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Effetto clima su piante e animali, si accelera verso la “Sesta estinzione di massa”

L’effetto-clima sulle specie animali e vegetali è un amplificatore della “Sesta estinzione di massa” che l’uomo sta provocando nei confronti della ricchezza della vita sul pianeta. La conferma arriva dal report “Cambiamenti climatici e sesta estinzione di massa” diffuso dal Wwf per l’Earth Hour-Ora della Terra, l’evento globale previsto alle 20.30 di domani, 25 marzo, per sensibilizzare l’opinione pubblica e i politici sul cambiamento climatico e sull’urgenza di agire ora. Nella mappa delle specie a rischio stilata dal Wwf ci sono orsi polari, pinguini, orche e leopardi delle nevi ma anche stambecchi, anfibi, fringuelli alpini e persino l’abete bianco, il tipico albero di Natale delle regioni settentrionali, “tutte specie che stanno soffrendo come non mai l’aumento della temperatura e gli altri effetti dei cambiamenti climatici”. Il simbolo dell’effetto clima, spiega il Wwf, è senz’altro l’orso polare: “Con la progressiva riduzione della banchisa polare rischiamo di perdere i due terzi degli orsi polari entro il 2050”, che, in casi estremi, arrivano a cannibalizzarsi (nella foto Reuters/Iain D. Williams sopra, un esemplare maschio mangia un cucciolo in Canada, circa 300 km a nord della città di Churchill). In Antartide, il 75% della popolazione dei pinguini di Adelia potrebbe scomparire se le temperature del globo cresceranno di 2 gradi, rileva l’associazione ambientalista ricordando “stime pubblicate su Nature da autorevoli ecologi ci dicono che rischiamo di perdere fino al 70% delle specie di passeriformi migratori in Australia e ai tropici a causa del climate change, mentre lo stesso panda, pur se in lieve ripresa numerica è minacciato dal clima che cambia, in quanto dipende strettamente dalle foreste di bambù”. Ma classe animale più colpita è quella degli anfibi, come l’ululone dal ventre giallo: a causa dei loro complessi cicli vitali che si svolgono tra terra e acque dolci, dove si fanno sentire siccità o regime delle precipitazioni, il 33% di queste specie è inserito nella lista rossa Iucn (International Union for Conservation of Nature). Nel ghepardo l’aumento della temperatura ha provocato una netta riduzione della fertilità maschile. Quasi la metà (il 47%) delle specie di mammiferi e quasi un quarto delle specie di uccelli (24,4%) monitorati dalla lista rossa dell’Iucn subiscono l’impatto negativo dovuto ai cambiamenti climatici. In totale si tratta di circa 700 specie.

  • pinco pallino |

    Ma dai tanto non possiamo vivere in eterno e al massimo fra 4 miliardi la terra verra inghiottita dal sole.
    ci siamo stati e ora di fare posto ad un altra specie.

  • Guido Minciotti |

    Siamo noi che senza di noi staremmo peggio! Grazie di leggere 24zampe e saluti, gm

  • annella naldini |

    sono pienamente d’accordo gli animali starebbero molto meglio senza noi!!!

  • LexLuthor |

    Hai ragione Giulia, però visto che nessun paese lascia come carburante la benzina che deriva dal petrolio! Andrà sempre peggio! Solo il Brasile ha creato come carburante l’etanolo derivante dalle canne da zucchero! Solo che i governi di tutto il mondo sono legati al petrolio degli arabi! Potrei anche dirti il motivo! Ma credo tu sappia la risposta

  • Claudia |

    Estinzione dell’essere umano??? Magari!!! Dato che siamo arrivati a questi livelli proprio per causa nostra!! E la gente continua a fregarsene e a vivere la vita come se niente fosse …una cosa è certa! Il mondo non andrà avanti così ancora per molto perché l’intervento di Dio sarà ben visibile ovunque e arriverà quando meno ce l’ho aspettiamo!!!

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