale e assicurazione sanitaria. In Italia, portare il cane in ufficio è considerato il terzo benefit più importante per i lavoratori con pets: qui da noi sale al 76% la percentuale di dipendenti che vorrebbero vedere il proprio cane accucciato sotto la scrivania o fare i grattini al proprio gatto mentre schiaccia un pisolino tra monitor e tastiera. Questo soprattutto perchè il proprietario di un pet è assalito dal senso di colpa quando lo lascia da solo a casa (succede al 51% di loro) ma anche perchè un luogo di lavoro pet-friendly è associato a maggior divertimento e soddisfazione e minor stress: lo pensa il 40% dei lavoratori. “Questa nuova ricerca evidenzia quanto le persone siano sempre più interessate a iniziative di welfare aziendale e un ambiente lavorativo pet-friendly occupa senza dubbio un posto rilevante nelle esigenze delle persone”, spiega Marco Travaglia, dg di Purina, che ha creato la “Pets at Work Alliance” per condividere con altre aziende l’esperienza acquisita. Maggiori informazione per organizzazioni e imprese interessate qui.

  • Di pets in ufficio abbiamo già scritto qui su 24zampe.
  • Qui abbiamo raccontato di una società quotata al Nasdaq che “vuole” l’ufficio pet-friendly.