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People hold up signs protesting against the bull runs, a few days before the famous San Fermin festival, in Pamplona, northern Spain, Saturday, July 1, 2017. The festival will begin on July 6 with the ''txupinazo'' opening ceremony, with people participating in bull runs, music and dance, through the old city. (AP Photo/Alvaro Barrientos)

Pamplona, animalisti in piazza contro le corride e le corse con i tori: la “fiesta” sta finendo?

“Non lasciarmi solo”, “Corrida è crudeltà”, “Nè tori in piazza nè vacche nel piatto”. Gli animalisti oggi pomeriggio hanno marciato pacificamente nel centro di Pamplona, in Spagna, cantando, ballando e innalzando cartelli e striscioni che inneggiano ai tori e condannano le corride. Nella cittadina navarra il 6 luglio inizia il Festival di San Firmino, reso celebre da Ernest Hemingway. Se i sondaggi indicano che l’amore per la tauromachia, tradizione secolare considerata parte del dna culturale del paese, è in calo in Spagna (il 58% è pronto a rinunciarvi), “los toros” rimangono molto popolari nell’estate spagnola. Quasi in ogni paesino encierros, le corse con i tori, e corride attirano centinaia di migliaia di spettatori, molti dei quali stranieri. Con un impatto economico non trascurabile, soprattutto in tempo di crisi: per l’Università di Extremadura il settore pesa 1,6 miliardi di euro, circa lo 0,6% del Pil, e 200mila posti di lavoro. Il governo del premier conservatore Mariano Rajoy nel 2012 ha blindato la “fiesta” dichiarandola bene culturale nazionale, quindi protetto da possibili spinte abolizioniste. Ma dalla vittoria nel 2015 delle giunte di Podemos, in diverse grandi città del paese come Madrid, Barcellona o Valencia il fronte antitaurino è ogni giorno più potente. La Catalogna e le Canarie sono ormai corrida-free, il comune di Madrid ha tagliato le sovvenzioni al settore, l’anno scorso il fronte del no è riuscito a ottenere la fine della millenaria messa a morte con una lancia del Toro de La Vega a Torredesillas. Nelle arene e nelle corse di tori le tensioni fra taurini e anti hanno raggiunto livelli allarmanti, in una spirale di insulti, ma anche scontri e aggressioni, e attacchi personali alle famiglie di toreri morti incornati nell’arena. La Campagna animalista 2017 si preannuncia incandescente. L’obiettivo è ora di arrivare all’abolizione in Spagna, cavalcando il calo di simpatia per la fiesta – i giovani all’84% sarebbero contro – e la debolezza del governo pro-corrida di Rajoy ora minoritario. Prima dell’avvio il 6 luglio degli encierros di Pamplona il fronte animalista ha già raccolto 150mila firme per vietare le sofferenze agli animali nei Sanfermines. Il primo obiettivo è ottenere che i tori dopo gli encierros non muoiano nelle corride di fine giornata. (nella foto Alvaro Barrientos/Ap, sopra, la manifestazione di oggi. Sotto, foto Reuters, la corsa con i tori per le vie di Pamplona nel 2016)

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  • Il bilancio del festival di San Firmino 2016 è stato di undici incornati e moltissimi feriti. Almeno sedici persone hanno perso la vita qui dal 1910 e l’ultimo decesso risale al 2009, un 27enne madrileno, infilzato al collo. Il 54% dei partecipanti agli encierros a San Fermin, ad ognuno dei quali partecipano circa 17mila persone, sono turisti stranieri. Ne abbiamo scritto qui un anno fa su 24zampe.
  • Alla festa del Toro de la Vega di Tordesillas, di tradizione medievale, l’anno scorso è stata vietata l’uccisione del toro. Ne abbiamo scritto qui su 24zampe.