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Arezzo, lupi vicino all’agriturismo, appello alla prefettura: “Abbiamo paura”

Lupi si avvicinano ad una struttura agrituristica del Valdarno, creano preoccupazione tra i clienti e l’amministratore scrive alla Prefettura di Arezzo. L’appello arriva da Terranuova Bracciolini. “Vorremmo attirare la vostra attenzione sulla preoccupante presenza di lupi, alcuni di grossa taglia, nei dintorni della struttura. Tale presenza è stata notata, oltre che dai dipendenti, dai clienti con bambini che hanno soggiornato nei giorni scorsi presso l’agriturismo. Passi per cinghiali e caprioli che arrecano danno alle colture ma la presenza di lupi non si può rimanere indifferenti specie in questo periodo che è forte la presenza di clienti con bambini”, è scritto nella lettera. “L’allarme conferma le nostre preoccupazioni su un numero sempre più elevato di lupi in Toscana – dice un rappresentante locale di Confagricoltura -, non è opportuno lasciar cadere nel vuoto la preoccupazione in termini di sicurezza di chi abita nelle zone dove gli avvistamenti crescono ogni giorno. L’amministratore della struttura agrituristica, azienda specializzata in bioagricoltura, chiede alla Prefettura di attivare chi di competenza per garantire la sicurezza “dei clienti che soggiornano e passeggiano nei dintorni e dei dipendenti che fino a sera lavorano nei campi correndo il rischio di essere aggrediti”. Nella zona si sono verificati in passato numerose aggressioni a greggi di ovini da parte di lupi, ne abbiamo scritto qui su 24zampe quando una mucca e un vitellino sono stati sbranati e anche qui, quando fu catturato in provincia di Arezzo una femmina alfa di ibrido lupo-cane. Spesso sono proprio gli ibridi ad avvicinarsi con meno timore alle aree frequentate dall’uomo, essendo geneticamente più propensi al contatto con gli esseri umani.

  • Marcello |

    Gli ibridi, una volta nati in branco, si comportano ESATTAMENTE come un lupo “puro”. La presenza di varianti geniche canine NON INFLUISCE minimamente sul loro comportamento, proprio perché è il branco ad insegnare loro come comportarsi nelle varie casistiche. Un ibrido differisce dal lupo vero e proprio solamente a livello fisico (estetico), presentando spesso, ad esempio, colorazioni del manto differenti (talvolta anche molto) rispetto a Canis lupus italicus, ma NON a livello comportamentale. Detto ciò, l’ibridazione rimane comunque una piaga da combattere, poiché l’aumentare di quest’ultima non farebbe altro che erodere il patrimonio genetico del lupo italiano (selezionato naturalmente in decine di migliaia di anni) andando ad introdurre varianti geniche che poco hanno a che fare con il lupo selvatico vero e proprio,.

  • Gabriella |

    Come giustamente osservato, sono gli ibridi ad avvicinarsi di più, forse proprio perché meticciati con il cane…. tipo sterilizzare le canine? Recintare gli animali? Non cacciare le prede dei lupi (cinghiali e caprioli appunto)?

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