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Cavallo e asino “sfruttati” alla Scala di Milano? Blitz animalista per la prima della Boheme

AGGIORNAMENTO DELLE 22.40

Una decina di animalisti con cartelli e striscioni ha inscenato una protesta davanti al Teatro della Scala di Milano dove stasera va in scena la Boheme nello storico allestimento di Franco Zeffirelli del 1964, che prevede in scena un cavallo e un asinello. “Non è arte ma sfruttamento”, “prigionieri a vita” e “gli animali vanno rispettati” sono alcuni degli slogan degli che gli animalisti hanno mostrato, mentre con il megafono hanno cercato di spiegare al pubblico (in buona parte straniero) le loro ragioni.

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POST ORIGINALE

Il movimento animalista Iene Vegane annuncia un blitz di una trentina di suoi attivisti, questa sera davanti al Teatro alla Scala di Milano, alla Prima de “La Bohème” di Puccini, contro quello che definisce “sfruttamento di animali in scena”. “Per la settimana dello spettacolo – dicono gli animalisti – e dopo intere settimane di prove, un asino e un cavallo saranno costretti a stare sul palco fermi come arredi per la durata della rappresentazione. Dovranno stare per il primo atto dietro il palco in paziente attesa e in mezzo a un caotico trambusto e dal secondo atto anche sul palcoscenico”. Si tratta davvero di sfruttamento? Della vicenda nei giorni scorsi si è occupato anche il Corriere della sera con Paola D’Amico. Nell’articolo si sottilineava che “i veterinari della Ats hanno dato l’autorizzazione dopo aver ispezionato animali e location” e che “l’ufficio Tutela animali del Comune si è adeguato”. Nonostante ciò, secondo la giornalista ci sarebbero “voci di dissenso che arrivano da chi condivide gli angusti spazi con i due quadrupedi dietro le quinte del teatro” e alcuni cantanti denunciavano una condizione di “troppo stress” per gli animali. “Ci sorprende – dichiara il Movimento in una nota – come organizzatori di uno spettacolo colto, importante come può essere un’opera in un teatro famoso in tutto il mondo, possano anche solo concepire l’idea di introdurre animali vivi in scena come fanno occasionalmente da anni fregandosene delle esigenze degli animali che non sono evidentemente una priorità per i veterinari che hanno avallato lo sfruttamento dei due equidi e nemmeno dell’ufficio Tutela animali di Milano; dimostrando di essere istituzioni con una visione antropocentrica e di essere proni alle richieste di un regista”. “L’animale rende reale il contesto narrativo ed è una presenza indispensabile, soprattutto nelle scenografie tradizionali”, racconta a Opera Magazine Elisabetta Fava, titolare di un centro ippico di Quinzano (Verona) fornitore dell’Arena. “In alcune opere, come Cavalleria rusticana e Nabucco, è proprio il libretto che prevede delle scene a cavallo, e ci sono parti musicali pensate ad hoc per i cavalli”. Contrari, invece, all’impiego degli animali in scena l’Oipa di Milano, che avrebbe chiesto di poter accedere con guardie zoologiche alla rappresentazione ma l’autorizzazione sarebbe stata negata, e l’Enpa. Il presidente milanese della Protezione animali, Ermanno Giudici, parla della questione in termini ragionevoli: “Anche se potrebbe essere difficile parlare di maltrattamento, non lo è davvero parlare di inciviltà: la Scala non è un posto per equini”. (nella foto sopra, tratta dal sito della Scala, il cavallo in scena per la Boheme)