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Canile di Palermo, le associazioni chiedono lo stop alle “adozioni con incentivo economico”

“Chiediamo formalmente al Comune che vengano interrotte dal canile le adozioni con incentivo economico”. Lo hanno detto questa mattina le rappresentanti delle associazioni animaliste palermitane, tra cui Lega del Cane Ada, Enpa, Oipa, Lo scodinzolo, Ugda, Lida, nel corso di una conferenza stampa. “Vogliamo chiarire la nostra posizione una volta per tutte dopo le proteste – ha detto Elena La Porta della Lega del cane, fino a poco tempo fa anche consulente del sindaco Leoluca Orlando per le questioni legate al randagismo – le maldicenze che sono state dette nei nostri confronti sono inaccettabili. Ci teniamo a precisare che la nostra è stata una protesta pacifica e che ci dissociamo da qualsiasi atto vandalico commesso ai danni dei mezzi del Comune”. Della vicenda abbiamo già scritto qui su 24zampe nei giorni scorsi. Insieme ad Elena La Porta anche Laura Girgenti, Alessandra Musso, Ilenia Rini, Ornella Speciale e Giusy Cado. “Noi associazioni siamo state sempre presenti all’interno del canile, – dice Musso – i cani ci conoscono e con noi hanno un rapporto. Ci occupiamo di loro da anni come volontari senza prendere un euro. Se in passato venivamo pagate, con un regolare contratto, accadeva solo perché la Gesip era fallita e il Comune ha trovato in noi dei naturali collaboratori. Per inciso ogni operatore percepiva meno di 5 euro l’ora e non guardava mai l’ora, restando con i cani ad oltranza. Lunedì scorso stavano portando via dei cani senza informarci della destinazione o di quale associazione li avrebbe presi in carico. Era prevedibile una nostra reazione”. Le associazioni non bloccheranno lo spostamento dei cani all’ex Mattatoio anche se chiedono più spazi e la possibilità di continuare a seguire gli animali. “Non abbiamo mai chiesto soldi all’amministrazione comunale – aggiungono – Il nostro è un lavoro di volontariato che facciamo perché amiamo i cani. Però il Comune ci deve stare a sentire e deve lavorare per risolvere i problemi del randagismo. Ci sono gli strumenti per farlo. Dobbiamo solo metterci attorno ad un tavolo ed iniziare con un’attività congiunta”. (Ansa)

  • antonella |

    A proposito di randagismo.
    Sono stata a visitare il castello di Federico II ( Castel del Monte – Bari ). Sono rimasta basita dai cani randagi che giravano lì intorno, oltretutto molto affamati. Possibile che con il giro turistico in quella zona non ci si preoccupi della situazione? Possono creare disagio ai visitatori ( non tutti amano essere avvicinati da animali ) e non è giusto per quei cani essere lasciati abbandonati così ( dalla fame che avevano mi è sembrato anche che siano poco curati ). Possibile , di tutto il personale che presta servizio nella struttura, nessuno si sia preoccupato della situazione? O forse se ne sono preoccupati ma è rimasta lettera morta?

  • Gloria Crisci |

    Giusto il comune deve collaborare,senza di voi come farebbe?e invece di spostare i cani bisogna ricreare un ambiente adatto alle loto esigenze ed è ovvio che incentivare le adozioni con denaro aprirebbe la porta solo a truffe,la gente finito quello li abbandonerebbe di nuovo se non peggio,chi adotta lo deve fare in coscienza e senza attendere nulla in cambio

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