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Giovedì 18 maggio torna in aula il processo per il cane Angelo, Bernini (M5S): “Giustizia”

Torna in aula giovedì il caso di Angelo, il cane randagio seviziato e ucciso a Sangineto, in provincia di Cosenza, il 24 giugno del 2016. Nella prima udienza di giovedi 27 aprile, in cui i quattro imputati hanno chiesto il rito abbreviato, il gup del Tribunale di Paola ha aggiornato il processo alle 9 del 18 maggio, giorno in cui deciderà le sue decisioni sulle questioni preliminari, compresa la costituzione di parte civile di tante associazioni animaliste, del comune di Sangineto e anche di privati cittadini. Ne abbiamo scritto qui su 24zampe.

I FATTI

Il 24 giugno del 2016 quattro giovani calabresi hanno seviziato ed ucciso a Sangineto (Cs) il cane Angelo, un randagio amico di tutti, e poi hanno postato il video su Facebook. Un fatto efferato, una tortura inferta senza una ragione precisa, forse per noia o per “divertimento”. Angelo è stato impiccato a un albero e ucciso con un colpo di pala. In seguito sono stati denunciati e uno di loro è stato anche licenziato perchè l’emersione del reato commesso aveva fatto “venire meno il vincolo fiduciario” con il datore di lavoro. Del caso avevamo scritto qui su 24zampe. “I miei assistiti -, ha detto Alessandro Gaeta, avvocato di due degli imputati – stanno vivendo con molta sofferenza la vicenda, si sono resi conto del gravissimo fatto avvenuto e la portata del gesto. Scelgono di accedere al rito abbreviato affinché il processo finisca il più veloce possibile e questo non per chiudere la vicenda che nelle loro vite non si chiuderà mai”.

L’INIZIATIVA DI PAOLO BERNINI (M5S)

Ci sarà anche Paolo Bernini, parlamentare e portavoce del M5S, a Paola giovedì prossimo. Ha scritto nei giorni scorsi (qui) di aver ricevuto su Facebook una sorta di “mandato” da 5061 cittadini che hanno firmato un appello in cui “esprimono indignazione per i maltrattamenti a danno degli animali e chiedono Tutela, Rispetto, Riconoscimento dei diritti degli Animali”. “Ovviamente sono lusingato – ha detto -, e ringrazio tutti per la fiducia manifestata nei miei confronti e preannuncio che il 18 maggio sarò nuovamente in aula, come rappresentante delle istituzioni ma anche come Presidente della neonata associazione animalista che ho fondato. Sarò accompagnato dai miei legali affinché nonostante la richiesta di rito abbreviato, la magistratura faccia il suo lavoro e ‘L’Urlo di Angelo’ abbia giustizia”.

LE ALTRE ASSOCIAZIONI

Hanno chiesto di costituirsi in giudizio al processo di giovedì a Paola (Cs) altre associazioni, tra cui Enpa, Animalisti italiani onlus, Aic-Adottami in Calabria, Leidaa-Lega Italiana per la difesa degli animali e dell’ambiente, Zampe che danno una mano, Ugda, Animal Amnest”, Una zampa per la vita, Battito Animale, Lndc-Lega Nazionale per la difesa del Can. Animalisti italiani organizza anche una trasferta in pullman da Roma, Napoli e Salerno alla volta del tribunale Paola, davanti al quale si svolgerà una manifestazione. Altre info qui.

LA PETIZIONE

C’è anche una petizione sul sito Change.org che chiede al procuratore della Repubblica, all’Enpa, alla Lega nazionale della difesa del cane e al sindaco di Sangineto Michele Guardia che “i responsabili vengano puniti in maniera esemplare come prevede la legge”: ha raggiunto oltre 222mila firme, si trova qui.

 

  • Graziella |

    Concordo pienamente.

  • Alessandra Ferrari |

    Maledetti vigliacchi, metteteli in galera a vita . Vorrei potergli far fare la stessa fine.

  • caterina |

    Ogni volta che leggo di Angelo sento il cuore che si strizza, spesso spero di dimenticare quel video.Ma non dimentico, non posso. Usare violenza sui deboli, su creature indifese è una vigliaccheria tale da meritare una pena esemplare, altro che stupidaggine. Ricordo al signor Fabio che questi ragazzi crescendo potrebbero essere pericolosi anche per la società, par altri uomini e che la mafia addestra i ragazzi a uccidere proprio utilizzando animali e abituandoli così a non provare alcuna empatia.

  • lunarcis |

    Auguro loro di essere giustiziati dalla Vita! La giustizia degli uomini non basta…

  • Giacomo |

    Paola Bonfadelli, non risolverà nulla per Angelo, che oramai ha lasciato questo mondo, ma sarà un segnale ed i segnali sono importanti: possiamo essere purtroppo certi che altri faranno gesti efferati prima o poi, ma comunque una severa pena, oltre alla condanna sociale, dovrebbe spostare almeno un po’ l’asse del senso comune verso la deplorazione di certi comportamenti, causandone la riduzione. Un tempo venivano venduti pubblicamente gli schiavi anche in Italia ed era considerato normale, mentre oggi credo sia ragionevole supporre che quasi tutti siano contrari alla schiavitù nel nostro paese.
    Fabio, sono in disaccordo in quanto credo che giustificare un crimine lo renda più accettabile, tra l’altro; è all’incirca il contrario di quello che ho scritto sopra per Paola Bonfadelli. Il fatto che io abbia fatto un errore in passato non può sminuire l’errore di qualcun altro, perché secondo questa logica, portata all’estremo, ogni crimine sarebbe scusabile in quanto ci sarà sempre qualcuno ad aver fatto qualcosa di sbagliato da prendere a paragone.
    Anche io spero che la pena sia estremamente severa e credo poco nel pentimento di quei quattro; spero che la pena sia la più severa possibile perché deve segnali e deve impressionare anche chiunque li conosca e chiunque sia a conoscenza della vicenda, per porre il più forte freno possibile a crudeltà di questo genere.

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