Indica un intervallo di date:
  • Dal Al
uttar

India, ritrovata nella foresta una “cucciola d’uomo” di 8 anni: viveva con le scimmie

AGGIORNAMENTO DEL 9 APRILE 2017

Sarebbe una disabile abbandonata la bimba-Mowgli trovata in India e che in un primo tempo si credeva fosse stata allevata da un branco di scimmie. I contorni della vicenda non sono ancora chiari ma gli esperti affermano comunque che “gli animali adottano cuccioli di altre specie”.

+++

POST ORIGINALE DEL 7 APRILE 2017

Ritrovata in India una bimba di otto anni allevata da un branco di scimmie, che la proteggevano e la nutrivano. Una scoperta che risale a due mesi fa, tenuta nascosta solo per impedire l’inevitabile assalto dei media che avrebbe potuto compromettere il recupero psicologico e fisico della bimba. Ora la storia è venuta alla luce: l’ispettore di polizia in pattugliamento nella Riserva naturale di Katarniaghat, nell’Uttar Pradesh, non ha creduto ai propri occhi quando ha visto correre poco lontano da sé una bimbetta nuda, seminascosta da numerose scimmie. Quando il poliziotto si è avvicinato per rendersi conto della situazione, i primati e la bambina hanno cercato di respingerlo emettendo grida lancinanti. Con molta pazienza, però, alla fine l’ufficiale è riuscito a prendere la piccola con sé e a consegnarla ai medici dell’ospedale locale. Una vicenda che, per contesto e ambientazione, ricorda quella di Mowgli, il “cucciolo d’uomo” adottato dai lupi nel “Libro della Giungla”, scritto da Rudyard Kipling. In una conferenza stampa ieri il responsabile della struttura sanitaria, dottor D.K. Singh, ha confermato che la bambina si comporta essenzialmente come un animale: mangia direttamente con la bocca, preferisce camminare aiutata da mani e piedi ed emette solo suoni gutturali, non capendo alcuna lingua. “Dopo settimane di cura – ha spiegato il medico – la sua salute è migliorata, e la sua posizione è prevalentemente eretta, anche se ha frequenti scatti di ira e continua ad emettere solo suoni incomprensibili, tentando di fuggire ogni volta che vede un essere umano”. “Un bambino adottato da un branco di scimmie è un evento raro, sono più frequenti le adozioni da parte di lupi o altri animali. Ma non è una cosa impossibile”, spiega Elisabetta Visalberghi, etologa e primatologa del Cnr di Roma. “In gran parte del mondo animale – continua Visalberghi – c’è un istinto ad adottare piccoli, che scatenano negli adulti sentimenti di accudimento. La letteratura scientifica registra 3 o 4 casi negli ultimi trent’anni di adozioni di bimbi da parte di animali”. Ad esempio, nel 2001 fu trovato Alex, allevato dai cani a Talcahuano, in Cile; e nel 2009 in Russia si parlò della piccola Natasha, di cinque anni, cresciuta con cani e gatti in una caverna di Cità, in Siberia. E ora la bambina indiana dell’Uttar Pradesh, che non si sa da chi sia stata abbandonata e che, strappata alla “famiglia della giungla”, è stata riportata, in fondo contro la sua volontà, fra i suoi simili. (nella foto, tratta da uttarpradesh.org, la bimba-mowgli)