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Storie di cani. Terry, Sansone, Maya e gli altri: amici fedeli tra le fiamme, in casa o al mare

AGGIORNAMENTO DELLE 16 IN CODA – I LETTORI: “MANCA LA STORIA DI PALLA!!!”

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Tante le storie di cani fedeli premiate a San Rocco di Camogli, provincia di Genova, nell’ambito del premio internazionale Fedeltà del cane che si assegna ogni anno il 16 agosto, nel giorno del santo protettore dei cani. Oltre ai “primi inter pares” Bairo (ora scomparso) e i figli Gino e Gina, che hanno salvato il proprio padrone dall’ipotermia dopo un malore durante una passeggiata nel bosco a fine dicembre (dei quali abbiamo raccontato qui su 24zampe) e per questo sono saliti sul gradino più alto del podio, sono stati menzionati molti altri quattrozampe eroicamente leali con il proprio amico umano o con altre persone. (nella foto sopra, Gino e Gina mentre ricevono il primo premio, ieri. Le foto sono state scattate e gentilmente concesse da Consuelo Pallavicini, vicedirettore del sito Levante news).

TERRY

Una delle più originali è quella di Terry, un cucciolo salvato dalle macerie del terremoto di Norcia e diventato cane pompiere. Terry, diminutivo di ‘terremoto’, è stato trovato dal nucleo cinofilo dei Vigili del fuoco della regione Toscana in un ovile a Castelluccio di Norcia che era crollato nel sisma dello scorso ottobre. I vigili del fuoco hanno trovato la mamma morta ma il cucciolo ancora vivo fra le macerie. Terry è stato adottato e consegnato dai vigili del fuoco al caposquadra e educatore cinofilo di Livorno Luca Bacci che ne sta facendo un cane pompiere. Terry è già stato a Roma per le prove attitudinali superate brillantemente e sta facendo il suo tirocinio. Terry si unirà ai tanti cani addestrati per lavorare con le forze dell’ordine.

DEL E NIGHT

Cani addestrati come Del, labrador di 3 anni, fra i finalisti del premio Fedeltà del cane in rappresentanza di tutti i cani della guardia di Finanza e come Night, australian shepard di 6 anni, a Camogli in rappresentanza dei cani della polizia di stato, squadra Cinofili.

SANSONE

C’è poi Sansone, labrador americano di otto anni e mezzo, che ha assistito il padrone investito da un’auto a Opperano (Verona). Sansone, nome non scelto a caso visti i suoi cinquanta chili, ha risvegliato a suon di leccate sul viso Yari, travolto da un’auto durante la consueta passeggiata serale. Il cagnone ha fatto si che il suo padrone riprendesse i sensi e riuscisse, aggrappandosi a lui, a rientrare a casa. A lui l’Arena di Verona qualche giorno fa ha anche dedicato la foto in prima pagina.

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KIBA

Kiba, terranova di 6 anni, cane bagnino, fa parte dal 2014 di un’unità cinofila con suo padrone conduttore Simone. Erano in servizio con altre 6 unità dell’associazione ‘Dei dell’Acqua’ il 2 luglio scorso alla gara di triathlon a Recco (Genova) quando una delle nuotatrici si è trovata in difficoltà. E’ stata aiutata e recuperata da Kiba e il suo team.

KIRA

Poi ci sono i cani che hanno salvato i loro padroni avvertendoli di un incendio in corso in casa. E’ il caso di Kira, pastore tedesco di quasi due anni, che ha svegliato i suoi padroni a San Raffaele Cimena (Torino).

LAPO

Anche Lapo, uno shih tzu di 3 anni, è stato bravo: con i suoi guaiti a notte fonda ha salvato una famiglia di cinque persone a Feltre (Belluno).

LEON

Leon, un cane fantasia di circa quattro anni e di 30 kg, ha allertato la sua padroncina dell’incendio in atto, consentendole di chiamare i vigili del fuoco e lanciare l’allarme alle altre undici famiglie dello stabile.

KIMBO

E poi c’è Kimbo, meticcio di 3 anni e mezzo arrivato a Genova da Messina prima abbandonato e poi aggredito da un branco di cani randagi. Decisivo il suo incontro con una volontaria al Buoncanile di Genova. Sarà Chiara a lanciare Kimbo alla ricerca di due pastori australiani dispersi, Shawn e Artù, trovati grazie al fiuto eccezionale di Kimbo.

MAYA

E infine Maya, incrocio fra labrador e lagotto di tre anni che, ringhiando, ha messo in fuga i ladri che cercavano di forzare la serratura della sua casa. Maya purtroppo è scomparsa un mese fa. I padroni hanno portato una sua foto sul palco insieme all’ottima notizia che al suo posto sta già arrivando un nuovo labrador da un canile della Puglia.

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AGGIORNAMENTO DELLE 16 – I LETTORI: “MANCA LA STORIA DI PALLA!!!”

E’ stato un brusco risveglio. Sono stato accusato di scortesia, ignoranza, scarsa carineria, come si può leggere tra i commenti al post. Via mail a 24zampe@ilsole24ore.com un lettore sospetta un complotto (“qualche motivo sconosciuto, embargo, ordini ?”) per escludere Palla dai cani menzionati al Premio fedeltà del cane San Rocco di Camogli. La verità è che la fonte della notizia è un’agenzia Ansa di ieri pomeriggio, che non menzionava Palla, e che io Palla – colpevolmente – non l’avevo mai sentita nominare. Comunque, per tentare un impossibile rimedio in extremis, ecco in breve la storia di Palla. Grazie a tutti di leggere 24zampe, con tanta pazienza per le mie mancanze, gm.

ps. Ci sono senz’altro altre storie da raccontare, segnalatemele in poche righe e aggiornerò il post. gm

PALLA

A San Rocco di Camogli uno dei “Premi bontà” se lo aggiudica Monica Pais, fondatrice della Clinica Duemari di Oristano, che ha salvato il cane Palla e fondato la Onlus Effetto Palla, che ha l’obiettivo di aiutare in particolare gli animali feriti, randagi e in difficoltà. Palla è una giovane pitbull con il muso molto gonfio a causa del laccio di nylon stretto intorno al collo dentro al quale è cresciuta. Forse utilizzato come collare da piccola, diventando grande da randagia si è trasformato in un cappio quasi fatale. “Tutte le strutture normalmente contenute nel collo – spiega il sito Effetto Palla -, vertebre cervicali, trachea, esofago, arterie carotidi e vasi giugulari di un cane di venti kg, si erano trovate mano mano a svilupparsi dentro un cappio con 15 cm di diametro, risultandone schiacciate e compromesse”. In seguito la cagnetta è stata “operata e sottoposta ad accertamenti per verificare se le lesioni descritte dai primi esami potessero in qualche modo essere gestite dopo la rimozione del laccio e la chirurgia sulla cicatrice sul collo, eseguita per allentare la compressione sui tessuti sottostanti”. Ora sta bene e vive con la dottoressa Pais. Nelle due foto sotto, Palla prima e dopo le cure.

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  • annella |

    Grazie per averci raccontato la bellissima storia di Palla, fortunatamente con un lieto fine e grazie alle tante persone che l’hanno segnalata, queste notizie fanno ancora sperare nell’umanità, ancora grazie!!!

  • Guido Minciotti |

    La storia di Palla, inizialmente mancante, è già stata inserita. Mi spiace averla delusa: per questo la ringrazio doppiamente di leggere 24zampe, saluti dal pianeta Sole, gm

  • Liliana |

    Ma signor mio, lei ha tralasciato Palla. Su che pianeta vive? Sono delusa

  • Guido Minciotti |

    Ho dato un’occhiata al sito Effetto Palla, è senza dubbio una bella realtà. Lo dimostrano i tanti amici che mi scrivono, anche se qualcuno è più ruvido degli altri. Grazie di leggere 24zampe, saluti gm

  • Fosca |

    Mi spiace che qualcuno l’abbia aggredita per l’omissione di Palla.
    Spero che vorrà scoprire che lavoro encomiabile e diverso dal solito fanno lì ad Oristano.
    Non solo è una clinica che Cura gli animali di nessuno (anche quando arrivano maciullati) ma se ne prendono cura fino a che non trovano casa.
    Non sono però volontari in senso spontaneistico: sono clinici veterinari. E non dedicano semplicemente una parte del budget della clinica ai randagi (quello poco o tanto lo fanno tutti), hanno creato una onlus che non lascia indietro nessuno. Anzi sono riusciti a finanziare progetti anche per rifugi in giro per l’Italia.
    Io sono andata a visitarli quando ero in vacanza in Sardegna e mi sono resa conto che hanno un modo di fare rete di aiuto davvero diversa.
    Per dirla con un linguaggio di internet, direi che non sono degli animalari. Anzi.

    Poi non è detto che chi tifa per loro abbia la stessa capacità di stare coi piedi per terra e mi spiace che l’inizio sia stato quello. Però dia un’occhiata alle pagine di effetto palla e della clinica duemari (ci sono varie pagine, trovi quella dedicata ai rottami) e credo capirà come hanno fatto a sensibilizzare tanta gente e dunque a salvare tanti animali.

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