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Tragedia a Brescia: bimba di un anno uccisa dai due pitbull di casa, era sola con il nonno

AGGIORNAMENTO DEL 28 SETTEMBRE 2017 – INDAGATI DALLA PROCURA DI BRESCIA I GENITORI E UN VETERINARIO

La Procura di Brescia ha iscritto nel registro degli indagati, con l’accusa di omicidio colposo, i genitori della bambina di 13 mesi azzannata a morte dai suoi due cani pitbull lo scorso 17 settembre mentre giocava nel giardino di casa a Flero, nel Bresciano. Già il nonno paterno, unico presente in casa al momento della tragedia, era stato indagato per mancata sorveglianza della nipotina. I genitori sono i proprietari dei due cani e avrebbero dovuto valutare la convivenza tra gli animali e la figlia. Indagato invece per omissione di atti d’ufficio un veterinario del paese bresciano che qualche settimana prima non aveva denunciato all’Ats il ferimento di un cane nel parco di Flero da parte degli stessi due pitbull.

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AGGIORNAMENTI DEL 18 SETTEMBRE 2017 IN CODA

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FORSE LA PICCOLA AGGREDITA PER ESSERSI AVVICINATA ALLA CIOTOLA

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INDAGATO IL NONNO DELLA BIMBA: OMESSA CUSTODIA

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IL SINDACO: MAI DENUNCE RIGUARDO AI PITBULL

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CODACONS: TRAGEDIA ANNUNCIATA

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POST ORIGINALE

Era sola in casa con il nonno, è uscita nel piccolo giardino lastricato per giocare con i suoi due cani quando gli animali l’hanno aggredita, uccidendola. Così a Flero, in provincia di Brescia, è morta in serata una bambina di poco più di un anno, Victoria. Sbranata da due pitbull che non le hanno lasciato scampo. Inutile il tentativo del nonno, anche lui ferito dai morsi, di difendere la bambina che è morta per le ferite alla testa. La mamma della piccola, bresciana di 22 anni, non era in casa, mentre il padre, di origini albanesi, lavora all’estero, in Germania dove si è trasferito dopo aver perso il lavoro in Italia. Quando i carabinieri sono arrivati nella villetta a schiera in via XX settembre, zona residenziale del paese, hanno dovuto abbattere i due pitbull che impedivano ai militari l’ingresso in casa. Poi è arrivata anche la madre della bambina che ha  urlato tanto da attirare l’attenzione dei vicini di casa, già richiamati dalle sirene delle ambulanze arrivate per soccorrere nonno e nipotina. Il nonno materno è stato ricoverato in ospedale, ma non è in pericolo di vita. Sotto choc la madre, pure lei ricoverata in ospedale. “Solo il papà della bambina sapeva gestire quei due cani” raccontano alcuni vicini di casa. I pitbull della famiglia della bambina avrebbero già in passato aggredito altri cani in paese. Non è chiaro che cosa abbia fatto scattare il raptus degli animali. La Procura di Brescia ha aperto un’inchiesta per omicidio con il sostituto procuratore Roberta Panico che sta vagliando la posizione del nonno della bambina per omessa custodia della minore.
(Ansa, nella foto sotto la villetta di Flero, Brescia, dove è avvenuta la tragedia)

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AGGIORNAMENTI DEL 18 SETTEMBRE 2017

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FORSE LA PICCOLA AGGREDITA PER ESSERSI AVVICINATA ALLA CIOTOLA

Nel paese scosso dal dramma in tanti sono convinti: “Quella della piccola Victoria è una tragedia annunciata”. Lo ripetono i residenti di Flero, nel Bresciano, che hanno incrociato negli ultimi tempi i due cani pitbull che ieri sera hanno azzannato a morte Victoria, bambina di 13 mesi che stava giocando nel giardino di casa, dopo essere sfuggita al controllo del nonno paterno che era in casa con lei. Una distrazione fatale perché in un attimo la bambina, che forse si è diretta verso la ciotola dei due cani, è stata aggredita e sbranata. “Non c’è punto del corpicino che non sia stato morso” è la tesi di chi ha prestato i primi soccorsi, risultati inutili. Ferito anche il nonno, 63 anni di origini albanesi, ricoverato in ospedale a Brescia per i morsi a gambe e braccia e ora iscritto nel registro degli indagati dal sostituto procuratore Roberta Panico che indaga per omicidio colposo per omessa custodia. Al nonno viene contestato il fatto di non aver prestato attenzione alla minore che le era stata affidata dalla nuora, uscita in paese. Nessuna contestazione invece nei confronti dei genitori della bambina, proprietari dei due pitbull che sono stati abbattuti ieri sera dai Carabinieri al momento dell’intervento nella villetta a schiera del paese bresciano. Gli animali risultavano microchippati e in regola con le vaccinazioni. A Flero c’è chi racconta che i due cani avessero già aggredito altri animali all’interno del parco del paese e sarebbero almeno due i casi in cui gli animali sono scappati dal giardinetto di casa. Ma il sindaco di Flero, Pietro Alberti, nega siano mai giunte denunce a riguardo. Sotto choc la madre della bambina, 22 anni bresciana, raggiunta nella notte dal marito di origini albanesi che era in Germania per lavoro. Si sono chiusi nel silenzio della loro abitazione dove ancora sono evidenti i segni della tragedia. I genitori aspettano ora il nullaosta della Procura per la sepoltura della loro bambina.

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INDAGATO IL NONNO DELLA BIMBA: OMESSA CUSTODIA

La Procura di Brescia ha iscritto nel registro degli indagati il nonno paterno della bambina di 13 mesi morta ieri sera a Flero, in provincia di Brescia, azzannata dai due pitbull della famiglia. L’uomo, 63 anni di origini albanese, è ricoverato in ospedale per le ferite riportate nel tentativo di salvare la nipotina. L’inchiesta è aperta per omicidio colposo per omessa custodia della minore. Nessuna  ipotesi di reato nei confronti dei genitori della bambina, proprietari dei cani abbattuti dai carabinieri. (Ansa)

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IL SINDACO: MAI DENUNCE RIGUARDO AI PITBULL

“Abbiamo sentito dire che i pitbull avrebbero aggredito altri cani, ma non abbiamo mai ricevuto denunce”. Così il sindaco di Flero, Pietro Alberti, commentando la vicenda della bambina uccisa a casa dai suoi due pitbull. “Forse se la gente avesse denunciato e non solo parlato, si poteva intervenire per valutare l’atteggiamento dei cani”.

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CODACONS: TRAGEDIA ANNUNCIATA

“Una tragedia annunciata”. Così il Codacons commenta la morte di una bambina di poco più di un anno sbranata ieri da due pitbull a Flero, in provincia di Brescia. “La questione dei cani aggressivi e potenzialmente pericolosi per la salute dell’ uomo deve essere affrontata una volta per tutte; da anni chiediamo di prendere provvedimenti ma le istituzioni rimangono immobili a guardare bambini sbranati da cani. Sono assolutamente indifferenti le dinamiche che hanno causato l’aggressione di Flero, perché è indubbio che esistano razze di cani potenzialmente pericolosi per l’uomo – afferma il Codacons – Indipendentemente dall’educazione che si dà al proprio animale, è universalmente riconosciuto che alcune specie, come i pitbull o i rottweiler, per le loro caratteristiche proprie (potenza, robustezza, dentatura) possono provocare ferite letali in caso di morsicatura. Per tale motivo – prosegue l’associazione – da anni chiediamo un patentino obbligatorio per chi possiede cani particolarmente potenti e potenzialmente pericolosi. Il morso di un volpino, infatti, non causa certo le stesse ferite del morso di un rottweiler o di un pitbull. L’ aver eliminato la lista delle 17 razze di cani a rischio introdotte dall’ex Ministro Sirchia ha di fatto cancellato qualsiasi obbligo per i loro proprietari”. (Ansa)